Business che funzionano dalla A alla Z

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Nel mondo dell’imprenditoria, le buone notizie ci sono. Cresce in Italia il numero delle aziende individuali. Accarezzate anche voi il sogno di mettervi in proprio? Ecco 23 idee, attività e imprese da avviare subito. Alla faccia della crisi

Agricoltura: c’è spazio e mercato

Nei campi spuntano imprese. Nel 2009 sono nate più aziende agricole che industriali. Nel primo trimestre, 10.269 contro 9.014 (Infocamere). I neoimprenditori sono laureati e hanno competenza tecnica, creatività, spirito di innovazione e piglio imprenditoriale. Solo qualcuno è figlio di agricoltori, molti arrivano da ambienti diversi, in cerca di una vita più naturale.

Sono quasi 100mila gli under 35 alla guida di attività, che vanno dalla coltivazione all’allevamento, fino alla trasformazione, vendita, cura dell’ambiente, didattica. Con una spiccata propensione al bio e all’ecologia. Le difficoltà, per la maggior parte di loro, sono la burocrazia, per ottenere contributi e adeguarsi alle normative, e i costi dei terreni. Un titolare su quattro è donna. Una storia su tutte: si chiama Loretta Di Simone, 32 anni, l’imprenditrice di Tarquinia che ha meritato il premio “Giovane agricoltore europeo più innovativo” del Consiglio europeo dei Giovani agricoltori, per il suo lavoro di recupero di antiche sementi, di produzione e vendita (www.laturchina.com).

› Per chi vuole acquistare un terreno: Istituto nazionale di Economia agraria, www.inea.it, www.milanofinanza.it/immobiliare/terreni.asp

› Per chi cerca finanziamenti: Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, www.ismea.it; Invitalia, www.invitalia.it

› Per associarsi e avere consulenza: Confederazione italiana agricoltori www.cia.it; Associazione dei giovani imprenditori agricoli, www.agia.it; Coldiretti, www.coldiretti.it

Birrificio: è il momento di quelli artigianali

«Il settore della birra artigianale in Italia è in netta crescita. Dati provenienti da varie fonti confermano la tendenza da parte del consumatore, in un periodo difficile, a prediligere prodotti speciali, meno lavorati, con caratteristiche qualitative e organolettiche di alto livello» spiega Simone Monetti, direttore operativo Unionbirrai (www.unionbirrai.com).

Consigliereste di aprire una nuova attività in questo periodo?

«Sì, l’interesse è crescente. Anche se l’Italia è tuttora il fanalino di coda per il consumo pro capite di birra in Europa, c’è una costante crescita di questo indicatore negli ultimi 10 anni».

Che tipo di lavoro è quello del birraio?

«Impegnativo sotto tanti punti di vista, il progetto imprenditoriale deve essere sostenuto da una forte passione per il prodotto. Parecchi sacrifici, ma grandissime soddisfazioni. L’investimento è diverso a seconda della tipologia del birrificio, che può essere micro (produzione e vendita a terzi del prodotto) o brewpub (produzione, locale di mescita e ristorazione attiguo).

A chi rivolgersi per saperne di più?

«Proprio per offrire una consulenza, organizziamo il corso  “Progetto imprenditoriale microbirrificio”, che si svolgerà a Milano nel mese di ottobre con data e sede in via di definizione. Nei due giorni di svolgimento si approfondiscono tutte le problematiche tecniche e amministrative necessarie all’avviamento dell’impresa. Costa 200 euro, ci si può iscrivere tramite il nostro sito».

