Come trovare un cliente su Google

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Su Google conta solo essere sulla prima pagina: «L’85% degli utenti non vanno oltre la seconda pagina e il 70% dei click vai ai primi cinque risultati. Non essere presenti nei primi 10 equivale a non esistere sul Web» spiega Ale Agostini, amministratore di Bruce Clay Europe, agenzia di Seo e marketing digitale. E autore di libri come Social Google Marketing. Fare business con Google… Anche senza avere un sito web (Hoepli, 16, 90 euro, http://amzn.to/1KvURqb)

Agostini ci rivela come posizionarci nel migliore dei modi sui motori di ricerca.

1. Documentati.  «L’algoritmo con cui Google dà i risultati è fatto di ben 200 parametri. Occorre usare la “testa” del software e aiutarlo a dare risultati mirati agli utenti. Usate gli strumenti che i motori di ricerca vi mettono a disposizione per analizzare il vostro lavoro, per esempio Webmaster Tool».

2. Trova le parole chiave.  «Bisogna aver chiaro l’obiettivo da raggiungere con la presenza online: migliorare l’immagine, far conoscere i prodotti, generare business? E’ in base a questo che devi studiare la parola chiave.

  • Scegliere le parole chiave più funzionali ai propri scopi. Le chiavi generiche di categoria (una o due parole che definiscono genericamente una categoria di prodotti/servizi, per es. finestre, buoni sconto) generano tanti clic e visualizzazioni, ma visite fugaci e poco profilate.
  • Le parole chiave a coda lunga o long tail (tre o quattro parole, per es. “finestre pvc Milano”) generano meno clic e visualizzazioni, ma producono visite più profilate.
  • Il motore di ricerca premia le pagine “normali”, con le espressioni chiave distribuite in modo uniforme. Guai cercare di fregarlo con ripetizioni innaturali di parole. Non dimenticare di mettere le parole chiave al singolare e al plurale.

3. Punta sui contenuti. «Non è la quantità di informazioni caricate sul sito, ma la loro qualità che vi porterà ad avere risultati. Bisogna creare contenuti (testi, immagini, video) di qualità e appetibili per i motori di ricerca. Funzionano i siti che hanno uno stile, un’utilità, danno informazioni e sviluppano un dibattito. E per i blog? «Se è nuovo, utilizza piattaforme ben comprensibili ai motori di ricerca (es. WordPress). Parlarne nei blog, nei forum, nelle community, nei social network. E creare una pagina su Google Plus e una Fanpage su Facebook»

4. Fai un salto di qualità tecnico. «Un sito ben indicizzato si carica velocemente, passa indenne attraverso i filtri antispam, è molto linkato da altri siti, ha un tag title (descrizione generale del sito). Dove non si arriva con il fai da te, subentra un esperto Seo. Investimento: 3mila euro l’anno».

5. Punta su Google Plus.  «A renderlo molto potente è la connettività con gli altri prodotti Google (Gmail e YouTube) e il fatto che i suoi contenuti sono subito indicizzati nel motore di ricerca».

6. Conquista il mobile. «Esiste un monitoraggio su Google Analytics su quale percentuale di traffico arriva da mobile. Google adatta il posizionamento dei primi risultati in base al grado di accessibilità. Questo significa che chi non ha un sito accessibile da mobile, non avrà un buon posizionamento se la ricerca avviene con lo smartphone».

INFO: http://www.aleagostini.com

Redazione

(Fonte foto utente Flickr, Global Panorama, https://www.flickr.com/photos/121483302@N02/)

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