Dipendenti autonomi e felici in 3 semplici mosse

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Avete appena avviato un’azienda e vi sembra che i vostri dipendenti si trascinino ogni mattina in ufficio come se stessero andando alla ghigliottina? Beh, forse avete sbagliato qualcosa.

Se volete capire qual è il miglior modo per motivare un dipendente, leggete di seguito i suggerimenti forniti da alcuni esperti del settore.

Perché autonomia significa crescita

David Lee, autorità riconosciuta a livello internazionale in organizzazione e gestione del personale, ha spiegato in un post il perché dare ai propri dipendenti una certa autonomia può migliorare il rendimento dell’azienda.

Il ragionamento parte dalla necessità impellente, e presente in ciascuno di noi, di gestire i propri pensieri e le proprie azioni.

Lee porta a sostegno della sua tesi i risultati di uno studio condotto dalla Cornell University su 320 piccole imprese, metà delle quali controllate secondo il vecchio stile gerarchico e l’altra metà dirette invece permettendo agli impiegati una maggiore autonomia.

Gli esiti di questa ricerca evidenziano come le imprese che hanno reso i propri impiegati indipendenti hanno registrato una crescita 4 volte superiore rispetto alle aziende che hanno mantenuto una gestione del lavoro più rigida. Non è tutto: solo un impiegato su 3 ha abbandonato il proprio posto di lavoro.

Dati fortemente positivi che spiegano come le aziende potrebbero ottenere non solo una migliore gestione e fidelizzazione del personale, ma anche un migliore raggiungimento degli obiettivi.

Vediamo perché.

I dipendenti che sono liberi nel prendere le loro decisioni e nel gestire il proprio lavoro si sentono anche più felici e motivati e, di conseguenza, più creativi. Cosa vuol dire? Significa che mentre voi vorreste proporre una strategia predeterminata frutto del vostro solo punto di vista, i vostri impiegati potrebbero invece trovare un modo alternativo e migliore per raggiungere gli obiettivi.

I vantaggi per gli imprenditori sono notevoli:

(una maggiore autonomia) può portare a una diminuzione del turnover e a più elevati livelli di creatività, innovazione e di prestazioni

Sono le parole di Dustin Jundt, psicologo dell’organizzazione alla Saint Louis University.

In un articolo pubblicato su Forbes, leggiamo:

Quando le persone sono intrinsecamente motivate, godono di più di ciò che stanno facendo e lo trovano più interessante. Si sentono più creative, ed elaborano le informazioni in maniera più profonda. Persistono maggiormente di fronte alle difficoltà. Hanno un rendimento migliore. La motivazione intrinseca è impressionante nella sua capacità di farci andare avanti.

Ma come riuscire a dare ai vostri dipendenti l’autonomia di cui hanno bisogno, senza perdere il controllo della situazione? Vediamo insieme alcuni suggerimenti che Entrepeneur dà ai propri lettori.

Tre piccoli suggerimenti

La nota rivista americana Entrepeneur, ha pubblicato un articolo su come fornire ai propri impiegati l’indipendenza necessaria per gestire al meglio il proprio lavoro, senza, però, rinunciare totalmente al controllo. I passaggi da seguire sono 3.

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  • 1 Specifica l’obiettivo, non il mezzo.

Per incoraggiare la creatività, è necessario che forniate delle indicazioni chiare e concrete degli obiettivi che l’azienda intende raggiungere. Attenzione, indicate solo qualità, scadenza, scopo del progetto e niente più.

Il vostro team può non realizzare il progetto per come voi avevate immaginato. Può, però, sviluppare delle strategie migliori, usufruendo di un clima più rilassato e meno stressante.

  • 2 Imposta il confronto

Va bene essere appassionati alle vostre idee, ma attenti, perché un entusiasmo eccessivo può nuocere al vostro ambiente di lavoro, dal momento che l’assenza di spazio per altre idee o altri pareri può generare passività.

