Donne e fai da te: ecco il riciclo a centimetro zero

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“From here for here”, sembra uno di quegli slogan divertenti che girano su Facebook, del tipo “Keep Calm and …” tutto ciò che vuoi per completare la frase.

Invece è una bellissima iniziativa, a centimetro zero che recupera materiali di una struttura da riutilizzare nello stesso luogo, sviluppata a Londra presso il Royal College of Art. La fautrice di questo progetto sostenibile è Ariane Prin, una designer dalla mente ecocompatibile, che ha creato una macchina che ricicla matite usate. E non solo.

Ariane è una donna che ha creato con le proprie mani un oggetto innovativo e funzionale, analizzando il contesto nel quale era inserita, i suoi bisogni, i pochi materiali a disposizione e l’esigenza di trovare una soluzione a vantaggio del’ambiente. Nella sua attività di makers è riuscita però, anche a trasmettere un messaggio importante alla comunità.

Il concetto che sta alla base della sua attività è raccogliere tutti gli scarti dei materiali utilizzati durante i corsi che si tengono in Accademia, per creare nuove matite che possano essere adoperate dagli studenti nelle loro lezioni di disegno.

Per raggiungere il suo obiettivo, Ariane ha creato un dispositivo che permette di estrarre, nello stesso momento, sia l’involucro esterno che il lapis della matita, producendo più pezzi in una volta sola.

Ecco l’immagine del macchinario presa dal sito della stessa designer.

A questo link trovi invece il video dell’intero processo di creazione del dispositivo.

Ogni matita è composta in questo modo: il cuore degli oggetti è creato impastando la grafite liquida degli scarti provenienti dalla lavorazione del vetro, acqua, la segatura del dipartimento di falegnameria, l’argilla dei laboratori di arte, la cera del reparto gioielli e, quando capita, inchiostro del dipartimento di stampa.

L’involucro esterno, invece, è ottenuto utilizzando la farina proveniente dalla mensa, la segatura del dipartimento di falegnameria e acqua.

Sul sito di Ariane Prin si legge:

Credo che design significhi esplorare le opportunità sociali e naturali intorno a noi, approfittando di ogni situazione per collegare le attività umane ai principi ambientali.

Il progetto “From here for here” segue due linee guida fondamentali, spiega la Prin:

[styled_list style=”check_list” variation=”blue”]

  • Creare prodotti utili, riciclando.
  • Godere della gioia di creare, senza il senso di colpa dell’impatto sull’ambiente.[/styled_list]

Il progetto di Ariane è stato avviato nel 2011. Oggi la designer francese ha deciso di andare oltre, allargando la sua idea al quartiere.

Il suo negozio, infatti, è stato usato come laboratorio dove produrre oggetti, come borse, ciondoli o portachiavi, utilizzando i materiali di scarto delle imprese locali. Ogni oggetto, porta il nome di chi ha contribuito a realizzarlo. Una sorta di rieducazione alla sostenibilità, unita all’opportunità di farsi una pubblicità sana e gratuita per l’ambiente.

Un progetto che non solo può essere adattato a contesti diversi ma che, se pensato con intelligenza, potrebbe far fronte al grosso problema dell’assenza di fondi da destinare alle scuole italiane. Un’utile risorsa da utilizzare per ridurre parte del budget destinato all’acquisto di materiali didattici. E chissà che, avviando un buon processo di produzione, ci sia anche il margine per guadagnare.

Anche in Italia ci sono persone creative e imprenditive Ariane. Se vuoi approfondire l’argomento, puoi leggere il nostro articolo: “Fab Lab: la casa di chi crea con le proprie mani”.

Pensi che persone del genere possano produrre un cambiamento importante in Italia?

Giuseppina Ocello

(Fonte foto: sito web www.arianeprin.com)

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