Dal riciclo al business: la sfida di Controprogetto

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Con materiali di scarto (parquet, tapparelle, finestre, doghe…) realizzano tavoli, librerie, specchiere, complementi d’arredo…

Sono i ragazzi di Controprogetto, laboratorio a Milano che ridà nuova vita a oggetti destinati alle discariche.

Il team è composto da quattro persone tutti con laurea alle spalle (Architettura, Disegno Industriale, Giurisprudenza).

Tra loro c’è Valeria Cifarelli, 35 anni, pugliese. L’abbiamo raggiunta per saperne di più.

Come nasce l’idea?

Ci siamo conosciuti all’università. Avevamo tutti voglia di fare qualcosa di diverso, di creare qualcosa che ci appassionasse. Abbiamo iniziato a imparare il mestiere di artigiani in uno spazio abbandonato (la Stecca degli Artigiani, ndr). Dopodiché abbiamo creato un’associazione. Dopo la laurea abbiamo fondato una snc e aperto il nostro laboratorio».

Come funziona il business?

Progettiamo e realizziamo arredi, interni, scenografie. Con il tempo abbiamo creato una rete con artigiani e allestitori che ci inviano il loro materiale di scarto. A loro conviene perché risparmiano sul trasporto dei rifiuti. Noi, sulla base di ciò che ci viene dato, creiamo un prodotto. La parte bella è che non abbiamo progetti predefiniti. Ci adattiamo alla materia che riusciamo a reperire. Questo ci dà massima creatività».

ancora

Come avete finanziato l’idea e come la promuovete?

I primi anni alla Stecca degli Artigiani sono stati fondamentali. Non pagavamo l’affitto e potevamo rischiare, sperimentare e ascoltare i consigli degli altri artigiani dello spazio. Decisiva per noi è stata la vittoria a un bando della Camera di Commercio. Così siamo partiti. Ci promuoviamo con il passaparola, non spendiamo molto in comunicazione. Alcuni valori (riuso, sostenibilità) si trasmettono quasi naturalmente».

Da laureati ad artigiani. Perché questo percorso?

Tutti abbiamo un’attitudine per il lavoro manuale e ci piaceva fare qualcosa di diverso rispetto a stare sei sette ore al pc a disegnare progetti. Vogliamo vedere realizzati i nostri prodotti e per questo ci sentiamo più vicini agli artigiani che ai progettisti».

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Consigli ai giovani che vogliono intraprendere una strada come la vostra?

Di sicuro partecipare a bandi poiché noi così abbiamo potuto investire in macchinari e strutturarci. Avere tanta pazienza perché i risultati si vedono nel tempo. E infine fare un lavoro che piace. È questo il nostro più grande privilegio».

INFO: http://www.controprogetto.it/

Giancarlo Donadio

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2 Commenti

  1. Salve redazione, è sempre bello leggere i vostri articoli, in grado di dare anche nuove speranze e ambizioni in questo periodo di crisi vera.

    Dato che in Italia il problema burocratico è di enorme rilievo, vorrei sapere questi ragazzi dicono di esser partiti costituendo una associazione, per poi divenire una snc.

    Che tipo di associazione hanno effettivamente costituito?mi interessa molto per un progetto personale.

    Grazie

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