Come presentare la tua idea di business a Richard Branson

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Sogni di presentare la tua startup davanti a Richard Branson, patron della Virgin? L’occasione per te è Extreme Tech Challenge, una competizione che premia le startup di alta tecnologia e innovazione. Tanti i premi in palio per i partecipanti:

1. L’opportunità di fare una presentazione (pitch) della tua startup a Necker Island a casa di Richard Branson;

2. Presentare la tua idea sul palco del Ces di Las Vegas, tra le più importanti fiere di tecnologia al mondo;

3. Trovare finanziatori internazionali per la tua startup.

Iscriversi alla competizione è molto semplice. Vai sul sito dell’iniziativa, ti registri e sottoponi il tuo pitch (sia video, massimo due minuti: puoi inserire direttamente un link al tuo canale YouTube) e una presentazione con slide (massimo 10). Puoi farlo entro il 30 settembre 2014.

C’è anche l’Italia in quest’iniziativa. Partner della competizione è SuperSummit, piattaforma che si occupa della formazione per startup, lanciata dall’imprenditore Marco Montemagno (trovi i suoi consigli per lanciare una startup su Millionaire di giugno, li hai letti?). Infatti, Extreme Tech Challenge offre agli iscritti la possibilità di usufruire di seminari online (disponibili sia sul sito della competizione che su SuperSummit) che hanno lo scopo di formare gli startupper del futuro con gli insegnamenti di personaggi di spicco dell’ambiente imprenditoriale.

Ma come fare il miglior pitch e impressionare la giuria di esperti (tra cui Lars Rasmussen, amministratore di Facebook Search, Young Sohn, presidente di Samsung…)?

Ecco alcuni consigli che possono esserti utili. A offrirli Richard Branson sul suo blog personale.

Come fare un buon pitch in 5 step

1. Spiega in che modo il tuo business intende ”fare la differenza” nella vita dei consumatori e offrire un’alternativa ai competitor già presenti sul mercato.

2. Mostra di essere un esperto nel settore. Qualsiasi cosa tu voglia lanciare, da un social network, una banca o una nuova linea di abbigliamento, dimostra di conoscere e aver studiato a fondo il mercato di riferimento. E poi spiega come intendi portare innovazione.

3. Mostra un piano realistico. Il tuo pitch non deve essere fatto solo di belle idee e concetti. Spiega come intendi far funzionare la tua azienda nei dettagli pratici (legali, finanziari, operativi). I migliori pitch sono quelli che sanno combinare passione e pragmatismo.

4. Spiega che piani hai per il futuro. Un buon pitch, oltre a mostrare come l’azienda intende operare nel breve periodo, illustra al contempo quali sono le prospettive future del progetto. In altre parole, la sua sostenibilità sul lungo periodo.

5. Evidenzia i tuoi punti di forza. Fare un pitch significa in fondo vendere la tua idea di business. Per farlo al meglio, sottolinea i tuoi punti di forza, soprattutto facendo riferimento alle competenze e ai talenti della tua squadra di lavoro.

INFO: http://extremetechchallenge.com/

Giancarlo Donadio

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1 COMMENTO

  1. Gentilissima ditta …
    All’Amministratore delegato…

    Modigliana 1/1/2015
    Mi chiamo Adriano Cheli, vivo a Modigliana in provincia di Forlì/Cesena, una cittadina di circa cinquemila abitanti.
    Modigliana fino a qualche tempo fa era un’isola felice e altamente industrializzata. Purtroppo da qualche anno due delle quattro industrie sul territorio hanno chiuso i battenti e nella ditta dove lavoro, industria leader nel mondo delle impiallacciature per mobili, è in corso una riduzione di personale.
    Questa crisi, gli stabili delle industrie che hanno cessato l’attività e i lotti di terreno ancora vuoti nella zona artigianale mi spingono ad “invitarVi” a portare qui, a Modigliana le Vs. Imprese.
    Ho fatto ricerche ed ho costatato che la piadina Romagnola ha origini proprio qui a Modigliana.
    Per questo motivo e nello spirito di dare una mano al mio paese ho stilato e pubblicato tramite una lettera aperta una mia idea di lavoro a Modigliana che potrebbe interessarvi. (Idea condivisa dall’attuale Amministrazione Comunale)
    Nel riportare i punti principali la mia lettera aperta, ossia progetto per Modigliana, confidando nel suo interessamento, spero di poterla incontrare, senza impegno, per un confronto e ulteriori approfondimenti, gradendo comunque una sua cortese risposta. Ringrazio dell’attenzione proponendole i principali punti della mia idea.
    (Adriano Cheli)

