Giochi, poker, casinò online: in pieno boom

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il giro d’affari aumenta di anno in anno. nel 2011 sono stati raccolti più di 75 miliardi di euro. 120mila gli addetti del settore. cresce il mondo dell’online. fotografia di un mercato che non conosce crisi ù

In Italia, il gioco d’azzardo fonda una specie di sotto-Stato, mobilitando cifre degne di una finanziaria. Nel 2011 la raccolta derivante dalle puntate degli italiani ha sfiorato il 5% del Pil, più di 70 miliardi di euro. Fiat ed Eni sono aziende con dimensioni confrontabili al gioco. In questo sotto-Stato, SuperEnalotto, Lotto e Gratta e vinci sono i giochi più conosciuti, le macchinette da bar attirano la maggior parte dei quattrini giocati, e il mondo dell’online è il settore con il maggiore tasso di crescita.

È cambiata la normativa

Nel luglio 2011 l’Italia si è aperta al poker in modalità cash (con puntate libere e possibilità di giocare singole mani, non solo tornei come prima) e ai casinò in Rete. Poker e casinò raccolgono oltre il 90% dell’intera somma puntata sul Web dagli italiani. Giocano tutti, anche i minorenni. Intanto, con l’avvio del 2012 parte anche un progetto preventivo della Polizia postale e delle comunicazioni, che comprende lezioni e incontri nelle scuole superiori, per mettere in guardia i ragazzi dai rischi del gioco d’azzardo.

Perché di questo si tratta, se andiamo al di là della cosmesi delle parole che il mondo del marketing utilizza per richiamare giocatori, minimizzando i rischi coscienti. Certo, non tutti i giochi sono uguali: alcuni, come il poker Texas Hold’em, garantiscono aspettative di vincita molto superiori rispetto ad altri, come le slot. Ma con buona pace dei pokeristi, l’azzardo c’è sempre, perché c’è il denaro di mezzo e la sua correlazione con un fattore di rischio è nota. Niente di male, basta saperlo e non raccontarsi balle.
Giusto per avere presente che in tempi di crisi lo Stato punta anche sul gioco per fare cassa e incamerare tasse da chi tenta la fortuna. Che sia un giocatore professionista o un poveraccio distrutto dalla vita.

Arrivano le poker room fisiche

Dopo il boom del poker cash e dei casinò online “punto it”, per sconfiggere la concorrenza dei siti stranieri che, pur vietati, attiravano frotte di giocatori nostrani, a breve arriveranno anche le poker room fisiche. Si tratta degli ex circoli regolamentati da una nuova normativa, che consentirà a 1.000 sale in tutta Italia di ospitare legalmente il Texas Hold’Em senza essere casinò e senza tornare alle vecchie bische. Poi però “è in via di definizione un provvedimento amministrativo che individua linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo” si legge tra le linee guida del gioco Made in Italy, che tanto plauso hanno ottenuto in sede europea. Appunto: un colpo al cerchio e uno alla botte.

Come si diventa concessionari

In questo panorama di soldi, regole, passioni e stranezze, i privati fanno business grazie alle licenze concesse dai Monopoli di Stato ad aziende che abbiano specifici requisiti. Marco Trucco, pioniere del poker online in Italia e attuale direttore di Casinò Italia, uno dei nuovi protagonisti del gioco in Rete, spiega come si diventa concessionari:

Bisogna affrontare una lunga trafila burocratica. Ci vogliono 300mila euro per la licenza, va prestata una fideiussione da 1,5 milioni di euro (se non si è una multinazionale ad ampio fatturato), e si devono pagare le tasse: quella sulla concessione, pari allo 0,35% del giocato, più una varianza dal 20% del margine di guadagno per giochi da casinò e poker cash, al 3% per poker a tornei. Per la piattaforma informatica occorre essere collegati con una linea dedicata a Sogei, la società di controllo: circa 3mila euro al mese. Poi c’è la gestione della piattaforma conti di gioco (se uno non vuole crearsela in casa), che è delicata e si affida a società esterne in cambio di 10mila-15mila euro al mese. Tutti i dati vanno tenuti su server all’interno dell’Ue: altri 2mila-3mila euro al mese. E poi, per il poker, occorre aderire a un network di giocatori: ce ne sono tre o quattro e l’accesso costa più o meno 40mila euro, più una fee come gestione

L’idea di Trucco è però anche quella di creare un mondo dedicato alle imprese. «Una società che abbia un grande database di utenti o un marketing molto forte, può sfruttare la nostra concessione per monetizzare il suo traffico Internet col gioco online. Noi realizziamo per loro un casinò brandizzato chiavi-in-mano e poi si condividono i profitti. Siamo stati i primi a farlo e il nostro primo cliente in questo senso è stato Fabrizio Corona con il suo casinò».

Quanto vale un giocatore di poker?

Non è un mondo per improvvisati. Il know-how è specifico e complesso e l’azzardo viene lasciato solo a chi gioca. Continua Trucco:

Un giocatore di poker vale in media 400 euro, ha un ciclo di vita di otto mesi e nei primi tre mesi consuma il 70% della sua attività. La percentuale di abbandono è altissima. Per il poker 20-30% al mese, per i casinò il 40-50% al mese. Appena uno perde cambia sito, di solito. Occorre quindi conquistare e trattenere il giocatore. Una buona acquisizione viaggia nell’ordine di 100 giocatori di poker al mese. Il 10% dei giocatori fa il 90% del profitto e quella fascia va coccolata con offerte e promozioni. I big di settore, come Lottomatica e Pokerstars, investono enormi capitali in pubblicità su tutti i media. Chi è più piccolo deve giocare d’astuzia agendo con i meccanismi della rete: alleanze tra siti, fidelizzazione dei clienti. Così prevediamo per Casinò Italia 100milioni di raccolta nel 2012 e un utile lordo di 5 milioni.

identikit del giocatore online

quanti anni ha?

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  • 63% 18-35 anni
  • 32% 36-55 anni
  • 5% più di 56 anni

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(fonte: fondazione Codere)

perché gioca?

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  • 1 su 4 sfida la fortuna
  • 1 su 5 vuole vincere
  • 1 su 10 non riesce a non giocare

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(fonte: Gfk Eurisko)

quanti minorenni

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  • 64% di chi ha meno di 18 anni ha giocato almeno una volta online (contro il 54% degli adulti)
  • 20% non sa che i giochi con vincite in denaro sono vietati ai minorenni
  • 6 su 10 sono maschi

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(fonte: Scuola.net)

Alessandro Calderoni, Millionaire 01/2012

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