Chef a domicilio: un doppio lavoro che rende

Nella vita fa l’ingegnere e lavora in un’azienda. Ma Fabio Pompei (foto sopra), nel weekend, si mette ai fornelli e integra il suo reddito grazie alla passione per la cucina. «Ho iniziato da bambino e non ho più smesso». La fama della sua abilità è presto uscita dalla cerchia degli amici e gli ha procurato clienti. Si reca a casa loro e cucina per tutti. «Un cuoco non professionista può chiedere 25-30 euro a convitato. Uno chef a domicilio può arrivare tranquillamente a 60 euro. Spesa esclusa, che si concorda con il cliente. Io cucino spesso vegetariano: una serata per quattro persone, spesa compresa, può costare al cliente circa 200 euro. I guadagni annuali, quando non superano 5.000 euro, sono un reddito aggiuntivo da segnalare nella normale dichiarazione dei redditi, senza aprire una Partita Iva». Pompei ha aperto un sito nel 2007, dove i cuochi a domicilio possono inserire gratis il loro profilo e i clienti trovano chef vicini o lontani. «Né i cuochi né i clienti pagano il sito, che guadagna grazie ai suoi sponsor. Oggi abbiamo già 448 cuochi iscritti, 193 non sono professionisti. E cominciano ad arrivare le loro valutazioni dai clienti».

INFO: www.cucinami.com

Design: formazione, stage, concorsi

Belli, utili, originali. La gente è disposta a spendere per oggetti che migliorino la vita, soprattutto se hanno personalità. Il mestiere di inventare oggetti utili attira i giovani. Il Salone del Mobile 2009 a Milano ha battuto tutti i record. Ma per intraprendere ci vogliono le basi.

Formazione: laurea. Tre anni più due nelle facoltà di Design e Disegno industriale, in alcune università italiane. Milano: www.polimi.it, Torino (www.polito.it), Venezia (www.iuav.it), Firenze (www.design.unifi.it), Roma (http://w3.uniroma1.it/itaca), Napoli (www.unina.it) e Palermo (http://portale.unipa.it). Ma ci sono anche scuole private, in Italia e all’estero. Per esempio: Nuova accademia di Belle arti di Milano, www.naba.it, Istituto Europeo del design, www.ied.it, Domus academy, www.domusacademy.it. Le rette annuali vanno da 4.000 euro in su.

Borse di studio: i sei Master post laurea del Politecnico di Milano sul design e la comunicazione, organizzati dal Consorzio POLI.design, tra ottobre 2009 e marzo 2010. Per ciascun master sono a disposizione quattro borse di studio parziali per gli studenti più meritevoli. Inviare il proprio cv a: formazione@polidesign.net

Stage: l’importante è acquisire gli strumenti tecnici e la preparazione per trasformare la propria idea in un progetto realizzabile. Alcune aziende indicono concorsi (www.adi-design.org/cdo/cdo.html), altre valutano le proposte che arrivano. Fabrica, il centro ricerca del gruppo Benetton, seleziona continuamente creativi. Inviare un portfolio di lavori. Se piace, si viene invitati per una prova di 15 giorni, con vitto e alloggio gratuiti. Se si supera la prova, si ottiene una borsa di studio di un anno. INFO: tel. 0422 519111, fabrica@fabrica.it

Ebay: 18mila imprenditori italiani vendono qui

«Ho iniziato a utilizzare eBay per cercare prodotti per le unghie, mia grande passione» afferma  Tatiana Monaco, 28 anni. «Ora gestisco un negozio virtuale di eBay, Tatynail. Lavoro da casa e faccio più di 300 vendite al mese. Grazie a quest’attività mi pago il mutuo dell’appartamento e riesco a essere indipendente economicamente, ho molte soddisfazioni. Vendo anche all’estero. Sto collaborando con mia sorella, che ha da poco aperto su eBay un negozio di cosmetici. Anche se si parte senza conoscere bene le funzioni di eBay, bisogna azzardare, fidandosi del mezzo, perché si possono fare grandi affari».

Come si vende su eBay?

› Registrati

› Prepara un’inserzione

› Scegli una categoria precisa in cui inserire il tuo oggetto

› Visiona l’elenco degli oggetti di cui è proibita la vendita

› Leggi le regole di vendita

› Dai un titolo incisivo che permetta di trovare facilmente la tua inserzione

› Illustra con un’ottima foto

› Fornisci una descrizione efficace e sincera

› Scegli un prezzo adeguato e contenuto

› Specifica i metodi di pagamento accettati e i sistemi di spedizione

› Paga una tariffa da 0,15 a 2,80 euro, a seconda del prezzo base dell’oggetto

› Paga una commissione del 7,75% sul prezzo finale di vendita (aste)

› Per aprire un negozio, paga da 9,95 a 99,95 euro. Per ciascun oggetto venduto, si paga una tariffa di inserzione e si applica una commissione di vendita.

