Fai soldi con un ristorante. Anche quando è chiuso

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L’idea arriva dalla Francia e sta riscuotendo un buon successo nell’area metropolitana parigina: si chiama Restolib’ e consiste nell’organizzare di corsi di cucina in veri e propri ristoranti, durante il loro giorno di chiusura.

I vantaggi sono tanti e riguardano sia il ristoratore, sia chi ha intenzione di far partire una Scuola:

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  • Non occorre un investimento iniziale in attrezzature e sala;
  • Puoi trovare potenziali clienti tra gli avventori del ristorante dove avvii il tuo corso;
  • È un’attività che puoi svolgere part-time, magari nei giorni in cui non lavori come chef;
  • Il ristoratore che accoglie i tuoi corsi di cucina può ricevere un guadagno extra anche nei giorni in cui è chiuso.

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Secondo il team di Creaimpresa, centro studi di Millionaire Digitale, questo settore è in forte crescita. Nel loro kit completo su “Come avviare una Scuola di Cucina” (lo trovi a questo link), leggiamo:

L’attività di organizzazione di corsi di cucina si colloca all’interno di un mercato in piena espansione. Questa tendenza viene confermata anche dall’inaspettato successo che hanno avuto e continuano ad avere i programmi televisivi e i reality show che vedono come protagonisti chef, o aspiranti tali, i quali si sono presto moltiplicati su ogni rete, così come sono molto richiesti in libreria i manuali di cucina o i libri scritti proprio dai conduttori di queste trasmissioni.

La storia di Restolib’

Il video che vi proponiamo purtroppo è disponibile solo in francese, però guardarlo può darvi l’idea dell’interesse che sta crescendo intorno all’idea.  Le immagini raccontano della presentazione di Restolib’ al Salon Cuisinez, dove l’organizzazione era presente con uno stand di 24 mq:


Restolib' – Show culinaire au Salon Cuisinez di Rseau_Restolib

Gli ideatori di Restolib’ raccontano che il progetto è nato dall’idea di «sviluppare un concetto prolifico per tutti: ristoratori, fornitori, clienti e appassionati» e dalla necessità di trovare la location più adatta per tenere un corso di cucina senza danneggiare i proprietari del ristorante.

Dopo aver sondato il terreno, chiedendo ai ristoratori se potevano essere potenzialmente interessati all’idea, i due ideatori (Nicolas Kalpokdjian e Olivier Chaput) attivano la società e cominciano a cercare scuole di cucina intenzionate a far parte della squadra.

Oggi Restolib’ ha stretto rapporti di partenariato con diversi ristoranti a Parigi e offre corsi di formazione professionale, ma anche corsi per bambini e appassionati, con un’offerta molto ampia (anche se non masticate il francese, su www.restolib.fr

potete farvi un’idea di quanto siano variegate le loro proposte).

Da dove partire

Innanzitutto potete cominciare seguendo gli step di Restolib’: sondando il terreno.

Se conoscete bene la vostra città dovreste conoscere anche i locali più frequentati: attirare potenziali clienti in luoghi noti potrebbe essere più semplice.

Provate a parlare con i proprietari, cercando di capire alcune cose:

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  • Sono interessati all’idea?
  • Quanto potrebbero richiedere d’affitto per il locale e le attrezzature necessarie? (ricorda che per il luogo non occorre tutto il ristorante, ma solo alcune aree)
  • Credono nell’idea al punto da investire tempo e denaro nella comunicazione dell’attività?

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I problemi che potreste riscontrare sono:

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  • Mancanza di fiducia nel vostro operato: organizzare un corso scadente o che crea problemi, può arrecare un danno d’immagine a un ristorante o provocare attrito con i clienti più affezionati;
  • Gli orari e i giorni di chiusura del ristorante non collimano con quelli dei tuoi potenziali clienti;
  • Può essere complicato stabilire l’affitto di una singola stanza e delle attrezzature necessarie.

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Per ovviare a questi problemi dovete innanzitutto dare un’immagine seria e qualificata: mostrate le vostre referenze e convincete i vostri interlocutori della qualità del lavoro e delle vostre esperienze.

