Ho creato una startup per il mio cane

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Ha chiamato la sua startup con uno dei nomignoli che si diverte a dare al suo cane: Bibulu, un portale che mette in contatto chi è disposto a ospitare cani (dog host) con chi, per un weekend o per più giorni, ha bisogno di mettere il suo amico a quattro zampe in mani amorevoli e sicure.

L’idea è venuta a un milanese, Enrico Sargiacomo, 31 anni, globe trotter di professione: oggi vive a Barcellona, ma ha trascorso l’adolescenza in Inghilterra e viaggiato in lungo e largo per il mondo. L’ha realizzata con un suo amico svedese, Tomasz Matuszczyk, e un team di under 30.

Un progetto, lanciato 4 mesi fa, che è piaciuto subito agli investitori spagnoli: un finanziamento di 250mila euro per avviarlo.

Da qualche giorno è attivo in Italia. Per saperne di più abbiamo raggiunto Enrico via Skype. Ecco cosa ci ha detto.

Come nasce l’idea?

Da tre anni ho un cane, Gilberto: la mia fonte di ispirazione. Da startupper cercavo l’idea giusta per creare qualcosa nel petcare, un settore dove non c’è ancora molta competizione. Parlando con altri proprietari di animali, ho capito che c’era una necessità sentita: “dove e a chi lasciare il mio cane quando c’è bisogno di rilassarsi per un weekend o una vacanza?” Un cane dà amore, ma assorbe anche tempo e fatica. Allora abbiamo creato un sistema che agevola chi cerca un luogo accogliente per lasciare il suo cane, in tutta sicurezza, e chi invece può ospitare guadagnandoci».

Come funziona?

Un po’ come Airbnb, al quale ci siamo ispirati per il modello di business. Chi vuole ospitare si registra al sito, inserendo il suo annuncio. Noi facciamo da filtro controllando che l’utente possegga determinate caratteristiche: amore per gli animali, serietà, luogo accogliente. Se tutto risponde ai nostri standard di qualità, il profilo viene pubblicato. Dall’altra parte ci sono i proprietari di cani alla ricerca di ospitalità che accedono al servizio con la registrazione».

Qual è il modello di business? 

Noi prendiamo il 10% sul valore delle prenotazioni. Su un totale di 60 euro (la media in Spagna è di 15 euro a notte) il proprietario paga un costo aggiuntivo del 3%. Al dog host va la cifra con una detrazione del 7%».

Che numeri ha il portale?

Limitandomi alla Spagna (in Italia siamo attivi da soli tre giorni) il sito ha 4mila utenti con oltre 500 notti prenotate».

Qual è il profilo di chi ospita?

È vario. Ci sono studenti che amano gli animali e cercano un modo per arrotondare, ma anche famiglie che ospitano cani “part-time” per far divertire i loro bambini».

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Tutti dicono che la Spagna è in crisi. Tu ci vivi e fai impresa. Qual è il tuo punto di vista?

La situazione è difficile, ma a Barcellona e a Madrid la crisi si sente meno. Noi, per esempio, abbiamo trovato un bel finanziamento. Qui fare una startup non richiede molta burocrazia e, malgrado tutto, le idee nuove trovano ancora una buona accoglienza».

INFO: http://it.bibulu.com/

Giancarlo Donadio

Se ti è piaciuto l’articolo puoi leggere:

http://millionaire.it/blog/dog-impresa/

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