    1° Pane dei poveri – Oro bianco per Modigliana
    Modigliana fa parte di un territorio collinare che offre possibilità ENORMI per agricoltura biologica, ma per fare ciò occorre risanare il territorio e conseguentemente si migliorano le condizioni di salute e si innalzarebbe il livello di redditività del paese. La cura della fertilità del terreno, il ripristino del paesaggio agrario, la tutela idrogeologica, sono certamente i principi costitutivi dell’agricoltura biologica, così come l’apporto importante della salute attraverso un’alimentazione sana.
    Come risposta a quanto sopra esposto, pertanto propongo una cultura intensiva del grano varietà “GENTIL ROSSO”.
    Da qui nasce l’idea del <> ovvero oro bianco per Modigliana
    2° La PIADINA ROMAGNOLA di Modigliana
    La piadina romagnola – fin dalle sue origini abbinata come materia prima, e il grano gentil rosso – potrebbero favorire Modigliana nella sua immagine culturale, turistica, occupazionale, sia a livello agricolo e perchè no! Anche industriale.
    3° Origini della Piadina Romagnola
    Il primo documento che testimonia un legame forte e indissolubile tra la piadina e la sua zona d’origine, la Romagna, risale al 1371, un testo in cui si legge che la città di Modigliana, in provincia di Forlì, doveva pagare al Cardinale Angelico ben due piade.
    Nella Descriptio Romandiolæ, il cardinal Legato Anglico de Grimoard, (fratello del papa Urbano V) ne fissa per la prima volta la ricetta:
    <>.
    Più recentemente, nel 1900, il poeta Giovanni Pascoli, originario di San Mauro di Romagna, scrisse una poesia dedicata alla piadina dove la definisce «il cibo nazionale dei romagnoli», donandole quindi sia una maggiore visibilità a livello nazionale che una maggiore dignità culinaria.
    Ancora, nel 1920, l’intellettuale Aldo Spallicci creò una rivista chiamata “La Piè”, in cui analizzava le tradizioni culturali romagnole.
    Risulta chiaro perciò che fin dai primi anni del Novecento, la piadina era una specialità gastronomica romagnola; un piatto di cui andare fieri ed orgogliosi.
    4° Agricoltura. Grano Gentil Rosso
    Come già evidenziato in premessa, potremmo utilizzare terreni per la cultura del grano gentil rosso, creando reddito e lavoro nel settore dell’agricoltura.
    5° cultura
    Viste le origini della “piadina”, legate anche al nostro micro/territorio l’amministrazione comunale dovrebbe organizzare convegni e riunioni e concertare con la Pro Loco una sagra paesana.
    Interessante sarebbe anche argomentare sul basso contenuto di glutine del grano gentil rosso e sul suo utilizzo.
    E perchè no…Unire in futuro l’idea del confezionamento della piadina Romagnola di Modigliana con il romanticismo e la bellezza delle feste dell’ottocento?
    6° Turismo. Molitura del Gentil Rosso.
    Siamo anche fortunati!!! Nel nostro territorio esiste ancora funzionante un molino dell’epoca romana, e quindi proporrei coinvolgendo anche il proprietario di questo mulino, magari che si possa, in parte, procedere alla molinatura del grano a freddo con visita turistica,…. per poi continuare con la permanenza dei visitatori al nostro museo ecc..
    7° Cooperativa-Industria – artigianato – commercio
    LA PIADINA ROMAGNOLA di Modigliana
    Diverse potrebbero essere le idee di coinvolgimento, per questo motivo sarebbe produttivo mandare un messaggio a tutta la popolazione attraverso riunioni pubbliche supportate dall’Amministrazione comunale, affinché nessuno si senta escluso.
    Scopo primario potrebbe essere la nascita di una cooperativa che produca la PIADINA ROMAGNOLA di Modigliana.
    Altra ipotesi potrebbe essere quella di invitare un industriale che già produca piadina fuori dalla Romagna, ad investire in Modigliana; la piadina romagnola ha avuto dalla comunità europea il riconoscimento della “denominazione d’origine protetta” pertanto va prodotta solamente in Romagna, e certamente a certi industriali potrebbe interessare tale certificazione. La nostra sarebbe un “particolare nel particolare”
    Credo sia opportunità da prendere in considerazione.
    Per il commercio del prodotto occorrerebbe affidarsi a grandi supermercati o agenzie di export….
    Questo è, in parole povere, il mio progetto …
    Sindaco! Amministratori e Compaesani! da anni sono coinvolto in questa idea di lavoro per Modigliana! come si suol dire “ora le pere sono mature” e vanno raccolte!!!
    Confidando nella vostra collaborazione, e rimanendo in attesa di un VS cenno di riscontro, passo cordialmente a salutare (Adriano Cheli)

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