Franchising: ecco i settori che vanno forte

Quali sono i settori in cui il franchising oggi si rivela una scelta anticrisi? «Vanno bene tutti i settori. Purché i franchisor siano aziende sane e le loro proposte di qualità. Per i prossimi sei mesi, i settori antirecessione sono quelli che funzionano meglio quando gli altri sono in difficoltà, a causa della crisi» risponde Luca Fumagalli, esperto di franchising della Dif (www.dif.it).

Quali per esempio?

«Il risarcimento danni e il recupero crediti. Le finanziarie, invece, risentono della crisi che parte proprio dal mondo finanziario: le banche non erogano facilmente finanziamenti. Fanno affari i discount e i negozi “tutto a un euro”: nei momenti in cui scarseggiano i soldi, i consumi che reggono sono quelli di fascia bassa o altissima (lusso). Anche nella ristorazione, meglio i take away. Sto curando un franchising di cartoline d’auguri, che va alla grande perché la gente, piuttosto che fare un regalo da poco, preferisce spendere per un bel biglietto. Altro business che funziona: le riparazioni di scarpe e abiti».

Consigli?

«Aggiudicarsi location inavvicinabili in momenti di boom immobiliare. Acquisire l’attività di un franchisee in crisi. Se un affiliato non funziona o è in difficoltà perché non si gestisce bene o commette errori, ma l’attività in sé è redditizia e può funzionare, perché non rilevarla?».

Giardinaggio: dagli orti agli alberi

«Michelle Obama fa l’orto alla Casa Bianca. Ed è subito ortomania. C’è un interesse crescente per frutta e verdura sul bancone, soprattutto bio. Come mezzo per conoscere quello che mettiamo nel piatto, ma anche come attività di business» esordisce Elisabetta Pozzetti, portavoce della Scuola Agraria di Monza. Accanto ai corsi amatoriali, ci sono quelli che diventano basi per un’attività professionale. La nostra scuola organizza anche formazione a distanza, mette in contatto chi offre e cerca lavori “verdi” e aiuta che vuole realizzare un progetto imprenditoriale nel settore» spiega Pozzetti. Ecco i corsi da non perdere:

›  Il 22 settembre e il 5 ottobre si terrà il corso per tree climber, gli esperti in grado di arrampicarsi, potare (e abbattere) in sicurezza gli alberi. Professione ben remunerata (da 100 euro al giorno a stipendi mensili importanti, per collaborazioni fisse) che si può svolgere in autonomia o in consorzio, per grandi lavori. Il corso dura quattro o cinque giorni e costa 1.050 euro. Si tiene anche a Roma o in altre città (a richiesta).

›  Il 13 ottobre è previsto il corso “Progettazione impostazione e gestione di un orto produttivo” e altri per la gestione di un agriturismo e la creazione di una fattoria didattica (330 euro).

›  Il 29 ottobre parte “Ortoterapia”, tre moduli a 330 euro l’uno, dove s’insegna il giardinaggio come strumento per far sentire meglio malati, disabili, anziani.

›  Poi c’è il corso per tecnico erborista (400 ore, 10 settimane, inizia in autunno), quello per progettista di giardino (400 ore, dal 15 settembre), che danno ottime possibilità di occupazione. «Costano 2.500 euro ma sono finanziati dalla regione Lombardia (dote formativa)» conclude Pozzetti.

