Come scrivere una email che vende in 7 step

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È 40 volte più efficace di Facebook e Twitter messi insieme. Stiamo parlando dell’email, uno strumento diffuso e diretto che spinge all’azione molto più dei messaggi sui social network.

Funziona, ma solo se ben scritta. Nazzareno Gorni, Ceo di MailUp, piattaforma professionale di invio di sms ed email ci spiega come scrivere una email vincente.

1. Punta sull’effetto sorpresa

«La chiave è attirare l’attenzione attraverso le soprese. Alla lunga inviare messaggi con uguale mittente, oggetto e grafica, dopo un po’ rischia di non catturare più l’attenzione. Il mio consiglio è far saltare lo schema: usare l’effetto sopresa, variare» spiega Gorni.

In pratica: il mittente deve essere sempre chiaro e l’email firmata (nome e cognome, solo nome se il messaggio è personale). È importante che l’email appaia inviata da una persona in carne ed ossa, anche se arriva (per esempio) dal customer care.

2. Scegli bene l’oggetto

«È fondamentale per assicurare elevati tassi di apertura e di click: «Non dovrebbe superare le quattro parole, né i 35 caratteri, spazi inclusi. Mai strafare! Il contenuto dell’oggetto dovrà sempre essere veritiero».

In pratica: evitare subject line inesistenti, generici (nuovo prodotto, comunicato stampa). O roboanti (perdi 10 kg in tre giorni).

3. Cattura l’attenzione

«L’inizio è critico perché è il momento in cui il destinatario pone la massima attenzione alla comunicazione che ha deciso di aprire. Nelle prime tre-cinque righe il contenuto deve essere organizzato in modo da catturare l’attenzione e incentivare una più approfondita lettura o il compimento di un’azione. Le righe successive sono lo spazio giusto per dare informazioni aggiuntive» spiega Gorni.

In pratica: all’inizio si può ripetere o parafrasare il subject. Questo facilità la memorizzazione del concetto e non ha controindicazioni.

4. Obiettivi chiari: chi sei? Perché dovrei leggerti?

Anche se professionale una email dovrebbe sempre rispondere alle domande del destinatario: Chi sei? Cosa vuoi che io faccia? Perché dovrei farlo? «Per riuscirci devi sapere vendere un clic, cioè spingere l’utente a fare un’azione: iscriversi a una newsletter, approfondire con un link. Un’email dovrebbe accompagnare il destinatario verso l’azione con progeressivi e consequenziali passi logici, scanditi ogni volta da un micro “sì”».

In pratica: nelle comunicazioni personali, basta un “fammi sapere”. Meglio focalizzarsi e trattare solo un argomento per messaggio.

5. Ogni email ha la sua storia

I messaggi migliori sono quelli che prendono per mano il destinatario e lo accompagnano in un percorso. Devono avere un inizio, uno svolgimento e una conclusione. Lasciare due spazi all’inizio, intervallare gli argomenti con un invio, se c’è un elenco, farlo puntato, usare (con parsimonia) sottolineati.

In pratica. Per dare cattive notizie (un licenziamento, una riduzione delle forniture) partite elencando le motivazioni, poi dare la cattiva notizia e infine scrivere qualcosa per chiudere positivamente il messaggio (morale, insegnamenti, aiuti).

6. Non fare errori e non scrivere quando sei arrabbiato

Gli errori di ortografia e battitura non fanno onore. Rileggi sempre prima di premere invio e non scrivere mai sotto stress. Evita scritte in maiuscolo, a scrivere un’email quando sei stanco o arrabbiato. Non ricorrere a battute di spirito (per iscritto non è facile rendere l’ironia). Non essere troppo lungo e differenzia le email sulla base dei destinatari.

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  • No a scritte in maiuscolo (il che equivale a gridare e dà molto fastidio)
  • Mai, Mai scrivere una email quando si è arrabbiati, stanchi, sotto stress. No a comunicazioni che potrebbero essere usate un giorno contro di noi.
  • No a battute di spirito (per iscritto non è facile rendere l’ironia e il rischio è quello di offendere).
  • No a email indifferenziate a destinatari non omogenei.
  • No a comunicazioni troppo lunghe, frequenti, prolisse, enfatiche.

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E rileggerla sempre prima di premere invio.

7. Salta i filtri antispam e pensa al device

«Non c’è una ricetta anti-filtri, ma qualcosa si può fare. Curare la reputazione del server, per esempio. Poi è più importante assicurarsi di avere liste prive di errori, con destinatari consapevoli di essere iscritti e messaggi il più possibile rilevanti rispetto al loro profilo» dice Gorni. Sempre più spesso si leggono le email non dal Pc, ma sullo smartphone.

In pratica: una email può essere personalizzata usando contenuti dinamici, filtri o tramite invii automatici sulla base di ricorrenze o singole attività. Ottimizzare poi i messaggi per gli smartphone in contenuti, lunghezza e grafica.

INFO: http://www.mailup.it/

Lucia Ingrosso

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