Evviva gli sposi (così io ci guadagno)

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Il settore dei matrimoni è ricco di opportunità. Ci si sposa di più e senza badare a spese. Cresce l’importanza della location. Il ricevimento è la voce di spesa più rilevante. Consigli, storie e indirizzi per guadagnare con chi si giura amore eterno

Sposa che ti passa. La crisi non spegne gli entusiasmi degli innamorati. I matrimoni in Italia, per la prima volta dal 1972, aumentano (del 2% circa). Il 2009 è l’anno dei fiori d’arancio anche per moltissime donne del jet-set internazionale. La modella più pagata al mondo, Gisele Bündchen, ha appena sposato il giocatore di football Tom Brady. Salma Hayek, attrice, è neo sposa del miliardario francese François-Henri Pinault. Uma Thurman ha annunciato il suo terzo matrimonio con il manager svizzero Arpad Busson, gestore di un hedge fund. Ma sono altri i motivi di ottimismo. Federconsumatori (www.federconsumatori.it) ha verificato che dal 2001 al 2008 le coppie, per sposarsi, spendono circa il 40% in più. Per una cerimonia con un centinaio di invitati, si spendevano 19mila euro e adesso se ne stanziano 24mila circa (ma c’è chi arriva tranquillamente a 43mila). A non badare a spese soprattutto le coppie meridionali, più propense a una cerimonia tradizionale. Spiega Mimmo Arena, titolare del ristorante Madison, a pochi km da Agrigento (vedi box a pag. 43): «Siamo in una posizione panoramica sul mare, vicini ad Agrigento, e ci siamo specializzati nei matrimoni: abbiamo prenotazioni fino al 2012. In media per un matrimonio nel Sud ci sono 200 invitati. Il fatto è che nei piccoli paesi ci si conosce tutti e si dà più valore all’amicizia. Quarant’anni fa, il pasto era molto spartano: pasta al forno e pollo arrosto. Oggi qualcuno fa richieste strampalate, ma il menu di pesce è sempre il più gettonato».

Nella classifica delle regioni italiane con il maggior numero di cerimonie, la Lombardia è al primo posto, seguita da Campania, Sicilia, Lazio e Puglia. In percentuale, però, ci si sposa molto di più al Sud (soprattutto in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia).

Ma che caratteristiche ha il target dei futuri sposi? Negli anni, sono cambiati molto: più avanti con l’età (30 anni per lei, 33 per lui le prime nozze), meno religiosi (le unioni civili sono aumentate del 50% in 15 anni e sono ora il 34,6% del totale), più “misti” (le unioni con stranieri sono il 14%), più “recidivi” (i matrimoni successivi al primo sono il 13%).

Al mutare delle caratteristiche degli sposi, cambia anche la composizione del loro budget matrimoniale. «Si spende di meno per l’abito di lei: prima il budget medio era intorno a 5.000 euro, ora è dimezzato» spiega Michele Barbaro, portavoce della fiera Ideasposa. «La crisi dà impulso al servizio di noleggio, che negli Usa è la norma, ma che da noi non si è ancora affermato». Eppure sarebbe il modo per conciliare estetica e risparmio. In Italia a offrire il servizio al momento più sartorie che negozi, anche se il fenomeno è atteso in crescita. Il costo per il noleggio di un abito? Fra 500 e 1.000 euro. Lo sposo è più narciso oggi rispetto al passato. Per la cerimonia si indirizza verso completi “importanti” (giacca lunga, tessuti lucidi…): 1.500-2.000 euro (camicia e scarpe comprese). In media, per vestirsi lui e lei spendono quasi la stessa cifra, anche se l’abito da sposa può toccare picchi impensabili per lo sposo».

Un’altra tendenza la illustra Angelo Garini, architetto, wedding designer di Garini della Sforzesca, punto di riferimento di molte nozze vip: «Cresce l’importanza delle location, che vanno scelte in base alla personalità degli sposi e ai loro gusti. Funziona anche mischiare gli stili: ora stiamo organizzando a Parigi un matrimonio sul tema del tango (passione degli sposi) e sul lago di Como un altro ispirato alla Provenza».

Si festeggia sempre meno nei ristoranti e sempre di più in location scelte per l’occasione (ville, agriturismi, castelli…) appoggiandosi a un servizio di catering.