INFO: www.monzaflora.net

Hard: il rimedio anticrisi è il sesso (legale) per strada

Il suo rimedio anticrisi è il sesso per strada. Ma niente di illegale. Otello De Benedictis, 33 anni, si è inventato la bancarella hard, dove vende film a luci rosse e gadget erotici. Di giorno lavora come operaio, la notte si piazza dalle 22.30 alle 4 di mattina, a nord di Milano, vicino a un furgone che vende panini. «Avevo un locale hard, qualche anno fa. Ho chiuso. Mi avevano arrestato per favoreggiamento della prostituzione, ma sono stato assolto con formula piena. Peccato che nel frattempo sono stato per sei mesi in prigione, innocente. Non è stata una bella esperienza, ma non mi sono fermato. Mi sono così inventato un’attività che potevo iniziare con pochi investimenti. Mi sono iscritto alla Camera di commercio, ho ottenuto la licenza di ambulante e la Partita Iva. Poi ho attrezzato un banchetto comprando la merce da un grossista, a Cologno Monzese. All’inizio avevo un’insegna esplicita: Sexy shop, dvd 10 euro. Ma la gente si vergognava. Ho dovuto cambiarla con Musica Maestro, diversificando la merce sul banco. Ora, in vista, c’è musica napoletana e da ballo. Sotto, l’hard. I clienti sono uomini. Punto sulla musica da ballo, per poter frequentare anche fiere e festival estivi. Avrò dischi per tutti. E l’hard a richiesta, come molte edicole».

Interventi per le imprese: detassazione per chi reinveste gli utili

Il decreto legge del Governo, votato a giugno, aiuta gli imprenditori con alcuni provvedimenti anticrisi. La manovra costerà due miliardi di euro. I dettagli si conosceranno a breve, ma ecco qualche anticipazione:

Investimenti: chi reinveste gli utili per l’acquisto di macchinari avrà una detassazione del 50%.

Integrazione: i lavoratori cassintegrati avranno un premio-occupazione. Per riqualificarsi o per avviare un’attività in proprio. Mentre le aziende che si tengono i loro dipendenti avranno un bonus antilicenziamento.

Imposte: potenziamento dei controlli su chi mette i capitali nei paradisi fiscali. E possibilità di rateizzare le tasse per i terremotati abruzzesi, dal gennaio 2010. Iva rateizzabile per chi si adeguerà agli studi di settore.

INFO: www.governo.it

Libri: come farsi pubblicare quello dei propri sogni

180 libri pubblicati ogni giorno in Italia

84% dei titoli vende meno di 500 copie

3.500 circa (esclusa scolastica), tiratura media di un titolo

300.000 i manoscritti che ogni anno arrivano agli editori (dati Aie)

99 euro: costo per una microtiratura in stampa digitale di 20 copie di 96 pagine di un libro fai da te (www.lampidistampa.it)

5,82 euro: costo per la stampa di un libro fai da te (www.ilmiolibro.it)

1% quota del mercato librario mondiale coperta dai libri elettronici

Mollo tutto e vado via…

Andarsene. Avviare un’attività in un posto più o meno lontano. Continua a essere questo il sogno della maggior parte dei lettori di Millionaire che, da 20 anni, concretamente, analizza opportunità e difficoltà nella creazione di un’impresa in altri Paesi. L’anno scorso, i numeri di Millionaire dedicati a Grecia e Playa del Carmen sono andati a ruba. Per quest’anno stiamo studiando nuove mete. Intanto, non perdete la classifica dei Paesi dove è più facile avviare un’impresa: la trovate on line su www.doingbusiness.org

Noleggio avanti tutta: così i costi da fissi diventano variabili

Si noleggia di tutto: dal videogame al barbecue, dal trapano all’abito. Anche se i dati dell’European rental association per il 2009 non sono esaltanti, ci sono ancora opportunità per chi vuole avviare impresa. Ne parla Pier Angelo Cantù (foto sotto), direttore di Rental network, rete di consulenza, servizi e formazione per il noleggio internazionale (www.rentalnetwork.com).

Il noleggio tiene?

«Sì, perché la tendenza nelle aziende è trasformare i costi fissi in costi variabili. Può far business chi individua un target specifico, per esempio gli elettricisti, e organizza prima un parco attrezzature per le loro esigenze, poi trova i contatti e crea la rete di clienti interessati a noleggiare piuttosto che acquistare».

A che investimenti si va incontro?

«Sono i più vari, dipende dalla dimensione del noleggio. E dal fatto che l’attività si sviluppi ex novo o a latere di un’altra. Per esempio, molte ferramenta all’ingrosso stanno organizzando un servizio di noleggio di utensili. Poi c’è il franchising, una buona soluzione per chi ha già un parco clienti».

Quali sono i leader, in questo momento?

