Idee strampalate che funzionano

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Giovani emergenti, belle idee e tanto futuro. Nel settore del design, emerge chi ha talento, fantasia, capacità di inventare nuovi materiali o ripensare quelli vecchi. Come dimostrano le storie in queste pagine

30 anni, un oggetto esposto alla Triennale e una cattedra in Grafica

Ci piace perché… Per la sua tesi di laurea, ha creato un oggetto che è già esposto al Triennale Design Museum di Milano: si chiama Ciclò ed è una citybike da mettere in spalla all’occorrenza, per esempio per salire più facilmente su tram e metropolitana. L’idea è talmente piaciuta che gli è stato richiesto di progettare un altro ciclo-oggetto: una cyclette-scultura, da usare per il fitness ma bella anche da tenere in salotto (foto a sinistra). Ciclotte ha già trovato un produttore (il prezzo è in fase di definizione). Intanto Luca, per mantenersi, insegna. Ma non è un ripiego: «È un’attività alla quale non riuscirei più a rinunciare. I più giovani mi trasmettono l’ingenuità degli inizi, quel “guizzo creativo” ancora slegato dalle logiche di mercato che non si dovrebbe mai perdere».

Il suo sogno: Luca vorrebbe spaziare a 360 gradi. «Sto sviluppando progetti che spero trovino riscontro in aziende disposte a produrli. Ma è un settore difficile, i tempi di progetto e sviluppo di un prodotto sono molto lunghi».

INFO: www.ciclotte.com

gira quella porta, giochiamo a ping pong

Ci piace perché… è un artista a tutto campo. Ha vissuto negli Stati Uniti, dove ha lavorato con designer, musicisti, poeti, scultori. «Alla fine ho scelto la strada del design, ma il contatto con queste diverse forme d’arte mi ha permesso di sviluppare uno stile tutto mio: cerco di dare agli oggetti una funzione imprevedibile». E la sua Ping Pong Door (foto sopra) ne è la riprova: chiusa, è una porta di dimensioni normali (si adatta alle cornici “standard” che abbiamo a casa nostra), ma i suoi cardini le permettono all’occorrenza di basculare e trasformarsi in un vero tavolo da ping pong. Per questa invenzione Tobias sta cercando un “industriale” che si occupi di produzione e distribuzione. Per ora, è disponibile su richiesta. Prezzo da definire.

Il suo sogno: si è appena realizzato. «Ho trovato un manager. In questo modo io mi potrò concentrare sulle mie invenzioni, mentre lui si occuperà di trovare dei partner che le possano mettere sul mercato». INFO: http://tobiasfraenzel.com

«non sono sulle spine…per il Messico»

Ci piace perché… ha avuto il coraggio di lasciare il suo Paese per ampliare i suoi orizzonti, ma non ha dimenticato le sue origini. Le Prickly Pair Chairs (foto a sinistra) sono le classiche sedie francesi con schienale “ramificato” in una pianta di fico d’india, simbolo del Messico. Prodotte artigianalmente, sono disponibili su richiesta (anche in altri colori e tessuti). Il prezzo si aggira intorno a 2.800 euro, aculei compresi.

Il suo sogno: promuovere il design e la cultura messicana nel mondo, per far sì che il suo Paese entri a far parte del panorama artistico contemporaneo.

INFO: www.valentinagw.com

«ho realizzato un sogno: mettermi in proprio»

Ci piace perché… si è messo in proprio e progetta oggetti. Molte delle sue creazioni hanno già trovato un’azienda produttrice. Elica (foto sopra), la prima lampada Led (i diodi a emissione di luce che garantiscono un consumo bassissimo), sarà commercializzata nelle prossime settimane da Martinelli Luce. Senza interruttore, si accende con un semplice tocco dell’”elica”. Prezzo: intorno a 350 euro la piccola, 550 la grande.

Il suo sogno: trovare aziende di-sposte a produrre altre sue creazioni. Come il vassoio “da barca” (se lo capovolgi, bicchieri e bottiglia non cadono) e il portachiavi magnetico da parete, con foto del proprietario incorporata (foto sotto). INFO: www.briansironi.it

«il mio lavoro non è una palla»

Ci piace perché… le sue creazioni hanno in comune l’aspetto giocoso. L’ultima invenzione? Beach Ball Lamps: lampade ricavate da veri e propri palloni (foto a sinistra), sottoposti a uno speciale trattamento per renderli rigidi, cosicché possano essere tagliati e lavorati senza che scoppino. Ogni pallone è un pezzo unico ed è fatto a mano. Prezzo: 999 euro per la lampada più grande, 599 euro per quella piccola.

Il suo sogno: non smettere di divertirsi a progettare. «Vorrei che la gente continuasse a chiedermi: Come hai fatto a inventare questo prodotto?». INFO: www.tobyhouse.org.uk

Designer chiavi in mano

Ci piace perché… Ha messo insieme le sue competenze di creativo con quelle pratiche di un produttore di mobili. Così le sue idee trovano immediata applicazione. «Io progetto gli arredi e seguo lo sviluppo della parte tecnologica, mentre il mio socio si occupa della produzione», spiega Salama Robino. Ha appena presentato la libreria multimediale Join, un vero e proprio home office dove trovano alloggio computer, stampante e “connection box” (una scatola nascosta che permette di accedere con facilità a prese ed entrate usb), ma dove cavi e fili sono nascosti nella struttura. Dietro, una “mano magnetica” che decora la parete e permette di attaccare appunti e bigliettini. Join è modulare e può essere realizzata in vari colori. La composizione nella foto sopra costa 3.360 euro.

Il suo sogno: Giorgio Salama Robino ha finora realizzato oggetti da lui disegnati, ma non esclude in futuro la possibilità di produrre anche oggetti ideati da altri designer.

INFO: www.handydandydesign.com

non buttate quel vecchio tavolo

Ci piacciono perché… Recuperano vecchie scrivanie e le rinnovano con l’uso di materiali ecologici. Così il loro studio di architettura e design è certificato Ecoway per i progetti “no effetto serra”. Sgambetto, il tavolo sexy-kitch con una gamba di donna (con tanto di scarpa tacco 12), è stato rivestito di resina priva di solventi e di pezzi di mosaico vetroso (prezzo: 1.400 euro). I modelli sono personalizzabili: possono essere realizzati ex novo, con materiali e colori a scelta, a partire da un vecchio tavolo che avete in cantina e non utilizzate più.

Il loro sogno:  «Troppi oggetti affollano le nostre case, spesso “inquinando” il paesaggio domestico. Molti di essi si sono addirittura svuotati di significato per divenire gadget fini a se stessi. Il nostro scopo è concentrare nei singoli prodotti una o anche più funzioni» spiega Natasha Calandrino.

INFO: www.archimuse.it

Tiziana Tripepi, Millionaire 6/2009

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