Ogni leader ha quindi bisogno di costruire dei meccanismi di confronto e dialogo che permettano di lasciare spazio a critiche e contributi esterni. Per fare questo, dovete assolutamente evitare di circondarvi di “yes man”, gente che, per lusingarvi, prende per buona ogni vostra singola proposta. Anche quella che potrebbe far fallire la vostra azienda.

  • 3 Conosci te stesso

Quando permettete agli altri di essere autonomi nel loro lavoro e assumere un atteggiamento indipendente, è necessario che conosciate bene voi stessi.

Dattner, psicologo e fondatore di Consulting Dattner, società di ricerca che aiuta le aziende a sviluppare le migliori dinamiche di performance individuali e di gruppo, ha affermato:

Devi essere abbastanza sicuro nel dire: ho intenzione di assumere una persona che ha più esperienza di me nel settore della finanza e di cui io non comprenderò tutto ciò che sta facendo

È importante capire i vostri sentimenti e quelli di chi è intorno a voi. Questo atteggiamento si chiama intelligenza emotiva. È la cosa che vi può permettere di identificare ciò che realmente motiva i vostri impiegati e di capire il modo in cui l’autonomia li rende pienamente appagati.[/styled_list]

 

Consentire ai vostri dipendenti di “possedere” il proprio posto di lavoro, permettendo loro di pensare e agire in maniera autonoma, significa farli giocare a essere dei piccoli imprenditori. Questo li incentiverà nello svolgimento del loro lavoro e creerà un team di persone fedeli, affezionate e propositive.

 

Pensate che sia possibile applicare una strategia gestionale simile? Credete in un tipo di imprenditorialità che metta in comunione i bisogni di imprenditori e dipendenti? Noi ci crediamo e ve lo dimostreremo il 13 ottobre a Roma.

 

Giuseppina Ocello

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5 Commenti

    • grazie Giovanni, siamo contenti che tu sia in linea con noi, se potrai ti aspettiamo a Roma il 13 ottobre allora! 🙂 un saluto! Giovanna – Millionaire Team

  1. Come ho risposto via twitter, rispondo qui: ottimo post, che ho fatto girare e che condivido.
    Questa descritta è un’ottima cosa che fanno ancora in pochi, purtroppo, ma è anche la punta dell’iceberg.
    Se è condivisibile, ma direi palese, che un dipendente a cui viene data una certa autonomia nel fare il proprio lavoro è un valore aggiunto per l’azienda in quanto la sua soddisfazione e produttività aumenteranno, è anche vero che spesso non è sufficiente a motivare adeguatamente.
    Non tutte le mansioni sono gratificanti allo stesso modo e questo può creare una certa differenza di percezione della propria importanza all’interno dell’organizzazione.
    L’uomo delle pulizie, per fare un esempio, per quanta autonomia abbia nel decidere da dove cominciare a pulire difficilmente avrà una grande motivazione a parte lo stipendio.
    Ma un buon imprenditore deve essere anche un buon leader, ed un buon leader sa che deve entrare nei sogni e nei problemi delle persone.
    Se l’azienda sa indagare nei sogni e nelle esigenze dei propri dipendenti e farà il possibile per creare un filo tra queste e l’obiettivo aziendale, allora ogni membro dell’organizzazione lavorerà con un’attenzione, una precisione ed un’eccellenza sconosciute ai più. Allora si che il turn over diminuirà, e allora si che che l’azienda riuscirà a trattenere ed attrarre i migliori, perchè nessuna proposta economica sarà mai abbastanza per convincere qualcuno a lavorare da un’altra parte.

    • bel commento Andrea, e ti ringraziamo! I soldi non devono essere l’unico incentivo, l’organizzazione deve anche saper creare un “sogno di appartenenza” comune a tutti, così l’impresa potrà andare avanti ed avere successo oltre l’immaginabile 😉 Ciao. Giovanna – Millionaire Team

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