«Il gruppo Made si occupa di rivendita nel settore edile. Sta costruendo vari servizi per la clientela, tra questi il noleggio (www.gruppomade.com, www.made4rent.com). Italnolo, per il noleggio generalista, offre oggetti per tutti, famiglie comprese: (www.italnolo.it). La rete più importante a livello mondiale è The Cat Rental Store, specialisti nell’edilizia. Hanno più di 4.000 punti in tutto il mondo, oltre 800 centri noleggio solo in Europa. In Italia, ne è rivenditore privilegiato Noloitalia (www.noloitalia.it). La rete Kiloutout (www.kiloutou.fr) ha puntato sulla diffusione capillare: ci sono già quasi 270 affiliati in Francia: un centro in ogni paese, in grado di offrire anche un noleggio a ore».

L’opportunità nel settore?

«Quello dei centri di formazione all’uso delle attrezzature a nolo è un business in netta crescita. In Italia, il Decreto legislativo 81 (quello che ha sostituito la Legge 626) rende obbligatoria per tutti gli operatori la formazione all’uso dei mezzi, con tanto di attestato finale. Le macchine più delicate sono le piattaforme aeree perché portano le persone a lavorare in altezza, creando rischi. Al momento, l’Ipaf, una federazione internazionale, eroga questi corsi con il rilascio di una Carta Pal riconosciuta a livello internazionale. Ma si può aprire un centro di formazione in modo semplice, dopo un processo di formazione adeguato. Per ora ci sono circa 50 centri che  rilasciano le carte Pal». INFO: www.rentalblog, sito di discussione. Da leggere: Noleggio, mensile di Tecniche Nuove.

OUTLET: il cliente fa chilometri per cercare l’affare

La formula outlet piace. Grazie alla presenza di decine di negozi monomarca di brand ben conosciuti, che vendono a prezzi convenienti articoli delle passate stagioni. «Lo spaccio aziendale ha un costo relativo. L’outlet costa di più, ma i risultati in termini di clienti, visibilità, marketing ad hoc sono molto superiori. I costi gestionali per uno spazio nell’outlet sono più bassi di quelli per un negozio in un centro commerciale» spiega Filippo Maffioli, direttore commerciale di Promos, azienda che ha sviluppato cinque progetti di grandi outlet, in Italia. «Negli outlet le aziende sono molto attente. Offrono il prodotto adatto al proprio consumatore. Certo, non le collezioni che si trovano in negozio. Il prodotto è sempre differenziato». Vendere in un outlet è un rimedio anticrisi? «L’outlet non risolve i problemi di un brand. Per usare con successo questo canale, l’azienda dev’essere solida e ben radicata, il marchio conosciuto».

INFO: www.promosbrescia.it

Parchi eolici: l’opportunità sta nel mini

Entro il 2010 la Comunità europea prevede che il 21% del Consumo Interno Lordo europeo di energia elettrica provenga da fonti rinnovabili. E l’eolico cresce molto più rapidamente delle altre fonti rinnovabili: si parla di un +24% annuo. (www.eniscuola.net).

I piccoli. Per piccoli impianti, ci sono gli incentivi statali. Con una pala di 30 metri e un rotore di 15, in un campo adatto, un proprietario di terreno può produrre energia e venderla alla rete elettrica nazionale. Serve l’autorizzazione del Comune, l’approvazione del gestore della rete e del gestore elettrico nazionale. Un impianto costa circa due milioni al megawatt. Per produrre 200 kilowatt serve un investimento di 400mila euro. Si sta sviluppando anche il Microeolico: 9mila euro per una pala da due kilowatt. Preventivi e installazioni sono servizi offerti anche da Enel Green Power: www.enelsi.it

I grandi. L’Italia è il terzo produttore europeo di energia eolica, grazie ai grandi parchi eolici realizzati soprattutto al Sud, più ventoso. «La strada è quella di diventare uno sviluppatore che affronta la burocrazia per trovare un luogo adatto, ottenere i permessi, proporre un progetto a grandi società che possono realizzarlo» suggerisce Giovanni Trombetti, project manager Falck renewables (www.falckrenewables.com).«Uno sviluppatore può guadagnare tanto. Per un parco da 100 megawatt gli può venire riconosciuto un compenso di 200mila euro a megawatt».

Quanto costa?

