Come scegliere il computer giusto

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Fisso o portatile? Netbook o tablet? Di marca o assemblato? Windows o Macintosh? Tante risposte e qualche consiglio per una scelta importante

Autunno, è tempo di riorganizzare la postazione di lavoro. Negli store di elettronica, on e offline, si moltiplicano le offerte.

Ma come scegliere il computer più adatto?

Il Pc “ideale” non esiste. Dipende da quello che vogliamo farci e da quanto desideriamo spendere. Visti gli sviluppi rapidissimi nel settore, occorre informarsi bene in Internet o tramite riviste o libri specializzati

spiega Enzo Amato, esperto di settore e autore del libro Il computer per tutti (Apogeo, 9,90 euro).

Quando preferire il fisso e quando il portatile?

Hanno entrambi vantaggi e svantaggi.

In generale, un Pc “fisso”, a parità di hardware, è leggermente più veloce di un portatile. Inoltre, può essere riparato senza salassi.

[blockquote align=”center” variation=”orange”]Se qualcosa si guasta, con un desktop (specie se non di marca) il problema si risolve a costi accettabili. Se invece a guastarsi è un portatile, di solito conviene acquistarne uno nuovo poiché la riparazione è molto cara.

Se però andiamo in giro, ecco che ci serve un portatile. In generale, a meno di non avere problemi di spazio (il portatile può sparire in un cassetto) o di mobilità, un Pc desktop è la scelta migliore anche per il prezzo inferiore.[/blockquote]

Di marca o assemblato?

[blockquote align=”center” variation=”orange”]Chi usa un Pc a casa per scopi non professionali o al massimo semiprofessionali può risparmiare e scegliere senza un Pc “assemblato” o addirittura, se dispone delle conoscenze necessarie, costruirselo da sé scegliendo i (migliori) componenti uno per uno.

Per i professionisti le cose cambiano. Qui è importante l’affidabilità della macchina e la garanzia. Va inoltre considerata l’offerta nel suo complesso: aggiornamenti del software, possibilità di leasing, assistenza, accessori… I Pc assemblati sono un po’ meno curati di quelli di marca e costano meno. Per i meno esperti, al contrario, è meglio un Pc di marca.[/blockquote]

Qual è il ventaglio di possibilità, tra fissi, portatili, netbook, tablet?

I Pc fissi si distinguono per la loro potenza di calcolo e per le dimensioni (ci sono quelli da collocare sulla scrivania, sotto di essa o addirittura integrati nel monitor).

I portatili si distinguono per la potenza di calcolo, la dotazione di porte e accessori e lo schermo. Quest’ultimo di norma è di 15 pollici ma esistono, con lo svantaggio di un peso maggiore (altro che “portatile”!), modelli con schermi di 17 e addirittura 19 pollici. Gli schermi possono essere lucidi (fastidiosi per i professionisti) o antiriflesso (meno attraenti per giocare o vedere film).

I netbook sono più che altro computer di “riserva” o “emergenza”.

[blockquote align=”center” variation=”orange”]Per via delle loro ridotte dimensioni (e di solito anche della ridotta potenza di calcolo e velocità) sono adatti ad applicazioni poco esigenti dal punto di vista prestazionale come: semplici programmi di ufficio, navigazione in Internet, posta elettronica e simili.

Non sono invece adatti a giochi graficamente impegnativi, applicazioni di fotoritocco o montaggio di video. Non sempre dispongono di lettori ottici.[/blockquote]

I tablet non hanno la tastiera meccanica e i lettori ottici, per cui le applicazioni vanno caricate via Rete (o Internet) o con memorie da collegare esternamente. Comodi da portare in giro (pesano pochissimo) ma non in grado di sostituire un Pc “vero”.

Che budget bisogna mettere in conto, per le diverse tipologie?

I prezzi negli ultimi anni sono in generale crollati. Si parte da 100-150 euro (tablet di poche pretese e la fascia più bassa dei netbook) per salire a 300-400 euro per un notebook decente e per un desktop accettabile. Oggi, il prezzo per così dire “standard” di un Pc o notebook base è di circa 500-700 euro.

Per chi ha spazi piccoli quali le soluzioni ideali?

Un notebook da 15” (se lo spazio è proprio minimo anche da 13”) se si ha la necessità di usare applicazioni di ufficio o settoriali specifiche (e se quindi si ha bisogno di una tastiera).

Un netbook potrebbe essere un’alternativa, ma bisognerebbe vedere se la sua velocità e il suo schermo sono compatibili con le applicazioni che intendiamo usare.

Chi si sente di rinunciare alla comodità della tastiera può scegliere un tablet. Si può usare per navigare in Internet, leggere le email, usare qualche applicazione “light”, ma non lo si può usare per sostituire un normale Pc.

Windows o Macintosh?

[blockquote align=”center” variation=”orange”]Contrariamente a una decina di anni fa, oggi i due sistemi sono più o meno equivalenti. È addirittura possibile usare le applicazioni Windows anche su un Mac (ma non viceversa).

Per via del design e dell’inesistenza di “cloni” Macintosh, queste macchine sono più costose di un Pc assemblato di prestazioni simili. Se si guasta un Pc assemblato (per inciso: in generale i Pc si guastano raramente), il problema può essere risolto, di solito, a costi inferiori di quelli di un Mac.[/blockquote]

Si può dare qualche consiglio ad hoc in base alla professione?

[blockquote align=”center” variation=”orange”]A giornalisti freelance e venditori suggerisco un notebook. Sceglierei un netbook per il giornalista e un tablet solo come Pc di “riserva”.

Il venditore che spesso deve invece mostrare qualcosa ai clienti, farebbe bene a scegliere un notebook di dimensioni più generose (17”). Per i professionisti “sedentari”, la scelta da fare è senz’altro un desktop.[/blockquote]

 

Lucia Ingrosso, Millionaire 10/2011

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