Dalla Germania torno in Italia e creo una startup di successo

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Cervelli italiani che partono. E altri che a volte ritornano e fanno startup di successo. Antonio Caraviello, 28enne di Torre Annunziata, e i suoi amici, oggi soci (Raffaele Sansone, 28 anni, Pierluigi Cirillo, 28 anni, e Rocco di Palma, 30 anni) sono dottorandi in Ingegneria meccanica che, come molti giovani italiani, vanno in Germania per cercare fortuna: «Lavoravo per Airbus (multinazionale che costruisce aeromobili). Il lavoro era ben pagato, ma mi annoiava. Ho capito che non mi basta avere le tasche piene, ma non essere felice» racconta Antonio a Millionaire.

Condivide i suoi pensieri con tre amici su Skype la sera dopo il lavoro: «Rocco era in Germania, Raffaele e Pierluigi lavoravano in Italia, ma come me non ero soddisfatti. Volevamo tutti fare qualcosa di nostro, che avesse alla base l’organizzazione tedesca, unita alla capacità di problem solving italiana».

Allora coinvolgono due professori di Ingegneria della loro università (Federico II di Napoli) e insieme studiano il mercato alla ricerca di un’opportunità: «Abbiamo fatto un primo test a distanza progettando un ammortizzatore da calzatura in materiale innovativo. L’esperimento è riuscito. È servito per misurare le nostre capacità. Dopo è arrivata anche l’idea per iniziare: realizzare attrezzature per testare nuovi materiali, nuovi processi produttivi».

Antonio torna in Italia. Insieme agli altri soci mette i primi soldi (40mila euro) per iniziare l’attività: è così che nasce Sòphia High Tech: «Oltre alle attrezzature per fare test, offriamo servizi di progettazione CAD e sviluppiamo prototipi virtuali».

Oggi l’azienda ha un anno e mezzo di vita, sette dipendenti e collaborazioni con Alenia, Fincantieri, Fiat e Magnaghi: «Quando fai una startup ti scontri con mille difficoltà: le banche che non danno soldi, i ritardi nei pagamenti, la gestione non sempre facile dei dipendenti, ma è una scelta che rifarei altre mille volte. Abbiamo grandi sogni e obiettivi: nel giro di cinque anni puntiamo a trasformare l’azienda in una Spa. Sarà difficile ma ci crediamo. In fondo abbiamo solo 28 anni».

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Antonio svela a Millionaire i consigli per creare una startup…

1.  Forma il team: se non è valido, non fai strada. «Siamo una srl, ma ci comportiamo come un spa. Ognuno di noi ha un ruolo in azienda preciso. Io sono l’amministratore delegato e mi occupo della parte vendita. Pierluigi programma gli obiettivi dell’azienda. Rocco si interessa al controllo della qualità. La parte finanziaria e della stesura dei progetti europei, spetta a Raffaele. Siamo un team e ognuno ha delle specifiche competenze».

 2.  Coinvolgi le tue risorse nella mission aziendale. «È fondamentale in ogni azienda, ma specie in una startup che non può garantire da subito stipendi altissimi ai dipendenti. Siamo riusciti a trasmettere loro la nostra visione. Lo fai solo quando hai un’adeguata pianificazione aziendale. Quando spendi del tempo a spiegare loro da dove parti e dove vuoi arrivare. Inoltre, investi sulla loro formazione».

3. Trova le giuste partnership. «Quando hai potenzialità, trovi aziende più grandi che vorrebbero inglobarti. Il rischio è di perdere indipendenza e l’unicità che hai creato per distinguerti sul mercato».

4.  Coinvolgi l’Università. «Sono il luogo dove può nascere l’innovazione. Certo hanno pregi e difetti, ma una collaborazione proficua può fare la differenza. L’Università possiede il know how, il tuo compito come imprenditore è trasformarlo in prodotti e monetizzarlo».

5. Punta tutto sulla comunicazione. «Siamo il team delle cravatte rosse. È la nostra divisa aziendale quando ci presentiamo dal cliente. L’idea è di presentarci come un team compatto, un po’ come i tecnici della formula uno. Tutti uniti e pronti a risolvere un problema, rispondere a un’esigenza. Trova nella comunicazione il tuo fattore di unicità, quello che ti distingue da tutti gli altri. E semplifica: gli ingegneri spesso parlando un linguaggio incomprensibile e questo li penalizza sul mercato».

6. Studia! «Credo che uno startupper debba studiare costantemente. Non funziona il modello del manager bravo nella parte finanziaria che crea un’azienda. Io sono un sales manager, dottorando di ricerca. Quando vai da un cliente e lui capisci che sai benissimo di cosa parli, c’è più probabilità che scelga le tue soluzioni».

INFO: http://www.sophiahightech.com/

Giancarlo Donadio

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