Il primo passo per mettersi in proprio è aprire una Partita Iva: l’apertura e il mantenimento sono gratuiti. In Italia, a marzo 2009, risultavano aperte 8,8 milioni di Partite Iva. Un esercito che non si è fatto mettere in fuga nemmeno dalla crisi. Il 70% di quelle attive sono ditte individuali e confermano che l’Italia gode di una riserva di imprenditorialità straordinaria.

Riciclo: niente si butta

Riciclo che passione. Una storia su tutte: Silvia Bragagnolo (foto a sinistra), 38 anni, architetto e designer, ha fin da piccola una passione per gli oggetti che la gente butta. «A Castelfranco V., nel mio laboratorio, la mattina faccio l’architetto. E il pomeriggio, faccio rivivere i rifiuti, creando oggetti folli, ma utili. Come Sgabo, sedile di plastica, cartone, pellicola trasparente (33-38 euro). O la lampada Girini (30-50 euro), fatta di bottiglie, che realizza per un’azienda di arredamento; Pesci (da 30 a 100 euro), l’audioborsa, creata coi nastri delle vecchie audiocassette (250 euro). «Chi apprezza oggetti nati dalla sensibilità ecologica è disposto a spendere». Silvia sta collaborando con Il grillo, un consorzio di Mestre per la raccolta di rifiuti ingombranti, per insegnare riciclo creativo a lavoratori disabili, e conduce laboratori didattici nelle scuole, almeno una volta al mese. «Non riesco ancora a vivere della mia passione, guadagno circa 400 euro al mese. E devo tenere una contabilità separata tra attività professionale artistica, per problemi burocratici. Ma qualcosa in Italia si sta muovendo: i negozi chiedono i miei oggetti in conto vendita. Gli showroom di arredamento li usano come complementi. Ci sono fiere dedicate, come Riciclarte, organizzata da Riciclarte.it, un sito che da visibilità gratis a creativi come me». INFO: www.miciovinicio.it

Scommesse: tutti matti per gratta e vinci e poker on line

Un anno fa è partita la sperimentazione degli Skill games, i giochi di “abilità”, tra cui il poker on line, con vincite in denaro in contante sul Web. In questi mesi, il fenomeno ha registrato una crescita continua. Per entrare nel business, una prima leva di 35 concessionari è stata selezionata dallo Stato, in base all’esperienza pregressa, al fatturato (almeno 1,5 milioni di euro), a un versamento di 500mila euro, comprese le spese per costruire la piattaforma on line e collegarsi alla Sogei, ente che collega operatori e Agenzia delle Entrate. Ma anche chi vuole fare investimenti più contenuti può entrare in partnership con un concessionario autorizzato dai Monopoli di Stato (www.aams.it). In pratica, apre un “tavolo di gioco” on line, con investimenti di alcune decine di migliaia euro, e spartisce gli utili con il partner. Su www.aamspoker.com i centri di scommesse e le sale da poker on line autorizzate da Aams (Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato), che applicano regole di tutela del giocatore. Da luglio, anche il Superenalotto si può giocare on line. Quella del gioco è una vera industria che fattura 47,5 miliardi di euro, circa il 3% del Pil, e coinvolge 30 milioni di persone. Secondo il Censis, entro il 2001 si arriverà a 70 miliardi di euro di raccolta complessiva. Oggi l’industria del gioco occupa 85mila persone e gli operatori maggiori sono entrati in Confindustria. Dal 2004 al 2008, le scommesse sportive e le new slot sono cresciute rispettivamente del 300% e del 580%.

T-shirt: il business più amato dai nostri lettori

Una maglietta per interpretare i tempi. Ieri pillole di letteratura formato T-shirt. Oggi, i graffiti della strada. Vent’anni fa Marco Mottolese ha inventato Parole di Cotone, le magliette che hanno messo addosso a 7,5 milioni persone in Europa e nel mondo citazioni, passi di libri, poesie. Ve le ricordate? Lui è stato un vero ispiratore per le centinaia di imprenditori che scrivono a Millionaire per cavalcare il business delle T-shirt, per avere indicazioni su come cominciare o segnalare il loro marchio emergente. Il brand 2009 di Mottolese è Magliette fresche, capi a prezzo imposto (24 euro) che danno spazio a immagini di scritte, segni, graffiti catturati sui muri di tutto il mondo e postati da chiunque sul sito www.magliettefresche.com. «Il primo test avverrà nella catena C’art, 145 punti vendita, in centri commerciali e aeroporti, poi sarà la volta di una quarantina di librerie Mondadori, 20 Coin e concept store selezionati all’estero. 15mila magliette come prima distribuzione, 50mila per il 2010» rivela Mottolese. Sarà un altro boom?

