Fare soldi a Londra con la pasta fresca

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Non ci credeva nessuno. Ma la semplice idea di un giovane italiano, ex della finanza, ha dato vita a un business che dopo 4 anni fatturava più di 10 milioni di sterline. E che oggi, con Barilla azionista di maggioranza, cresce ancora grazie al boom del delivery.

 

Vendere online pasta fresca a Londra? Sul successo di un simile business, quando nel 2016 fu lanciato da un giovane italiano, ex della finanza, non avrebbe scommesso nessuno, a parte lui. Invece ha funzionato, così bene da superare in 4 anni 10 milioni di sterline di fatturato, fino a ingolosire addirittura Barilla, che di milioni di sterline ne avrebbe pagati 40 per rilevare la quota di maggioranza. E forse più di un investitore ancora si mangia le mani per aver bocciato quel business quando aveva avuto l’opportunità di diventarne socio. Basti un episodio. A due anni dal lancio dei box a domicilio di Pasta Evangelists – questo il brand che ormai a Londra identifica la pasta fresca all’italiana – fatturavano già quasi 700mila sterline quando il fondatore fu invitato a partecipare a Dragons’ Den, un programma televisivo in onda sulla Bbc in cui gli imprenditori presentano le loro idee a un gruppo di venture capitalist per cercare finanziamenti. La puntata fu un totale fallimento. L’idea di Pasta Evangelists fu definita “delirante” e il prodotto “un disastro”. I potenziali investitori rifiutarono categoricamente di entrare nella società con 75mila sterline per una quota del 2,5%. Non c’è neanche bisogno di fare troppi conti per valutare l’occasione perduta.

 

Finn Lagun, Alessandro Savelli, Chris Rennoldson.

Da 0 a 200mila porzioni al mese

Protagonista della storia è un italo-londinese oggi 40enne, Alessandro Savelli, che anche dopo l’ingresso di Barilla è rimasto azionista e amministratore delegato. Accanto a lui i due soci inglesi della prima ora, gli unici che avevano creduto in quella “semplice” startup della pasta fresca online che non piaceva ai palati fini della finanza.

«Siamo nel 2016» racconta Savelli «ero in Francia con mio padre ad Antibes. Il mio vecchio business era fallito, avevo perso tutto dopo 8 anni di lavoro. Ero abbattuto. Mio padre mi dice che è ora di trovare un lavoro normale, ricominciare da capo, non più nella finanza. Ma io volevo vendere pasta fresca e sughi all’italiana a Londra.

Non esisteva un marchio premium, potevo lanciarlo online. In quel periodo molte aziende stavano investendo nel direct to consumer, quindi vendendo al consumatore finale con l’e-commerce.

Io volevo creare un marchio premium, di alta qualità, con un prodotto freschissimo. Ad agosto studio un piano, a ottobre vendo i primi gnocchi al pesto come quelli che faceva mia nonna Maddalena quando ero bambino (io sono genovese). Pensavo che potessero portarmi fortuna. A novembre trovo il primo co-founder, Chris. Dopo un anno positivo, ma difficile, non ero sicuro che sarebbe stato un successo. Anzi, nutrivo grosse paure. Ma, nell’estate 2017, dopo un anno di prove, in una settimana le vendite aumentano del 50%, passando da 100 porzioni di pasta a settimana a 151.

Finalmente i miglioramenti stavano dando i loro frutti. Ero partito con 20 porzioni date ai miei amici a ottobre 2016, quest’anno siamo a 200mila porzioni al mese».

A credere nel progetto con Savelli, oltre ai co-fondatori Chris Rennoldson e Finn Lagun, anche una serie di celebrity chef, come Prue Leith, volto di The Great British Bake Off, che hanno poi investito nell’azienda anche nel ruolo di testimonial, dando una ulteriore spinta alla notorietà del brand a livello nazionale. Il fatturato è cresciuto esponenzialmente, arrivando a 10,5 milioni di sterline nel 2020, il primo anno di pandemia.

 

L’evoluzione del business: il delivery

Da marzo 2020 la società guidata da Savelli ha creato 80 nuovi posti lavoro. Intanto il modello di business si è evoluto: «Quello che al momento piace di più e che forse ha il futuro più nuovo» sottolinea Alessandro Savelli «è il delivery, ossia la pasta cotta che si ordina a casa con Deliveroo e Uber Eats. Ti arriva in 20 minuti cotta e pronta per essere mangiata, come la pizza. La pizza da asporto esiste da 50 anni, fa parte del nostro mondo quotidiano da prima ancora dell’e-commerce.

La pasta da asporto quasi non esisteva, è un mercato vergine, siamo i primi e unici in Inghilterra. Ora il delivery sta trainando il business. Pensiamo di poter replicare il successo della pizza da asporto come Pizza Hut e Domino’s Pizza». Con sede vicino a King’s Cross a Londra, l’azienda oggi conta oltre 100 dipendenti. Gli chef di Pasta Evangelists utilizzano solo i migliori ingredienti di stagione e, quando possibile, prodotti italiani. Tutta la pasta e le salse sono fatte a mano a Londra, i piatti includono pappardelle con stracotto di maiale e cavolo nero, tortelloni di granchio con bisque di crostacei, malloreddus alla campidanese e paccheri alla Norma. Ogni settimana viene lanciato un nuovo menu. Le ricette sono 16.
I prezzi? Da 5 a 11 sterline.

 

Articolo da Millionaire ottobre.

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