Scelta la location, rimane il ricevimento la voce di spesa più rilevante: fra 10mila e 15mila euro circa (per 100 invitati), secondo Federconsumatori. In caduta libera, invece, un must dei matrimoni del passato: la bomboniera. «Non esiste quasi più e quando c’è si chiama cadeau. Molti la eliminano, limitandosi a distribuire agli invitati il sacchettino con i confetti. Altri scelgono oggetti utili (per esempio, un sacchetto profumato acquistato in erboristeria). Crescente la tendenza a fare bomboniere benefiche: si fa un versamento a una onlus e si distribuisce agli invitati una pergamena simbolica» spiega Stefania Arrigoni, presidente dell’Associazione wedding planners. Spazi anche per le bomboniere di artigianato etnico (una selezione su www.webmarket.it) ed equosolidale.

Professione wedding planner

La professione emergente del settore è quella del wedding planner (o wedding designer, coordinator): chi prende in mano le redini del matrimonio, dialoga con i vari fornitori e cura ogni aspetto. «Negli Usa sono moltissime le coppie che si affidano a questo professionista. In Italia siamo ancora indietro. Indubbi i risparmi, di tempo, energie e anche denaro. Il wedding planner si fa pagare dal cliente, ma consente di risparmiare sui fornitori, con cui ha rapporti privilegiati e rodati» prosegue Stefania Arrigoni. Crescono le opportunità per questa professione anche perché aumentano britannici e americani che scelgono il nostro Paese come scenario delle proprie nozze. Questa professione attira molte persone, soprattutto donne (500 circa seguono ogni anno corsi professionali). Ma attenzione. «Guai a improvvisare. Bisogna essere creativi, saper lavorare di psicologia, ascoltare gli altri, avere l’umiltà di mettersi in gioco ogni giorno» confida Laura Cetti, wedding planner ligure (tel. 010 8685906, www.mrswedding.it). Agevolato chi vive nei luoghi più belli (dalla Costiera amalfitana alla Toscana, dalle grandi città ai borghi incantati). Per lavorare con gli stranieri, poi, occorrono ottima conoscenza dell’inglese, flessibilità e un sito Internet ben linkato. Ma quanto si guadagna come wedding planner? «Bisogna avere un’etica e un tariffario professionale, che in genere parte da 1.000 euro a matrimonio» illustra Stefania Arrigoni. Inoltre, si ottiene anche una commissione dalle strutture selezionate per il ricevimento (dal 10 al 20% dell’importo). I guadagni dipendono dal numero e dall’importanza dei matrimoni organizzati.

Settori promettenti: l’opportunità offerta dallo sbocciare dei fiori d’arancio si estende anche ad altre categorie professionali: pasticcieri, fiorai, autisti, fotografi, sarti, artigiani.

Servizi per matrimoni misti: sale il loro numero (ora sono il 14% del totale) e ogni comunità ha esigenze specifiche (dalla scelta del giorno a quella delle decorazioni). I cinesi sono stati fra i primi a organizzarsi: abiti sfarzosi, limousine bianche e servizi fotografici fra Roma e Venezia. Ci sono agenzie che offrono tutto questo a prezzi stracciati (da 1.400 euro in su). E intanto si svolgerà in Sardegna uno dei momenti clou di Rose Wedding, un reality show cinese dedicato ai matrimoni collettivi.

Scenografia e bambini: aumentano gli spazi per chi cura gli aspetti estetici e offre decorazioni originali (fiori, palloncini…). In ascesa anche il numero di bambini presenti ai ricevimenti, da qui il successo crescente dei servizi di intrattenimento e baby parking.

Matrimoni gay: in Italia non sono ancora consentiti, ma cresce l’esigenza di avere una consacrazione simbolica in assenza di una ufficiale. In altri Paesi questi eventi sono già diffusi e… redditizi.

Il viaggio di nozze: su questa voce di spesa si continua a non economizzare. Se nel 2000 bastavano 2.000 euro, oggi il budget previsto va da 3.000 a 5.000. Rimane questa una delle colonne del business turistico, settore in cui oggi si può entrare sempre più facilmente (basta un Pc). Maggiori informazioni su uno dei prossimi numeri di Millionaire.

Sposarsi all’estero: c’è anche chi scappa e si sposa in posti esotici. Ci sono agenzie di viaggi che pensano a tutto, dai documenti alla cerimonia sulla spiaggia. In Giamaica, tutto compreso, per 10 e giorni lui e lei spendono 4.200 euro. E tornano che sono marito e moglie. INFO: www.cuorinviaggio.com

Attrezzata per queste necessità, anche la Repubblica Dominicana (il ricevimento costa fra 20 e 60 euro a persona).

Per tutti: la concessionaria che dà la possibilità di mettere un’auto nella lista nozze (come un viaggio). Ma anche i produttori in grado di far diventare il proprio prodotto una bomboniera (oggetti di design e di erboristeria, libri e regali personalizzati…).