Usato: tutti agli swap party

Indossare capi usati va di moda tra le star, anche negli States, dove l’aria di crisi si sente, eccome. Il fenomeno delle feste in cui ci si scambiano abiti e accessori, non molto usati, sta prendendo piede anche in Italia. Si compra usato, on line o nei mercatini, dove si scovano autentiche chicche vintage, ovvero capi di stilisti o intramontabili oggetti di design da sfoggiare con orgoglio. Chi vuole aprire un mercatino reale, sappia che può offrire uno spazio in conto vendita al cliente, senza acquistare e rivendere la merce, ma trattenendo una commissione sul venduto. Esistono reti in franchising che aiutano a organizzare e rendere efficiente questo business. In genere chiedono una fee di qualche migliaio di euro e hanno nel software di gestione e nella notorietà dell’insegna il loro punto di forza (www.mercatopoli.it, www.leotron.com, www.mercatinousato.com).

L’Atelier del riciclo organizza swap party: a Milano, dal 25 al 27 settembre si potrà barattare i propri abiti in prestigiose location, trasformate per l’occasione. L’idea è di Paolo Severi, che con una vaga conoscenza di Internet ha creato il primo portale italiano per barattare on line. Per prenotarsi all’evento: www.atelierdelriciclo.it. Ma ci sono anche spazi per vendite, acquisti e baratti creati on line, gratuiti, come www.barattopoli.com.

Vendere: un corso per migliorare

«Anche nel trimestre considerato come il più “nero” per l’economia italiana, la vendita diretta a domicilio regge e cresce come sta facendo da sei anni» commenta Luca Pozzoli, presidente di Avedisco. Nei primi mesi 2009 le vendite dirette sono cresciute. Fatturato di 331 milioni di euro, incremento dello 0,4% rispetto all’anno precedente per le imprese Avedisco. «A questa attività si rivolgono molti che cercano di fare fronte alla “quarta settimana” o che decidono di intraprendere un lavoro capace di regalare soddisfazioni».

Un corso in vendita. Come migliorare le vendite? (non solo quelle dirette) «Anche per un venditore cambiare le cose in meglio significa lavorare sulla propria visione e mentalità» spiega Gianluca Santarelli, amministratore di Eureka! Servizi, Società di formazione che supporta le aziende nella costruizione di percorsi ad hoc per valorizzare risorse e impresa. «Il cambiamento va realizzato nel lungo periodo, con impegno e volontà. I risultati saranno più faticosi da raggiungere, ma duraturi. Per cambiare occorre essere consapevoli del proprio modus operandi e della forma mentis che ci guida. Interrogarsi: siamo disposti a investire su di noi e sulle persone? Bisogna lavorare sulle relazioni, sulle dinamiche e sui processi. È una sfida che dà soddisfazione e garantisce risultati. Questo periodo potrebbe essere il momento migliore per farlo. La crisi rompe gli equilibri esistenti e ci invita a trovarne di più favorevoli». Eureka organizza con Millionaire, il 28 ottobre a Milano, Vendere con successo. Tecniche di vendita efficaci per motivare il cliente all’acquisto e fidelizzarlo, un work­shop introduttivo di due giornate. La quota speciale per i lettori è di 580 euro più Iva. Tre parteciperanno gratis: inviare candidatura e curriculum entro il 30 settembre a Eureka! Servizi, e-mail: info@eurekaservizi.it.

INFO: telefono 02 87382467, www.eurekaservizi.it

Web: nuove professioni, nuove attività. Ecco alcune figure attualissime

Blogger: cura e gestisce uno o più blog in modo professionale. Comunica e informa per conto di un’azienda o web agency. Deve scrivere in modo corretto, informale, sintetico, usare strumenti di editing audio e video, conoscere l’inglese. Stipendio: tra 150 e 500 euro netti per blog.

