Cosa hanno in comune un tuffo e un trolley

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«L’eleganza, l’estro e la tecnica», risponde Gianluigi Cimmino, Ad di Carpisa, l’azienda che ha scelto la tuffatrice Tania Cagnotto come testimonial della sua nuova linea di valigie

Grande attenzione per ambiente ed ecologia. Buon rapporto qualità/prezzo. Strategia di comunicazione azzeccata. Testimonial eccellenti e aperture in continuazione, grazie al franchising. Così Carpisa in soli 10 anni è diventato un marchio straconosciuto nella valigeria Made in Italy. Per saperne di più, Millionaire ne ha parlato con Gianluigi Cimmino, Ad di Carpisa.

Qual è la realtà di Carpisa, attualmente?

«Abbiamo 500 punti vendita in Italia, 45 all’estero. Siamo la prima rete di vendita al dettaglio europea in borse, accessori e valigeria. La scelta del franchising come formula distributiva ha reso possibile, in 10 anni una crescita esponenziale sia in termini di affiliati sia di organico aziendale».

Punti di forza rispetto alla concorrenza?

«Ritengo che tra le nostre armi vincenti ci sia anzitutto l’ottimo rapporto qualità/prezzo, un target ampio e variegato, con una fascia di prezzo accessibile a tutti. Altra leva sono i nostri punti vendita, tutti localizzati in posti strategici in Italia e all’estero. Sono identificabili grazie a una visual identity coordinata e coerente. Altro elemento chiave è la strategia di comunicazione integrata a 360 gradi».

Programmi futuri?

«La produzione sarà caratterizzata da cambiamenti sempre più rapidi e offerte di prodotti sempre più personalizzate, il tutto legato a un’elevata innovazione nell’immagine e nella comunicazione. Abbiamo adottato una strategia commerciale vincente, grazie a una massiccia campagna di nuove aperture, che negli ultimi anni ha consolidato il brand non solo in Italia. Attraverso un piano di internazionalizzazione, è previsto il potenziamento del brand con un incremento dei punti vendita esteri e l’ingresso in nuove nazioni. La sfida di Carpisa è globale: raggiungere ogni angolo del mondo con un franchising sviluppato in location prestigiose».

Che cosa detta le scelte promozionali?

«La società ha sempre riconosciuto alla promozione del marchio e dei prodotti un ruolo centrale. Le politiche di comunicazione e promozione della Kuvera (società proprietaria del marchio Carpisa) prevedono l’utilizzo di tutti i principali media pubblicitari: stampa (che la fa da padrona, su quotidiani, riviste generaliste e specializzate) televisione, radio, promozione negli aeroporti. La sponsorizzazione di eventi e manifestazioni garantisce da sempre un elevato ritorno di immagine; è per questo che da anni Carpisa sponsorizza iniziative di rilievo. Sport, moda, bellezza e cultura sono i settori a cui l’azienda si mostra da sempre interessata».

Quanto è rilevante il vostro impegno nel sociale?

«Carpisa è consapevole che una buona fetta del proprio target è costituita da giovani. E per sensibilizzarli sui temi della salute e del sociale, l’azienda sponsorizza numerose manifestazioni sportive e iniziative di charity. In occasione del suo decimo anniversario, abbiamo deciso di sostenere Medici senza frontiere. Per la campagna autunno/inverno 2011-2012, abbiamo scelto come testimonial sei ragazzi che, grazie alla loro tenacia, professionalità e cultura hanno raggiunto il successo. Il claim della campagna è: “Giovani e vincenti”».

Perché avete scelto Tania Cagnotto come testimonial?

«Tania Cagnotto rappresenta pienamente i valori e l’essenza che sin dalla nascita contraddistinguono questo marchio. I tuffi sono una disciplina in cui l’esperienza, la tecnica e la profonda conoscenza di sé si sposano con l’estro, la passione e il rischio. Esperienza e passione sono anche le parole d’ordine che guidano il nostro lavoro. La scelta di essere rappresentati dalla fresca vincitrice di due medaglie d’oro agli ultimi Europei di Torino rispecchia in pieno lo stile Carpisa: grintoso, sportivo, ma allo stesso tempo elegante e sofisticato».

La testimonial

«Sogno l’oro a Londra e viaggio con le valigie Carpisa»

Tania Cagnotto, 26 anni, bolzanina, è campionessa di tuffi. Figlia d’arte (Giorgio Cagnotto e Carmen Casteiner sono stati campioni negli anni Settanta). Il primo tuffo (in un laghetto) lo ha fatto a due anni. Il primo “vero” (in piscina) a sei. E ha capito che era fatta per quello. Partecipa alla prima Olimpiade a 15 anni. E per le Olimpiadi di Londra 2012 punta a una medaglia, possibilmente del metallo più prezioso. Millionaire l’ha incontrata.

Grandi successi in così giovane età: pro e contro?

«Iniziare a fare buoni risultati fin da giovane è vantaggioso, perché si prende coscienza della propria forza e anche perché i giudici imparano ad apprezzarti. Naturalmente, l’altro lato della medaglia sono le responsabilità: se inizi bene, crescono le aspettative e devi fare sempre meglio».

Campioni si nasce o si diventa?

«Si nasce, credo. Se non ce l’hai nel Dna, c’è poco da fare. Ma per rimanere campioni nel tempo occorre anche tanto allenamento, senza il quale non riesci a stare ad altissimi livelli.

Il talento è la cosa più importante, ma pochi hanno la fortuna di non avere bisogno dell’allenamento».

Consigli per emergere, nella vita e nello sport?

«Non abbattersi alle prime difficoltà e non montarsi la testa quando ottieni risultati, perché basta un attimo per ritornare al punto di partenza. Bisogna trovare un proprio equilibrio ed essere determinati a raggiungere gli obiettivi».

Come ritrovi la motivazione, ogni volta?

«Ho vinto tanto, ma non tutto. C’è ancora un sogno nel cassetto da realizzare e questo mi spinge ad andare sempre al massimo».

Come curi la tua immagine?

«Cerco semplicemente di essere me stessa, sempre».

In che modo sono selezionati i prodotti e i brand di cui sei testimonial?

«Scelgo insieme al mio manager, che mi consiglia e mi supporta. Penso comunque che sia importante legarsi a brand con valori vicini alla mia persona e alla mia attività sportiva».

Conoscevi i prodotti Carpisa? Hai cominciato a usarli?

«Li conoscevo e li acquistavo già prima di avere la sponsorizzazione, perché li considero ottimi prodotti che vanno bene in tutte le occasioni».

Raccontaci dello spot di Carpisa. Girarlo è stato divertente?

«Molto! La piscina in cui sono solita allenarmi è stata letteralmente trasformata in un set cinematografico, molto suggestivo. E poi sono rimasta colpita dal lavoro che c’è dietro, non avrei mai pensato che ci volesse così tanto per 30 secondi di spot. È stata una gran bella esperienza».

Come ti vedi in futuro? Cosa sogni di fare una volta conclusa la carriera?

«Vorrei avere una famiglia, una vita felice, in salute e avere un lavoro che mi soddisfa, magari rimanendo nel mondo dei tuffi come commentatrice televisiva. Ma ora il mio unico pensiero è quello di far bene alle Olimpiadi del prossimo anno a Londra, una tappa molto importante della mia carriera».

INFO: www.taniacagnottoweb.net

Redazione, Millionaire 9/2011

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