Se siete chef non avrete problemi a dimostrare il vostro talento a quei ristoratori con i quali avete lavorato o collaborate tuttora: potete cominciare da loro per sperimentare la cosa e poi riportare i risultati ottenuti anche ad altri locali potenzialmente interessati.

Sulla questione degli orari e dei giorni di chiusura occorre stare molto attenti al target al quale indirizzare l’offerta: può essere molto variabile a seconda del pubblico al quale vi rivolgete e al tipo di corso che intendete far partire. Valutate attentamente le loro abitudini e cercate di regolarvi di conseguenza (negli approfondimenti vedremo più dettagliatamente le diverse nicchie che il mercato offre).

Per evitare problemi, poi, fatevi un giro su internet per capire il costo della location: andate sui siti di annunci e date un’occhiata ai prezzi medi per l’affitto di un ristorante nella zona dove intendete operare.

Tra gli approfondimenti finali, potrete leggere alcuni dati più dettagliati su investimenti e costi delle attività.

A quale pubblico rivolgersi

Secondo il nostro centro studi Creaimpresa, i potenziali clienti di un corso di cucina sono così suddivisi:

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  • Privati – principianti;
  • Privati – appassionati di cucina;
  • Operatori dei settori somministrazione e ricettività;
  • Imprese.

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Approfondimento: Nel kit “Come avviare una scuola di cucina” puoi trovare una descrizione dettagliata per ciascuno di questi segmenti di mercato.

Principianti – privati

I principianti privati interessati a un corso base di cucina sono una platea in forte crescita, come abbiamo visto in apertura.

Sesso. Paradossalmente, una grossa fetta è di sesso maschile: il 50% dei partecipanti ai corsi di cucina è sono uomini; percentuale che arriva al 70% nel caso di corsi individuali.

Età. L’età media dei partecipanti è compresa tra i 30 e i 45 anni e sono sempre più giovani coloro che decidono di mettersi alla prova in questo senso.

Cosa cercano. Questo tipo di pubblico desidera essenzialmente apprendere le tecniche più semplici per districarsi in cucina (a partire proprio dalle basi), qualità medio alta e prezzi accessibili (soprattutto per i giovanissimi). La cucina diventa anche una potente arma di socializzazione: per conoscere nuove persone durante i corsi, ma anche per fare buona impressione su familiari, amici e partner una volta imparate le tecniche giuste.

Orario. Dal momento che la maggior parte delle persone interessate sono in piena età lavorativa, potrebbero trovare comodo seguire un corso serale.

Principianti – appassionati

I principianti appassionati, invece, saranno più interessati a dei corsi specialistici.

Sesso ed età. Sono prevalentemente donne casalinghe, ma anche persone anziane di ogni genere. L’età media sarà, quindi più elevata rispetto al segmento precedente.

Orario. Essendo tendenzialmente persone senza obblighi lavorativi precisi, sono molto flessibili dal punto di vista dei giorni e degli orari dei corsi: questo può essere un vantaggio per chi intende avviare un’attività simile a Restolib’, dal momento che più facilmente gli orari di chiusura dei ristoranti si sposano con gli impegni degli intervenuti.

Cosa cercano. Sono in genere persone molto esigenti, che cercano elevata qualità nel corso e una spiccata originalità degli argomenti. Sono disposti a pagare cifre più alte degli altri segmenti e sono più facilmente fidelizzabili se trovano il corso stimolante e di buona qualità.

Operatori di settore

Gli operatori dei settori somministrazione e ricettività sono, ovviamente, la categoria più esigente dal punto di vista della qualità. Non hanno particolari caratterizzazioni dal punto di vista del sesso e dell’età, hanno una capacità di spesa medio-alta e cercano lezioni specifiche di livello molto elevato.

Potrebbe essere interessante provare a organizzare corsi tematici negli stessi locali dove abitualmente lavorano, sempre durante i giorni di chiusura.

Imprese

Le imprese possono essere interessate a corsi di cucina per i propri dipendenti, purché aiutino il proprio team a lavorare meglio insieme.

