Il tech italiano è rosa

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Sono 50 le ragazze terribili del tech italiano. Donne che con determinazione e coraggio hanno saputo investire nel settore del mobile, della moda, della sostenibilità e dell’entertainment.

Startupper come Gioia Pistoia e Francesca Romano, 27 anni, che con Atooma (App con la quale tutti possono creare mini applicazioni senza essere programmatori), si sono aggiudicate il primo posto al Mobile Premier Awards di Barcellona, il più importante riconoscimento mondiale per applicazioni. Qui puoi leggere la nostra intervista.

O come Lisa Gucciarelli, 30 anni di Buru-buru, un sito di e-commerce che dà risalto ai prodotti italiani di artigianato di qualità (gioielli, borse, lampade, custodie smartphone, t-shirt ecc). Online da pochi mesi il suo progetto ha numeri interessanti: 2.500 visite uniche quotidiane, una media di quattro vendite al giorno e circa 10mila utenti registrati. Qui per conoscerla.

E Selene Biffi, 30 anni, tra le più grandi esperte di social business in Italia che con la sua onlus Plain Ink promuove attività formative in India, Italia e in Afganistan dove ha creato una scuola per cantastorie per difendere le tradizioni locali. L’abbiamo intervistata qui.

A raccogliere le loro storie su un sito è GirlsinTechItaly l’associazione guidata da Anna Sargian, 27 anni, piemontese, che ha l’obiettivo di creare percorsi agevolati di formazione imprenditoriale per donne.

Clicca qui per la lista completa.

INFO: http://www.girlsintech.it/

Giancarlo Donadio

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