«Con la lavorazione della lana ho risvegliato l’entroterra dell’Abruzzo»

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Valeria Gallese ha creato il marchio AquiLana. Produce lana vergine al 100% e la tinge utilizzando foglie e radici.

Le idee wow oggi possono davvero fare la differenza grazie alla Rete. È la storia di Valeria Gallese. Ma è anche la storia di una intera comunità legata alla pastorizia nell’entroterra abruzzese, in provincia dell’Aquila. Siamo nella zona del Parco Nazionale Monti della Laga, area con molti allevamenti ovini. Valeria ha permesso a ben 54 aziende impegnate nella lavorazione della lana di pecora di superare un momento difficile, a causa della crisi e del terremoto.

Il marchio creato da zero da Valeria si chiama AquiLana e permette alla sua famiglia, allevatori da generazioni, di migliorare la propria economia.

Spiega Valeria: «Abbiamo alzato la qualità e con moderne tecniche di tosatura abbiamo poi scelto di pettinare la lana. Ciò fa sì che il filamento sia più morbido. In particolare questo filato è al 100% lana vergine». La lana viene anche tinta a mano, utilizzando elementi naturali del luogo: radici, foglie, cortecce spontanee e coltivate. «C’è molta richiesta per la coloritura e una giovane imprenditrice presto impianterà una nuova azienda da queste parti. Ciò significa migliorare la salute della nostra economia, far tornare a crescere l’Aquilano, incrementare il reddito facendo rete».

Il reddito è più che quadruplicato. Con la vendita della lana sucida, ossia la lana sporca appena tosata ancora da sottoporre a lavaggio, venduta a 50 centesimi al kg non riuscivano a recuperare neppure i costi di tosatura. Con AquiLana Valeria e la sua famiglia hanno trasformato questa lana in matasse. «Con questa azione il prezzo per kg è arrivato a 4 euro, recuperando i costi di trasformazione e di tosatura».

L’idea di tingere la lana, utilizzando elementi naturali del territorio, non è solo un’intuizione vincente. È anche la capacità di saper intercettare trend emergenti, come la sostenibilità e un nuovo rapporto con gli elementi naturali. Ora Valeria si è inventata anche una scuola per tosare le pecore. Perché la formazione possa creare ponti tra le generazioni.

Info: lanaquilana.blogspot.com

Tratto dall’articolo di Giampaolo Colletti “Generazione Artigeni” pubblicato su Millionaire di aprile 2017.

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