Dimmi dove vai e ti dirò se c’è parcheggio

Un adesivo-sensore applicato sull’asfalto segnala il posto libero. L’idea di uno studente torinese diventa startup innovativa. E a un anno dalla nascita ecco il primo importante contratto.

 

Andrea Buri aveva appena preso la patente quando un giorno si è trovato in una situazione piuttosto comune: vagare alla ricerca di un parcheggio. Ha provato a controllare se su Google esistesse un sistema di segnalazione dei posti liberi in tempo reale. Non c’era, e ha deciso di farlo lui. La sua startup si chiama CityZ ed è nata a ottobre 2021, mentre studiava fisica ottica all’università di Torino. Con lui tre soci: Federico Buratto, Fernando Falcone e Igor Milano, tutti neolaureati, i primi due in Intelligenza artificiale, il terzo in Psicologia del lavoro. Tutti under 26. Un anno di lavoro e CityZ ha già firmato un contratto importante con una società del Gruppo Autostrade per l’Italia.

 

Andrea Buri
Andrea Buri

 

Nuovo modello di business

«Non volevamo una tecnologia invasiva, così abbiamo pensato a un adesivo sottile (circa 2 cm di spessore), da incollare sull’asfalto in corrispondenza degli stalli del parcheggio: in esso è contenuto un sensore che rileva la presenza o meno di un veicolo all’interno di quello spazio».

Ma c’è un’innovazione anche nel modello di business: invece di erogare questo servizio costruendo un’ennesima App, i quattro ragazzi preferiscono integrarlo nei sistemi di navigazione come Google. Oppure nelle App di “smart parking” già esistenti (vedi My Cicero o Easy parking), o in quelle delle amministrazioni comunali, che al momento consentono solo di pagare ma non di rilevare spazi liberi. «Il nostro modello di business è b2b o b2g (business to government)» precisa Andrea, «e consiste nella vendita di un abbonamento che va dall’installazione dei sensori fino alla condivisione di dati e statistiche in tempo reale».

 

parking

 

Prodotto-brevetto-contratto

«Facevamo le prove a casa, poi finalmente siamo arrivati al prodotto e lo abbiamo brevettato». L’incubatore dell’università di Torino li aiuta a partecipare a un bando regionale, grazie al quale ottengono i primi 23mila euro. La Casa delle tecnologie emergenti li finanzia con altri 15mila euro. Infine, un premio vinto con Talent Garden dà loro accesso a servizi per un valore di 20mila euro. La fase di ingegnerizzazione è terminata, i primi pezzi del sensore sono pronti quando per CityZ arriva la bella notizia: «Abbiamo firmato un importante contratto con Movyon (Gruppo Autostrade per l’Italia) centro di eccellenza per la ricerca e l’innovazione, che sta costruendo un sistema integrato di mobilità smart».

 

Articolo tratto da Millionaire dicembre-gennaio 2023.

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