Come creo un business rivoluzionando i quiz della patente

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Crea “per gioco” un’App da due milioni di download. Luca Micheli, 25 anni, è l’ideatore di Quiz Patente!: «La mia ragazza doveva prendere la patente e si esercitava sulle schede classiche, quelle con i pallini da spuntare. Impiegava il doppio del tempo. Era ormai un modo scomodo e poco a passo con i tempi. Allora ho pensato di creare qualcosa che le rendesse il compito più semplice e le permettesse di studiare anche quando non era a casa, nei tempi morti, in treno o in coda alla posta, in banca» spiega Luca a Millionaire.

Romano, ha iniziato a sviluppare App per gioco. Ha studiato da autodidatta, informandosi sul Web e su forum per sviluppatori:

Frequentavo la facoltà di Informatica alla Sapienza. Poi ho deciso di lasciare: studiavamo linguaggi di programmazione antichi, il mondo con le App stava andando da un’altra parte».

Dopo aver realizzato la prima versione dell’App, decide di metterla online: iniziano a scaricarla in tanti e capisce che la sua idea rispondeva a un bisogno sentito: «Avevo già pubblicato altre App sugli store e guadagnato qualcosa. Il successo di Quiz Patente! mi ha sorpreso da subito. Tuttavia, se volevo farmi strada nel settore avevo bisogno di capire come monetizzare. Ho vinto una borsa di studio per un MBA a Milano che mi ha dato le conoscenze necessarie per farci un business».

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Luca Micheli con suo fratello Marco, 21 anni, partner fratello, suo partner per la piattaforma di autoscuolaincloud.it

In tre anni, l’App gli ha fatto guadagnare 140mila euro, a fronte di un investimento di 2mila euro in pubblicità: «Il business model si è arricchito. Oggi puntiamo alle scuole guida: si iscrivono gratis e possono sponsorizzarsi. Su ogni utente che si iscrive alla scuola guida tramite la nostra piattaforma, noi tratteniamo una piccola parte, intorno ai 15 euro. Siamo partiti da una settimana con questo nuovo strumento e già abbiamo 39 scuole inserite».

Tanto successo (la sua App è sempre in cima agli store, nell’ultimo anno nella top 200 di Apple), che lo ha premiato, anche con proposte di lavoro prestigiose: «Mi hanno offerto fino a 110mila sterline l’anno per programmare in aziende britanniche o irlandesi. Ho rifiutato offerte di Shazam, Badoo… Voglio trascorrere del tempo a lavorare al mio sogno, prima di contribuire ai sogni di qualcun’altro».

Ecco i suoi consigli per sviluppare un’App che fa soldi

1. Non temere i competitor, ma lavora meglio di loro

«Quando ho ideato Quiz Patente! c’erano altre due App sull’argomento. Ma erano fatte male! Non temere progetti simili al tuo, fai qualcosa di più pulito e curato graficamente, di più originale, che sia più coinvolgente per l’utente. Quando parti da zero soldi, non hai alternative: devi puntare tutte le tue carte sulla qualità del prodotto».

2. Se hai qualche dubbio, il Web è l’amico che ti aiuta

«Ho studiato principalmente da autodidatta e mi sono servito del Web per togliermi dubbi e interagire con una community di sviluppatori esperti. Ci sono forum in cui puoi fare domande e ottenere delle risposte di ottimo livello. Come http://stackoverflow.com/)».

3. La pubblicità non è l’unica forma di guadagno

«Anch’io sono partito da quello ed è un buon mezzo, soprattutto quando hai un bacino di pubblico dai 16 ai 24 anni, trovi tante aziende pronte a investire. Ciò detto devi avere una visione più completa. Pensa a tutti gli attori che potrebbero essere coinvolti o interessati alla tua idea. Come puoi fare a farli guadagnare? Quali benefici puoi portare al loro business?».

4. Giochi o App utili, su cosa puntare?

«Un gioco è un miccia, crea un’attenzione da parte del pubblico vasta e immediata. Guadagni, ma poi l’interesse tende a calare. I giochi sono più visibili sugli store: è una categoria che viene vista in media sei volte di più, rispetto alle altre. Le App utili sono meno visibili, però hanno una durata più lunga nel tempo».

5. Per la promozione punta su Facebook

«Facebook offre un canale per promuovere le App a un prezzo più accessibile rispetto a Google. Il costo di acquisizione utente è più basso e c’è un pubblico più targettizzato. Se dovessi investire oggi partirei da Facebook, i banner di Google sono spesso poco visibili e gli utenti del Web quasi non ci fanno più caso».

INFO: http://www.quizpatenteapp.com/

http://www.autoscuolaincloud.it/

 

Giancarlo Donadio

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1 COMMENTO

  1. Anche io ho lasciato la facolta d’informatica a milano perche gi argomenti non erano quelli che m’interessavano, si parlava degli inizi si faceva tanta troppa matematica(forse).

    L’informatica cambia ogni 2 anni ed è difficile starle dietro stando sui libri e facendo equazioni.

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