Caro matrimonio

Ecco quanto costa sposarsi oggi in Italia

Documenti: da 20 a 40

Partecipazioni (costo per 100): da 200 a 300

Bomboniere (costo per 100): da 1.200 a 2.500

Riprese video: da 1.000 a 1.500

Foto: da 2.500 a 3.500

Musica: da 1.000 a 1.800

Diritti Siae: da 300 a 500

Affitto location: da 1.500 a 3.500

Fedi: da 400 a 1.000

Noleggio auto: da 700 a 1.200

Look di lei (abito, scarpe, lingerie, trucco): da 3.120 a 6.350

Look di lui (abito, scarpe e intimo): da 1.200 a 2.370

Fiori (chiesa, auto, ricevimento, bouquet): da 1.150 a 2.850

Ricevimento (costo per 100 invitati): da 10mila a 15mila

Torta: da 300 a 600

TOTALE: da 24mila a 43mila euro

Cifre in euro, anno 2008, fonte: Federconsumatori (www.federconsumatori.it)

Storie

In Sicilia, per un ricevimento al top

300 matrimoni all’anno  I 1.000 coperti  I  62 dipendenti  I  da 50 a 170 euro il costo a invitato

In principio è stato il nonno, Domenico Arena, nato nel 1919, che si perfeziona nell’arte della pasticceria. Vendendo zucchero filato nelle feste paesane si guadagna il soprannome di Mago dei dolci. Negli anni Sessanta si trasferisce a Porto Empedocle, inventa il concetto di catering e nella splendida cornice della Scala dei Turchi costruisce il ristorante Madison. In breve, diventa un punto di riferimento per le nozze della zona.

A giugno l’attività compie 40 anni. A guidarla oggi il nipote del fondatore, Mimmo Arena, 42 anni. Il ristorante Madison è diventato una vera e propria impresa: 62 dipendenti d’estate e 25 d’inverno, 1.000 coperti (divisi in tre sale), una media di 300 matrimoni celebrati all’anno. «Il boom è d’estate, quando ne organizziamo anche quattro al giorno, due alla mattina e due alla sera. Il costo va da 50 a 170 euro a invitato. La soluzione più lussuosa comprende aragosta, caviale, champagne, ma anche arredi sfarzosi» prosegue Arena. Ma come si riesce a creare un piccolo “impero”? «Passione, volontà, spirito di sacrificio. È un lavoro full time, che non conosce sabati, domeniche, festività. I clienti si conquistano con il cibo: buono e abbondante. Fondamentale gestire bene il personale: qui si dice che c’è disoccupazione, ma è anche difficile trovare camerieri preparati. Io ho la fortuna di avere nei ruoli-chiave personale professionale e preparato. I guadagni? Erosi dal costo del personale, appunto, che incide anche per l’80%».

INFO: Ristorante Madison, tel. 0922 816257, www.madison-restaurant.com

Le tue foto on line

Un gruppo di amici, consulenti informatici nei settori bancari e assicurativi. Poi, due anni fa, l’idea di allargare i propri orizzonti all’ambito del matrimonio. «Abbiamo notato che era in atto un boom di sistemi per diffondere le immagini delle nozze on line – spiega Mauro Alfieri, 32 anni, ci siamo però resi conto di una falla ricorrente in questi sistemi: nessuna attenzione alla sicurezza, in termini di tutela della privacy e del diritto d’autore». Da qui l’idea di studiare un sito che permettesse di pubblicare sì le foto delle nozze, ma in tutta sicurezza.

Il team (che comprende anche Valeria Capizzi, Moreno Lago, Samantha e Manuel Puricelli e che oggi conta su una decina di collaboratori esterni) si mette al lavoro. «L’investimento iniziale del progetto Wemarried si è attestato sui 20mila euro, comprensivo di sviluppo del software e investimento pubblicitario (3.000 euro circa), soprattutto su Google. Ci promuoviamo molto anche con i wedding planner. Oggi le coppie possono pubblicare in tutta sicurezza le loro foto, condividendole con amici e parenti, lontani e non. Possono creare album personalizzati, scegliendo la grafica preferita. La sicurezza è garantita da un sistema di crittografia. Accede alle foto solo chi è in possesso di informazioni scritte sulla partecipazione (tipicamente: i nomi degli sposi e la data delle nozze). Per maggior sicurezza, o per limitare l’accesso solo a persone selezionate, si può anche aggiungere una password» prosegue Alfieri. Il servizio costa 150 euro e dura un anno. L’attività è avviata da poco, finora hanno già aderito un centinaio di coppie.

