«Ecco come ho inventato i cocktail in busta monodose»

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nio cocktail
Luca Quagliano - Nio Cocktails

Una cena tra amici. Il padrone di casa, Luca Quagliano, chiede: “Cosa ci beviamo adesso?”. Risposta: “Se il barman sei tu, va benissimo un limoncello”. «Da questa battuta è nato tutto: possibile che ogni cena debba finire con un amaro o un limoncello? La maggior parte delle persone non ha le competenze o le materie prime per preparare cocktail di qualità» racconta Luca, ex manager, oggi fondatore di Nio, Needs Ice Only, una startup che realizza e commercializza cocktail in un packaging brevettato, buste monodose in scatole-espositore dal design innovativo. Le proposte, dal Negroni al Manatthan, sono 10, senza conservanti. «Dopo una notte insonne, ho spiegato a un paio di amici l’idea: realizzare cocktail in busta. Basta aggiungere ghiaccio nel bicchiere. Alessandro e Massimo ora sono in società».

Come avete sviluppato l’idea?

«Incontri, brainstorming e notti a testare i cocktail migliori con un esperto mixologist, che è nel nostro team. Abbiamo fatto gli imbustatori, i cartotecnici, i grafici, gli scaricatori, i produttori, i corrieri, i venditori per capire ogni dettaglio del business. Il nostro prodotto non esisteva e si scontra con una burocrazia incredibile. Qualcuno di noi ha scelto di lasciare il proprio lavoro per portare avanti il progetto. Per ora abbiamo sviluppato e investito tutto in autonomia, circa 200mila euro, ma sono in corso dialoghi con un investitore».

In che fase siete?

«Abbiamo ottenuto la licenza, testato il prodotto, aperto l’e-commerce. La nostra prima sede era a Lissone in un laboratorio artigianale! A ottobre ci siamo spostati in via Tortona, a Milano, dove apriremo lo showroom. Sposteremo anche la produzione, per aumentarne i volumi».

Come guadagnate?

«Venderemo nel mercato consumer e al b2b. Ai consumatori finali arriveremo tramite il canale online (consegna in 48 ore) e negozi monomarca di proprietà e in franchising. Il nostro è un business a basso margine. Teniamo un prezzo basso (4,50 euro per un cocktail che mediamente costa 7 euro), garantendo però materie prime di alta qualità e un packaging esclusivo, elementi che alzano il costo del venduto. L’estetica è curata e accattivante. Il basso margine su ogni pezzo ci impone di realizzare volumi importanti, ma i cocktail si vendono in tutto il mondo. Oggi i cocktail si consumano in luoghi specifici. Nio abbatte questi limiti ed espande il mercato potenziale. Nel 2018, ipotizziamo di raggiungere un fatturato di 1,5 milioni di euro».

INFO: https://nio-cocktails.com/

Tratto dall’articolo “Basta un colpo di genio” pubblicato su Millionaire di novembre 2017. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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