«Cibo per cani fresco e personalizzato: e l’azienda fa boom»

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farmers dog cibo per cani

Ben 39 milioni di dollari (oltre 35 milioni di euro): questo è il round di finanziamento ottenuto dall’azienda americana di cibo per cani The Farmer’s Dog, il più alto mai ricevuto da una realtà del settore pet. Millionaire ha intervistato Jonathan Regev (30 anni), Ceo e cofounder (con Brett Podolsky, 29).

Come è nato The Farmer’s Dog?

«L’idea ci è venuta vedendo il ruolo che aveva avuto il cibo fresco nel guarire i problemi allo stomaco del rottweiler del mio cofondatore Brett. Dopo aver provato senza successo tutti gli alimenti in commercio, Brett provò con cibo cucinato a casa, seguendo le direttive del veterinario e i risultati furono sbalorditivi. Dopo aver visto il recupero di Jade, abbiamo sentito il dovere di creare una soluzione per gli altri amanti degli animali alla ricerca di un’opzione sana e di cui fidarsi. Abbiamo realizzato un prodotto che avremmo voluto esistesse per i nostri cani, un servizio che ha un nuovo approccio al cibo per animali e dà alle persone la tranquillità di nutrire i loro cani con la dieta più sana possibile. Abbiamo avviato l’azienda nel 2014 e ottenuto il primo round di finanziamento nel 2016».

Qual è l’idea base che vi distingue dai concorrenti?

«Consegniamo cibo fresco personalizzato, molto diverso dal pastone industriale. Le diete sono realizzate su misura del profilo individuale di ogni cane e consegnate a casa (per ora solo negli Usa). Ogni ricetta è studiata da un veterinario, i cibi sono preporzionati in contenitori semplici e maneggevoli».

Come avete trovato i soldi per partire?

«Siamo fieri di aver portato l’azienda al profitto, grazie ai nostri fondi, nei primi due anni. Quando è venuto il momento di sollecitare investimenti di terzi, lo abbiamo fatto in modo responsabile e alle nostre condizioni. Ci siamo affidati a venture capitalist che condividevano la nostra missione e il nostro progetto a lungo termine».

Che cosa farete con i 39 milioni appena ricevuti?

«Continueremo a investire nelle nostre infrastrutture, in modo che il cibo fresco diventi la norma per i cani».

Punti di forza che hanno convinto gli investitori?

«Il pet food è un’industria che a livello globale vale 75 miliardi di dollari (30 solo negli Usa), ma ancora poco regolamentata e popolata da aziende che producono cibi di bassa qualità. Una missione e un approccio guidato dalla tecnologia in un settore così grande e con tali potenzialità è stata un’opportunità irresistibile per noi e i nostri investitori. Gli investitori potevano vedere quanto i nostri primi clienti avevano amato i nostri prodotti e che impatto avevano avuto sulla salute e il benessere dei loro cani. In alcuni casi erano stati loro stessi fra i nostri primi clienti. Puntiamo a diventare il primo marchio di riferimento nel settore del cibo fresco di qualità per gli animali domestici».

Che consigli date a chi vuole intraprendere?

«Noi siamo partiti in modo abbastanza approssimativo: il sito, lanciato per testare la domanda, non funzionava, i pasti li preparavamo noi in un cucinino minuscolo di Brooklyn. Facevamo tutto da soli: servizio al cliente, consegna cibo, pulizie. In questo, si può partire in piccolo, a patto di individuare un punto dolente che richiede una soluzione nuova. A quel punto, si crea un prototipo o un Mvp (minimum viable product) per iniziare a testare il prodotto/mercato. Così inizia a crescere davvero».

INFO: https://thefarmersdog.com

Tratto dall’articolo “Yes, we can!” pubblicato su Millionaire di marzo 2019. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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