Inventiamo un business con i “saponi della nonna”

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Ricrea i saponi della nonna e si inventa un business con l’aiuto della sua compagna. Luigi Panaroni, 33 anni, e Lucia Genangeli, 29 anni, producono saponi, prodotti di igiene e cura del corpo,  tutti realizzati con ingredienti naturali (oli ed estratti naturali, semi di lino, canapa..). La loro azienda, laSaponaria, è nata nel 2007 e ha sede a Pesaro.

E pensare che tutto è iniziato per hobby, quello di Luigi, laureato in Chimica a Parma, che si divertiva a fare i saponi in casa, seguendo i consigli di sua nonna: «Ho migliorato e integrato le sue ricette con le mie competenze da chimico e trasformato il mio hobby in un lavoro» racconta a Millionaire.

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Ci è riuscito gradualmente grazie al sostegno della compagna e socia, Lucia, laureata in Comunicazione a Bologna: «Il passaggio è stato graduale. Abbiamo cominciato ad attrezzare un piccolo spazio. Poi Luigi è passato a un contratto part-time con il suo lavoro (progettista in un’azienda di fotovoltaico, ndr). Abbiamo fatto realizzare i primi macchinari. E attrezzato un piccolo spazio. L’investimento iniziale è stato nell’ordine di qualche decina di migliaia di euro» racconta Lucia.

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Oggi ha una nuova sede e impiegano 6 persone e l’azienda cresce del 10. 15% all’anno

Vogliamo che dietro ognuno dei nostri prodotti ci sia un’anima. La filiera produttiva è fatta di prodotti italiani, per i saponi usiamo solo olio extravergine ed estratti naturali. Il packaging è ridotto al minino, utilizziamo solo un imballaggio primario. Abbiamo qualità alta ma prezzi abbordabili, 3,30 euro per un sapone, 8 euro per uno shampoo, 15, 20 euro per una crema viso. Abbiamo mille idee, come la nuova linea con la canapa che siamo sviluppando premiando una produzione spesso dimenticata» conclude Lucia.

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INFO: http://lasaponaria.it/

Come imitare la loro storia? Ecco qualche consiglio utile:

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  • Ci sono corsi per imparare a fare i saponi naturali, www.ilmiosapone.it, www.fattiamano.org, www.pimpinella.it
  • L’investimento è impegnativo, ma si può contenere, mantenendo l’impronta artigianale dell’attività.
  • Fondamentale per la distribuzione, la rete dei GAS e quella delle erboristerie.

