Il business? Te lo insegna una bambina!

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Cosa possono insegnare i bambini ai neoimprenditori? Tante cose, se la maestra è Vivienne Harr, californiana di 10 anni che ha ispirato la fondazione di un’azienda che ha come scopo di combattere la schiavitù dei bambini nel mondo.

Ma andiamo per ordine…

La vita di Vivienne cambia due anni fa: lei ha otto anni e vede una foto che ritrae due bambini nepalesi mentre trascinano dei blocchi di pietra da una montagna. Informatasi sulla schiavitù a cui sono sottoposti quei bambini e molti altri nel mondo, Vivienne decide di fare qualcosa, e apre un banchetto vicino casa per vendere limonate e raccogliere soldi per aiutarli.

Nei mesi successivi, la sua popolarità cresce tanto che l’allora sindaco di New York, la invita a vendere le sue limonate in Times Square. Risultato: in poche ore raccoglie poco più di 100mila dollari (73mila euro circa).

Con i proventi raccolti, decide, con il supporto di suo padre, di aprire un’azienda, Make A Stand, per continuare a raccogliere soldi per la sua causa: il 5% di ogni bottiglia di limonata prodotta va alla fondazione che lavora con organizzazioni internazionali come Free The Slaves e Unicef. In poco tempo l’azienda ha già raccolto 25mila dollari.

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Ospite qualche giorno fa all’evento americano dedicato alle piccole aziende (National Small Business Week) Vivienne ha offerto i suoi consigli su come fare un’impresa, di fronte a una platea di professionisti e imprenditori. I suoi consigli sono stati ripresi dalla celebre sito americano Business Insider.

1. Pensa come un bambino: può aiutarti a superare tanti ostacoli

«I bambini non vedono ostacoli nel mondo. Pensano di poter fare tutto. Sono ottimisti e non conoscono ancora il concetto di fallimento». È proprio l’ottimismo di Vivienne che ha convinto suo padre ad abbandonare il suo lavoro e concentrare tutte le sue energie nella realizzazione del sogno di sua figlia.

2. I social media sono la porta per il successo

«Solo grazie ai social abbiamo potuto raggiungere i consumatori e trasferire loro entuasiasmo. Per farlo devi coinvolgerli in una causa o in una storia, farli sentire protagonisti. Se riesci a convincerli, diventeranno gli ambasciatori del tuo brand».

3. Attento quando cresci: rischi di perdere la tua identità

«Ognuno dei fondatori dell’azienda ha una grossa responsabilità: fare in modo che rimanga “pura” e non rischi di deviare dai suoi obiettivi. Per questo è meglio spesso gestire un team piccolo sul quale puoi sempre esercitare la tua influenza».

4. La chiave del successo: donare!

«Non dico che tutti gli imprenditori debbano donare una quota come la nostra in favore di opere di carità. Ma è importante che ogni business aiuti la comunità e reinvesta nel sociale parte dei suoi guadagni. Questo è un modello che ha fortuna: i consumatori ti comprano e si sentono meglio con loro stessi».

5. Business è sinonimo di passione

«Gli imprenditori che hanno successo sono coloro che hanno iniziato un business per seguire una loro passione. Io ho iniziato tutto perché voglio eliminare la schiavitù dei bambini nel mondo e sono convinta che ci riuscirò prima di aver compiuto 30 anni».

INFO: http://makeastand.com/pages/the-make-a-stand-foundation

http://makeastand.com/

Giancarlo Donadio

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2 Commenti

  1. ” il 5% di ogni bottiglia di limonata prodotta va alla fondazione che lavora con organizzazioni internazionali come Free The Slaves e Unicef.”?????????????

    Vergogna !!!!!!!!!!!! il 5 % ??? Affari a gonfie vele sulle spalle di poveri.
    Bella trovata ! Questa notizia e per la Striscia la Notizia !

  2. Ma la bottiglia, i limoni e il lavoro dei dipendenti non li vuoi pagare?
    Devolvere il 5% del proprio fatturato per un imprenditore è una cifra notevole.

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