INFO: Wemarried, www.wemarried.it

Autista d’epoca nella Capi

46 auto di proprietà  I 10mila euro: costo base di una buona auto d’epoca  I  450-500: tariffa per un matrimonio

Non c’è sposa che non lo vorrebbe come autista nel giorno del proprio matrimonio. Purtroppo Kim Rossi Stuart lo fa solo nel film Questione di cuore. Ciò non toglie che anche nella realtà non esistano valide alternative. Una la mette a disposizione Bruno Pagliazzi, 44 anni, commerciante romano con l’hobby delle auto d’epoca.

«Ho una passione per gli anni Trenta e mi piace girare vestito alla moda di quel periodo, cilindro compreso. Ma soprattutto ho un debole per le vecchie auto. Ne possiedo quattro, altre me le mettono a disposizione amici appassionati come me. Così posso offrire dalla Fiat 1100 Blt (nelle foto), al Maggiolone Cabrio, dalla storica Citroën Due Cavalli alla Fiat 850. Sia per il giorno delle nozze, ma anche per altre occasioni» spiega lui. Variabile il costo di acquisto delle auto, a seconda di marca, modello, anno. «Una Rolls Royce può costare anche 12mila euro; una Citroën Ds Pallas anche 10mila; una Fiat Balilla parte da 15mila» prosegue lui. Per farsi un’idea dei prezzi, consultare il sito www.passioneauto.it.

«Quello che poi costa è la manutenzione. L’assicurazione, intorno a 130 euro l’anno, è il meno. Poi bisogna considerare lo spazio in cui tenerle (i garage in città costano circa 250 euro al mese) e i pezzi di ricambio (quelli sì molto costosi). Per un matrimonio io chiedo 450-550 euro. Mi vesto con abiti d’epoca, porto la sposa in chiesa, quindi accompagno gli sposi prima a fare le foto e poi al ristorante». Quello di Pagliazzi, prima che un business è un hobby. Per far rendere la passione, è necessario puntare sulla promozione («Internet è un’ottima vetrina, ma non basta») ed essere di­­sposti a spostarsi.

INFO: Autoemozioni, www.autoemozioni.it

Wedding planner nella campagna toscana

2.000 euro: investimento iniziale  I da 600 a 1.700 euro circa: il guadagno per ogni matrimonio organizzato

Due amiche e un sogno diventato realtà. Glenda Furio (34 anni) e Stefania Svetti (29) fanno insieme un viaggio a New York. Qui, in una grande libreria, sfogliano un volume sul wedding planning. «A Cortona potrebbe funzionare» si dicono. E infatti i paesaggi della cittadina toscana in cui vivono attira sposi da tutto il mondo. Detto e fatto. Le due ragazze nel 2005 si licenziano, aprono la Partita Iva, fanno realizzare un sito (semplice, di appeal, in italiano e inglese), in tutto investono 2.000 euro. «Niente ufficio, perché tanto non serve: entrambe lavoriamo da casa. La prima stagione l’abbiamo considerata di prova. E invece è andata benissimo: 10 matrimoni, tutti piovuti dal sito. I clienti? Quasi tutti stranieri: l’80% fra inglesi e irlandesi. Gli americani in ripresa». Ma quali le esigenze degli stranieri? «Molti si accontentano di una cerimonia simbolica, all’aperto. L’organizzazione deve essere impeccabile: transfer dall’aeroporto, logistica, accoglienza per tutti gli ospiti. In genere si fermano una settimana e vogliono essere intrattenuti: passeggiate a cavallo, gite, lezioni di cucina, wine tasting. Meno esigenti sul cibo: dopo le nozze, spesso si accontentano di un bel barbecue» spiega Glenda.

E le qualità necessarie per fare il vostro mestiere? «Sapere le lingue, conoscere gli operatori del posto per spuntare le condizioni migliori, essere pronti a tutto. Mi è capitato di controllare che la madre della sposa non si ubriacasse e dover riparare un abito all’ultimo momento. Con Stefania ci siamo divise i compiti: lei, che è più precisa, si occupa dei documenti; io, che faccio subito amicizia e so bene le lingue, dei rapporti con gli sposi. Ci parlo 10 minuti al telefono e subito loro mi fanno un bonifico…».

E quanto costa farsi organizzare un matrimonio da voi? «Si può partire da 3.000 euro per 10 persone, con la nostra fee che è intorno a 600 euro. Per un matrimonio medio da 40 persone, si parte da 10mila euro (nostra fee: circa 1.700). Poi prendiamo delle commissioni dalle location (intorno al 15%). Attualmente organizziamo una quindicina di matrimoni all’anno, più altri eventi. Alla fine, abbiamo ciascuna uno stipendio di circa 1.500 euro al mese».

INFO: Cortona Events, tel. 0575 617217, www.cortonaevents.com

Lucia Ingrosso, Millionaire 6/2009

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