E-mobilità. Per piacere e per impresa

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Monopattini e bici elettriche, una soluzione per città più vivibili. E un business per chi offre noleggio e vendita. Negli ultimi due anni è stato un boom per la micromobilità alternativa.

 

In città e nei centri più piccoli la gente preferisce muoversi su mezzi individuali. Si evitano contagi, code e ingorghi e si abbassa l’impatto ambientale. Monopattini ed e-bike si moltiplicano, tra mezzi di proprietà e a noleggio.

 

Il fenomeno

Tra gennaio e luglio 2020, tempi di Covid, nel comparto e-mobility sono stati venduti oltre 125.000 mezzi e il valore del mercato è cresciuto del 140% (GfK). Nei primi 6 mesi del 2021 sono state vendute 157.000 e-bike e ne circolavano 1,2 milioni (+450.000 dal 2019), più 300.000 monopattini (Dossier Città MEZ 2021 di Legambiente e Motus-E). L’anno scorso, 1 veicolo su 3 in sharing era un monopattino elettrico, il veicolo condiviso più diffuso in Italia. Oltre 35.000 i monopattini elettrici condivisi e oltre 34.000 le biciclette elettriche condivise, nel 2020: un boom, rispetto ai 4.000 e 33.000 del 2019. Nuovi numeri in arrivo il 22 settembre a Roma, nella 6ª conferenza nazionale sulla sharing mobility. Prima si noleggia, poi spesso si compra, una volta sperimentati i vantaggi della micromobilità elettrica: agilità, velocità, facilità d’uso e, non ultimo, divertimento. Per non dire del wellness, per chi sceglie la bici. Poi ci sono i turisti, che prendono in affitto mezzi slow per visitare una città e il suo territorio.

 

I servizi di noleggio

A domanda di mezzi, rispondono le attività di noleggio e vendita, in crescita. Molti servizi urbani sono coperti da catene internazionali e nazionali, che in genere partecipano a bandi comunali. Alcuni franchising (es. Twiga) permettono di aprire un noleggio chiavi in mano, con il supporto del franchisor. Tra questi, una nuova proposta arriva da Platum, ex Mt Distribution, azienda italiana che progetta nella Motor Valley monopattini ed e-bike, li produce all’estero e li assembla in Europa, con marchio proprio o per conto di brand motoristici (Ducati, Lamborghini, Jeep, Aprilia, VR46, Alfa Romeo e Lancia). 58 milioni i ricavi nel 2021, +81% sul precedente esercizio. Sviluppi in vista, grazie a nuovi soci (Koinos Capital Sgr e Hat Sgr, quote per 57 milioni di euro). In un anno, l’azienda di Calderara di Reno (Bo), un centinaio di dipendenti, ha prodotto 200mila monopattini elettrici e 28mila e-bike. Il progetto dei punti noleggio e vendita con affiliati e il case study dell’impresa sono stati presentati in Università Cattolica a Milano, a giugno.

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Perché puntare sulla micromobilità locale?

«Ripensare la vita delle città e un mondo più sostenibile è vera innovazione. Siamo partiti dall’home entertainment 45 anni fa. Da 10 anni abbiamo avviato una divisione sulle nuove tecnologie. Oggi puntiamo sui monopattini» spiega Alessandro Summa, Ceo di Platum.

Cosa chiedono mercato, città e clienti?

«Prodotti sicuri e affidabili. Nel monopattino, ruote più grandi e ammortizzatori, autonomia elevata. I clienti sono disposti a spendere di più, per brand, design e qualità. Il mercato invece tende ad abbassare i prezzi. La micromobilità per le metropoli è una necessità, per decongestionare il traffico e diminuire l’inquinamento. E si accompagna alla creazione di infrastrutture: punti ricarica, aree e vie ciclabili sicure. Nei piccoli centri, le amministrazioni organizzano noleggi per raggiungere un’utenza giovane, che fa scelte ecologiche: l’elettorato di domani! Per noi, possibili acquirenti di un mezzo proprio, dopo la prova in sharing».

I Comuni come procedono?

«O fanno bandi per concedere a un’impresa il servizio di noleggio o acquistano una propria flotta. Anche nelle aree piccole, con meno traffico, ma più lungimiranza e attenzione ai bisogni sociali. Il PNRR aprirà nuove opportunità per servizi e infrastrutture locali».

Monopattini vs bici: chi vince?

«Noi vendiamo più monopattini, ma le bici hanno numeri maggiori».

Come avviare un punto noleggio?

«Con il nostro progetto Urban E-mobility.com aiutiamo le attività a strutturarsi e partire, dal conto economico all’acquisto del parco mezzi. Il noleggio in genere impiega i prodotti con il nostro brand (Argento bike). In vendita, si offrono anche marchi prestigiosi».

Quanto si deve investire?

«Da 50mila a 100mila euro, per sviluppare un fatturato annuo tra 300mila e 500mila euro, da raggiungere nell’arco di 3 anni. Il negozio (da 60 a oltre 300 mq) offre vendita, noleggio e assistenza. Abbiamo già aperto 5 punti e programmiamo 100 affiliazioni nei prossimi mesi. I mezzi acquistati online possono essere ritirati nei negozi, che curano la messa su strada. E vendono un centinaio di prodotti, compresi accessori, pezzi di ricambio e mezzi “status symbol”. Il prezzo medio di un monopattino è 500 euro, 1.500-2.000 euro quello dell’e-bike. Dal 2023 avremo i primi scooter elettrici».

«Ripensare la vita delle città e un mondo più sostenibile è vera innovazione»

Consiglio?

«È il momento giusto. Ci sono tante piazze scoperte, servono competenze e voglia di fare. Le stime di crescita del settore sono importanti».

Burocrazia?

Partita Iva, iscrizione al Registro delle Imprese, posizione Inps e Inail, dichiarazione di inizio attività al Comune, comunicazione unica alla Camera di commercio, posizioni Inps e Inail, messa a norma dei locali, impianto elettrico potenziato, assicurazioni sui mezzi.

Tariffe?

Una corsa con il monopattino sharing può costare all’utente in media da 3 a 5 euro. Sono possibili noleggi mensili. Le e-bike si affittano a ore o per intere giornate (da 20 euro in su). Interessante la formula del noleggio a lungo termine, con un canone mensile che varia in base al modello e permette, dopo un certo periodo, il riscatto per l’acquisto del mezzo.

 

Articolo pubblicato su Millionaire di settembre 2022

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