Evenfi: piattaforma italiana di crowdfunding con licenza europea

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«Per quanto ci riguarda la scelta della Spagna è stata una scelta strategica sin dall’inizio di Evenfi, quando ancora ci chiamavamo Criptalia».

 

Evenfi è la prima piattaforma italiana di crowdfunding a ottenere la licenza europea. La richiesta non è partita dall’Italia, bensì dalla Spagna. È da tempo che la piattaforma di Crowdlending cerca di espandersi anche nei mercati europei, ma a causa dell’assenza di regolamenti attuativi, dall’Italia non era ancora riuscita a ottenere la licenza.

Per tanto, Evenfi ha pensato di rivolgersi direttamente alla Spagna, dove già da qualche anno il Paese possiede un’autorità abilitata a questo tipo di pratiche.

 

«Per quanto ci riguarda la scelta della Spagna è stata una scelta strategica sin dall’inizio di Evenfi, quando ancora ci chiamavamo Criptalia – racconta Diego Dal Cero, fondatore e amministratore delegato della piattaforma fintech, con sede a Bergamo e Barcellona -. Ho vissuto in Spagna per 16 anni e quando siamo partiti, nel 2018, questo paese aveva già una normativa nazionale di riferimento per il lending crowdfunding. Mentre in Italia solo l’equity era puntualmente regolamentato. Per cui decisi di partire in contemporanea nei due paesi».

«Poi c’è stato l’arrivo del nuovo regolamento europeo a fine 2021, con la necessità di chiedere e ottenere la licenza europea da un paese dell’Unione. – continua Diego – Peccato che ad oggi non sia stata ancora definita l’autorità dedicata a rilasciare le licenze. Perciò, la Spagna è stata l’unica scelta possibile. Siamo i secondi a essere autorizzati lì, dopo gli inglesi di Crowdcube. Ora puntiamo a espanderci in tutta Europa, a partire da Portogallo e Francia. Da gennaio a oggi abbiamo raccolto su Evenfi circa 12 milioni di euro in prestiti per le PMI, con una community di oltre 5 mila investitori attivi. Nel 2023 puntiamo a offrire nuovi prodotti per le imprese, fornendo un servizio di buy now pay later, Ma anche per i nostri investitori, con l’offerta di prestiti convertibili e con l’attivazione di un servizio di gestione del portafoglio d’investimento, che permetterà di fare investimenti automatici sulla nostra piattaforma, in base alle impostazioni e ai profili di rischio decisi da ogni singolo utente».

 

Da fine 2021, quando è stata rilasciata la nuova normativa per la regolamentazione delle piattaforme di lending crowdfunding, si hanno ancora solo delle ipotesi su quale sarà l’autorità incaricata a rilasciare le licenze. Tra le ipotesi ci sono Consob e Banca d’Italia o un’entità terza tutta da costruire, ma niente di ancora certo o dichiarato. Un danno enorme per gli operatori e per l’intero ecosistema del crowdfunding nazionale, che rischia di perdere ogni attrattività per player e capitali esteri.

La legge delega che permette al governo di recepire il regolamento europeo è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale a fine agosto. Dati però, problemi di stadio superiore dovuti alla ripresa economica del Paese post-covid, per il governo Draghi, questa tematica è passata in secondo piano lasciando correre le necessità di oltre 100 piattaforme di equity e lending crowdfunding. Ora il dossier è sulla scrivania del governo Meloni, che dovrà intervenire con un apposito decreto. Però, ancora tutto sembra tacere.

 

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