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Redazione

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3 Commenti

  1. Buongiorno Luigi, laureato Chimica
    Chi invia questa mail è una semplice persona (originaria di ma che da trenta anni vive a Paestum (Salerno), antica città greca. Oltre essere autore di libri, cultore d’arte, di storia e di archeologia (ora in pensione), sono anche un padre preoccupato dell’avvenire di mio figlio Valentino che presenta capacità molto ridotte e che sicuramente gli limiteranno la possibilità di trovare anche un semplice lavoro.
    Agli inizi degli anni Novanta ho cominciato ad interessarsi di una Rosa che fu l’unica al mondo ad essere stata celebrata da tutti i poeti che appartengono al periodo migliore della letteratura latina: la Rosa di Paestum; famosa un tempo come la più bella del Terra. Anni addietro ho avuto contatti mail con Damasco, città madre di questa magnifica rosa, che mi ha inviato foto, ricette antiche e preziose informazioni, ma da quando hanno iniziato a soffiare venti di guerra i contatti si sono interrotti. Ulteriori contatti con la Bulgaria, la Turchia e con i migliori Orti botanici d’Italia hanno ampliato la mia conoscenza. Così ho pensato di mettere a profitto le mie ricerche e creare, per lui, un piccolissimo laboratorio artigianale di cosmetica antica, con l’esclusione di qualsiasi prodotto chimico, coadiuvato da me. Nonostante le sue difficoltà, la sua forza di partecipazione in questo progetto il suo pensiero va’ oltre la stella più luminosa del firmamento perché, Valentino, sa che come essa brilla di luce propria, un giorno, forse, vedrà brillare il suo lavoro. Attualmente produciamo solo candele di lusso (2 al giorno) a forma di rosa, realizzate con pura cera d’api e dotate del migliore stoppino. Infatti, oltre la cosmetica, anche la luce è entrata a far parte dei nostri sogni e le candele sono veramente luce antica; luce viva, luce di vita, luce di sogni! … Oltre la romantica luce, presto avranno anche il potere di far rivivere antiche emozioni, se i test daranno esiti positivi, attraverso quell’intenso fragrante e meraviglioso profumo, raccolto con le fosse nasali, di rose pestane così come ci riporta la storia. Infatti, per gli antichi greci, la coltivazione della rosa e ciò che ne usciva dalla sua lavorazione era per loro il prodotto di eccellenza. Sono convinto che aver perso questo miracolo regalato dalla bellezza della Natura, da loro coltivato con tanto amore, sia stata una grande perdita anche per l’Umanità. Prodotti di prestigio regnavano nelle botteghe dei profumieri di Paestum e fra questi vi era l’Acqua di Rose, quella stessa che ritornò in produzione, per pochi decenni attorno al 1100 d.C., ad opera dei figli dei figli di esuli pestani, quando furono costretti ad abbandonare la città, usando la stessa tecnica dei loro avi a loro nota essendo stata tramandata oralmente da generazione in generazione e di questa ho l’antica ricetta. Nel mio intento infatti è inclusa anche la produzione di questa. Tutto quanto riguarda l’antico, per me è simile all’amore e quando entra nel cuore difficilmente si può togliere. L’amore non ha prezzo e non si può comprare, si può solo donare e quando questo avviene ogni cuore sensibile esulta … così l’amore per il bello prevarrà sempre su ogni cosa e questo è confermato anche da una bella frase storica “Omnia vincit amor”.
    Tornando all’Acqua di Rose, in verità oltre quella sopra descritta ne ho anche una seconda, di un profumiere romano, che risale al I sec. d.C. ma preferisco la prima che è più antica ed è originale greca. Ciò che mi manca, ed è la cosa più importante, è come conservarla a lungo una volta prodotta e di questo nelle antiche ricette non si parla, forse era un segreto che (allora come oggi) sovrano regnava da bottega a bottega anche qui a Paestum.
    Sempre alla ricerca, navigando su Internet, sono venuto a conoscenza che le principesse saudite amano realizzare miscele molto raffinate con acqua di rose e legni profumati polverizzati, preparate con ricette che si tramandano da madre in figlia. Sono venuto anche a conoscenza che la principessa Noof, nipote del defunto re Khaled, visto l’entusiasmo, per questo “fumo profumato”, di una turista italiana in visita in Arabia Saudita e poi ospite della Famiglia Reale, decise di regalarle la ricetta. Sono convinto che l’uso del profumo, che ha un ruolo molto importante nella cultura dell’Arabia Saudita, nessun laboratorio di cosmetica riuscirà a realizzarne così meravigliosi, come nel Paese che Lei rappresenta e, forse, per questo Maometto metteva i profumi tra le cose che amava di più al mondo.
    Lo scopo di questa mia mail è quella di avere, da Sua Eccellenza, alcune informazioni. Essendo a conoscenza che in alcuni paesi dell’Arabia Saudita, avvalendosi di tecniche tradizionali, molti abitanti si dedicano ad un lavoro affascinante: dopo aver raccolto le rose, selezionano i petali, per poi essere utilizzati nella distillazione domestica ottenendo così una profumatissima Acqua di Rose. La mia richiesta è: che metodo usano o quale conservante utilizzano, questi bravissimi artigiani locali, per mantenere per lungo tempo la loro Acqua di Rose? Sono consapevole di aver osato troppo con questa mia richiesta, ma, se può essermi di aiuto sempre nei limiti delle Sue possibilità, La ringrazio anticipatamente per il Suo interessamento. Faccio presente che se anche pur saranno solo piccole informazioni sono certo che potrebbero rivelarsi come un raggio di Sole che illuminerà la strada e che permetterà a mio figlio di camminare di pari passo con gli altri, senza farlo più sentire inferiore avendo realizzando e portato a termine, un lavoro tutto suo. Nella speranza di non averLa sottratta ai Suoi impegni di lavoro, resto in attesa di un Suo gentile riscontro e porgo i miei migliori saluti, uniti a quelli di mio figlio Valentino, Vittorio Villani

    P.S.: all’inizio, era nelle mie intenzioni acquistare l’assoluta di Rosa Damascena, ma, poi, mi sono reso conto di non permettermi un costo così altissimo. Ne ho acquistato solo 1 ml, utile a fare dei test, per profumare la cera d’api, ma non sono rimasto molto soddisfatto. Nel frattempo, ho messo a dimora circa 80 piante di rose nel mio piccolo giardino ed ho realizzato un alambicco fatto in casa e attraverso questo, sicuramente riuscirò ad ottenere un buon idrolato, utile a riuscire ad avere una prima modesta Acqua di Rose.

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