Bonus 4.0 per le PMI

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Bonus 4.0 PMI

Formazione 4.0 agevolata per le Pmi

Una buona notizia per le piccole-medie imprese, con il nuovo decreto del Mise è stato ufficializzato un aumento delle spese ammissibili dal 50% al 70% fino a un massimo di 300.000 per le piccole imprese. Diverso l’aumento delle medie imprese, in questo caso dal 40% al 50% per un massimo di 250.000. Così il decreto emesso dal Ministero dello Sviluppo economico dell’1 luglio 2022.

La misura è orientata allo sviluppo digitale delle Pmi, ma quanto conviene? Il bonus è destinato alle imprese e dev’essere destinato alle spese di formazione del personale, in particolare quelle che riguardano le loro competenze tecnologiche per tutte quelle tecnologie indispensabili per il rinnovamento tecnologico dell’azienda e, in ottica più grande, un cambiamento della conformazione digitale delle aziende trattate dal decreto.

 

I parametri per l’accesso al bonus

Le competenze e le attività di formazione devono essere riconosciute dal Ministero, tappa fondamentale per ricevere i bonus messi a disposizione. Per i progetti di formazione che non soddisfano tali condizioni, le misure del credito d’imposta sono diminuite al 40% per le piccole imprese e al 35% per le medie.

Una misura che è stata presa per far sì che gli aiuti siano consistenti e la struttura di aiuti sia efficace, così come le attività formative dirette ai dipendenti, motivo per cui è riconosciuto alle imprese un credito d’imposta potenziato fino al 70% per le piccole e al 50% per le medie imprese, nel caso in cui questi servizi siano eseguiti da soggetti certificati dal Ministero dello Sviluppo economico.

 

Il commento del ministro Giancarlo Giorgetti

In merito alla manovra, il ministro Giancarlo Giorgetti ha commentato: «L’obiettivo è creare le condizioni per promuovere un modello di fare impresa in cui il fattore umano sia tutelato e valorizzato, anche attraverso un efficace sistema di certificazione delle attività formative. È infatti importante per il futuro del Paese fornire una risposta adeguata alla domanda di maggiori competenze professionali che dovranno accompagnare la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi».

Le attività formative riguardano i settori di vendita e marketing, informatica, tecniche e tecnologia di produzione, tutte svolte obbligatoriamente da soggetti qualificati ed esterni all’impresa. Per far sì che tutto sia svolto in modo corretto, verranno introdotti specifici parametri volti a vincolare l’erogazione del contributo agevolativo.

 

Chiaroscuri di un decreto: la questione dei dati

Un decreto che, a voler essere maliziosi, sembra fin troppo bello. Il guadagno effettivo infatti potrebbe derivare dalla mole di dati a cui si potrà accedere e che le aziende saranno costrette a fornire per l’ottenimento del decreto. Un’ipotesi non del tutto fuori luogo, vista l’effettiva quantità di dati che le imprese dovranno inoltrare per l’ottenimento del bonus.

Riassumendo:

Il credito d’imposta formazione 4.0 è riconosciuto in misura del:

  • 50% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di € 300.000 per le micro e piccole imprese.
  • 40% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di € 250.000 per le medie imprese.
  • 30% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di € 250.000 per le grandi imprese.

È giusto specificare come sarà facoltà delle aziende decidere di accedere o meno agli aiuti, resta da capire quanto e in che modo sia reale l’interesse del Ministero nei confronti dei lavoratori delle Pmi, e se questo non riguardi i dati delle imprese.

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