Community manager: gestisce una o più comunità, reti, social network. Controlla gli utenti, crea contenuti, modera commenti, messaggi, upload, tiene i rapporti con i blogger. Deve conoscere bene il Web e proporsi alle aziende più importanti. Stipendio: da 500 euro a 1.500 euro al mese.

Content editor: produce i contenuti in una piattaforma editoriale e o multimediale. Scrive testi o contenuti multimediali, definisce il taglio editoriale di una pubblicazione o un sito. Stipendio: Da 25 a 100 euro a cartella (1.800 battute), oppure da 800 a 1.200 euro al mese, a forfait.

Web engineer: progetta e implementa applicazioni e servizi basati sul Web per aziende, imprese, agenzie, centri media o privati. Serve una laurea in Ingegneria, Informatica…

Stipendio: da 1.200 euro al mese, come Co.co.co o dipendente. Un collaboratore esterno con partita Iva può fatturare oltre 40mila euro l’anno.

Da leggere: Jobbing, Guida alle 100 professioni più nuove e richieste. Come costruire o inventare la propria carriera di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa. (Sperling & Kupfer, 17 euro)

Yoox: il miglior negozio on line in Europa

Una dot.com di successo, ideata e fondata da Federico Marchetti, bocconiano, oggi 40enne. Yoox.com, definito dai media il miglior sito di shopping in Europa e pluripremiato, ha festeggiato a giugno il suo nono compleanno con una mostra che rende omaggio alla sua creatività, C’era una volta, nel bosco di Villa Impero, a Bologna. Yoox è un’impresa giovane, che dà lavoro a oltre 150 persone. Il suo punto di forza: offrire capi e prodotti difficilmente reperibili nella rete dei negozi tradizionali, grazie a rapporti diretti con i designer, i produttori e i dealer autorizzati. Aziende del calibro di Armani, Gucci, Valentino affidano al sito il loro invenduto. Ma si dà spazio anche a giovani designer internazionali e italiani d’avanguardia. INFO: www.yooxgroup.com

Zuckerberg: il fondatore di Facebook

Chi non conosce Facebook?  Dietro, c’è un ragazzo americano: Mark Zuckerberg. A 19 anni, ha inventato il sito per conoscere meglio i suoi compagni di università. Nel 2004, ci spendeva 85 dollari al mese. L’idea è piaciuta a un venture capitalist. Oggi Zuckerberg spende circa un milione di dollari per la connettività, investe per l’hardware necessario a gestire il traffico planetario di contatti, paga 800 collaboratori. Ma si ritrova tra le mani un patrimonio stimato di 1,125 miliardi di euro. Il valore dell’impresa, non ancora quotata in Borsa, sta nel potenziale di contatti che ha sviluppato e svilupperà, che fa gola alle aziende. Se Zuckerberg ha fatto fortuna con Facebook, qualcuno può farci business? «Facebook non è una bolla, non è una moda» afferma Luca Conti, blogger ed esperto di social network. Sta pubblicando Fare business con Facebook, per Hoepli. «Dal lato business è una grande opportunità di relazione, per grandi multinazionali e piccole attività commerciali. Possono aprire un potentissimo spazio per dialogare con i propri clienti. Purché si usi il giusto linguaggio e si abbia qualcosa da dire. Aprire un profilo pubblico è gratis, curarlo richiede tempo, per l’aggiornamento e la pubblicazione di contenuti (foto, video, testi, link). Facebook non compete con altri canali promozionali, si integra. La pubblicità è il motore di Internet. senza pubblicità verrebbero meno molti servizi web gratuiti, anche molto popolari». Su Very Millionaire. Storie e segreti di 22 conquistatori di miliardi, proposto da Millionaire nel numero di luglio e agosto, Salvatore Gaziano riferisce che Zuckerberg potrebbe gettarsi su business legati alla musica on line. Intanto, entro la fine dell’anno, cominceranno le riprese di un film sulla storia di Facebook.

Silvia Messa, Millionaire 9/2010

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