Fatturazione elettronica: ultimo giorno per evitare le sanzioni

734
Fatturazione

La scadenza riguarda le operazioni effettuate a luglio, che devono essere fatturate entro il 31 agosto

La novità, introdotta dal decreto legge PNRR cioè il DL 36/2022, riguarda diverse categorie di contribuenti, tra cui le Partite IVA a regime forfettario, che nel 2021 hanno raggiunto o superato un fatturato di 25mila euro. Chi non arriva a quella cifra è esonerato dalla fatturazione elettronica fino al 31 dicembre 2023. Per chi, invece, rientra nella prima categoria luglio è stato il primo mese soggetto al nuovo obbligo e attualmente siamo in un periodo transitorio, più permissivo di quanto previsto dalla norma generale.

La fattura elettronica, infatti, va inviata al Sistema d’Interscambio (SdI) entro 12 giorni dall’operazione. Ma per questa fase iniziale e solo per il terzo trimestre 2022, i forfettari possono aspettare fino alla fine del mese successivo per inviarla. Quindi le operazioni di luglio scadono il 31 agosto. Quelle di agosto entro il 30 settembre. Quelle di settembre al 31 ottobre.

Chi dimentica queste scadenze sarà soggetto a sanzioni. Nello specifico si rischia un’ammenda amministrativa, che varia tra il 5 e il 10% di quanto non documentato/non comunicato. Sanzione che cambia nel caso in cui la violazione non rilevi ai fini della determinazione del reddito. In quel caso si applica una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro, come stabilito dal Dlgs 471/1997. In entrambi i casi, il contribuente potrà avvalersi del cosiddetto “ravvedimento operoso” per ridurre l’importo della sanzione.

In Italia ci sono circa 1,9 milioni di Partite IVA in regime forfettario, di fatto gli unici contribuenti che dal 2016 stanno già sperimentando un vero e proprio regime fiscale di flat tax, regime che in questi giorni alcuni partiti propongono di allargare a un maggior numero di lavoratori. Non solo, ma l’Italia è stato il primo paese europeo a introdurre la fatturazione elettronica, con l’obiettivo dichiarato di combattere l’evasione fiscale e aumentare la trasparenza.

Finora il modello sembra funzionare bene, ma ovviamente richiede uno sforzo in più da parte dei contribuenti. Le fatture elettroniche, infatti, vanno emesse e conservate seguendo regole ben precise, utilizzando software dedicati. Quelli messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate li trovate qui. Ma esistono anche tanti servizi privati sul mercato, come Fattureincloud, Aruba, FINOM e molti altri. La scelta del servizio migliore dipende dalle vostre necessità e dal budget a disposizione.

Siete ancora lì? Siete pronti a emettere fatture elettroniche? Avete mandato allo SdI tutte le fatture di luglio? Meglio controllare subito che pagare sanzioni domani.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedenteIn Italia non ci fidiamo della pubblica amministrazione
Prossimo articoloEner2Crowd: il greenvesting italiano ora anche in Europa