Stiamo parlando del cosiddetto team building: far nascere o migliorare l’affiatamento in ufficio, rinvigorire lo spirito collaborativo scemato e ricompattare una squadra di lavoro infiacchita sono gli obiettivi di questo tipo di attività. In questo caso potrebbero servire delle professionalità diverse da quelle del semplice cuoco, ad esempio di professionisti che si occupino specificatamente di incentive o team building, in modo tale da coniugare perfettamente entrambe le materie.

Cosa offrire

Le possibilità sono diverse.

Abbiamo parlato già dei corsi base da offrire ai principianti e dei corsi team building per le imprese. Cucina però non vuol dire solo mangiare: come abbiamo visto qualche giorno fa, anche il settore degli alcolici può essere sfruttato per attirare clienti.

Restolib’, ad esempio, offre anche la possibilità di iscriversi a corsi di:

Wine tasting;

Preparazione cocktail.

Un altro settore da tenere d’occhio è la birra artigianale: secondo Pier Paolo Polli – Presidente dell’Associazione Degustatori birre artigianali – il settore cresce e rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ha visto un trend positivo dell’1%. Non molto, ma in un periodo di crisi generalizzata è un buon segnale.

Se sei uno chef, per questo tipo di corsi potresti necessitare della collaborazione di un sommelier o di un barman che sappiano il fatto loro. La preparazione dei cocktail, poi, ha in sé una componente spettacolare che può essere un’attrattiva in più per i vostri discenti: basta tornare alla visione del video proposto per rendersene conto.

In grande crescita, soprattutto tra gli uomini, anche i corsi individuali: sono molto richiesti da coloro che non desiderano essere visti da occhi indiscreti mentre imparano a fare ciò in cui sono sempre stati imbranati. Il vantaggio è anche dato dal fatto che accordarsi con un’unica persona può risultare più semplice per chi ha orari poco flessibili come voi, che vi apprestate a sfruttare solo un ristorante chiuso.

Infine, citiamo solo di sfuggita (ma se volete ci torneremo nelle prossime settimane) i corsi di cucina di prodotti tipici e la cucina etnica.

Non solo cosa, soprattutto il come

Ricordate però che più del cosa, conta il come: Restolib’ sta incontrando un successo crescente perché offre ai propri clienti un’esperienza, prima ancora che delle competenze. Hanno puntato molto sull’idea regalo per i propri partner, per i propri figli e organizzano anche cene o addirittura visioni di film a tema.

Il punto, come al solito, è socializzare: si segue un corso di cucina anche per fare amicizia, condividere un percorso, fare un’esperienza diversa. Cercate di essere creativi in questo e “movimentate” le vostre lezioni il più possibile (a partire dal classico “assaggio bendati”).

Approfondimento: Alcuni consigli su come essere creativo? Leggi: 5 (+1) consigli da sfruttare nel processo creativo

Un tasto toccato anche da Creaimpresa:

[blockquote align=”center” variation=”blue”]Iscriversi ad un corso di cucina significa quindi regalarsi la possibilità di vivere un’esperienza unica, personale, stimolante e soddisfacente. Ai clienti non interessa soltanto il risultato (imparare a cucinare un determinato piatto), ma anche, e in alcuni casi ancora di più, il percorso.

[…] Quello che cercano, forse inconsciamente, i clienti delle scuole di cucina è un’attività che permetta loro di imparare socializzando, e ciò diventa possibile quando si utilizza lo strumento del gruppo.

[…] Cucinare rende questa esperienza collettiva un modo divertente e leggero per mettersi alla prova, realizzarsi attraverso un bisogno e vivere in modo attivo un momento di formazione e di apprendimento.[/blockquote]

Approfondimenti

Ecco alcuni link di approfondimento, per chi è intenzionato ad avviare concretamente l’attività:

 

Costi e guadagni potenziali

Comunicazione & Marketing

Burocrazia

 

Hai trovato interessante questa idea francese? Vorresti approfondirne alcuni aspetti? Posta le tue domande, proveremo a rispondere!

 

Gennaro Sannino

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