Io lavoro con i libri

4536

Ogni anno, in Italia, si spendono milioni di euro in libri. C’è chi li realizza, produce, distribuisce. Chi punta sulla carta e chi sul digitale. Chi legge e chi promuove la lettura. Fotografia del settore

Chiudono le librerie americane. A Los Angeles, ci sono 3.000 manicure, 1.000 autolavaggi e solo 20 librerie. Che hanno vita grama. Le piccole indipendenti subiscono la concorrenza di quelle grandi e la loro politica di prezzo aggressiva. Le grandi, proprietà di editori o di grossi gruppi, sono alle soglie del fallimento. Barnes & Noble and Borders, la libreria simbolo di New York, chiude. Tra le cause dei loro guai, la concorrenza del commercio elettronico e la crisi economica che fa contrarre gli acquisti: sul Web, i libri di carta costano meno. E si trovano in versione elettronica a prezzi ancor più bassi, in certi casi scaricabili addirittura gratis.

La forza degli ebook

Ogni 100 libri cartacei, Amazon vende 115 ebook. Il business nel 2010 ha superato il miliardo di dollari, negli Usa. E cresce: in tre anni gli ebook hanno conquistato il 10% del mercato editoriale. In Italia, siamo ancora all’1%. La crescita nel 2010 è stata di otto decimi di punto, grazie alla disponibilità di apparecchi per la lettura a prezzi più contenuti: un Kindle costa circa 100 euro. «Entro il 2015 il gap tra Europa e Usa sarà colmato» spiega Marco Ghezzi, uno dei fondatori di BookRepublic.it, lo store online dedicato agli ebook. «Si sta arricchendo il catalogo dei libri disponibili, grazie ai grandi editori. Mondadori pubblica in contemporanea le novità su carta e in digitale, con un catalogo che ha già migliaia di titoli. L’anno scorso, è nata Edigita (Editoria digitale italiana), da Feltrinelli-Messaggerie Italiane, che accoglie altre 40 sigle editoriali. Molto attivi anche gli indipendenti, come Minimum Fax, Iperborea, Il Saggiatore, che lavora anche sul fronte audiolibri. Oggi ci sono 10mila titoli a di­sposizione in formato elettronico, su un totale di 300mila libri, con 55mila novità l’anno. La Rete, inoltre, offre ai lettori la possibilità di self publishing: pubblicano senza editore e il Web diventa il mezzo per comunicare e promuoversi».

Il self publishing

Esemplare il caso di Amanda Hocking, 26 anni, americana. Aveva 17 romanzi nel cassetto sul tema dei vampiri e non trovava un editore. L’anno scorso ha fatto da sé, vendendo online nove titoli in ebook, a prezzi tra 99 centesimi e tre dollari. Ne ha guadagnati due milioni e una sua trilogia diventerà un film. Dagli Usa all’Italia. Giancarlo Gasponi era senza editori per il suo romanzo, Nati d’inverno. Si è pubblicato da sé, inventando le edizioni Indaco, e lanciato su Facebook. Raccoglie ogni giorno centinaia di lettori entusiasti. Cavalcare il Web è una strategia anche di Minimum Fax, 350 titoli a catalogo, 40 uscite l’anno, 4,2 milioni di euro di fatturato nel 2011. «Acqua in bocca di Lucarelli e Camilleri ha fatto crescere del 110% il nostro fatturato, in un anno non facile per l’editoria italiana» racconta Alessandro Grazioli, responsabile dell’ufficio stampa Minimum Fax. Carta o non carta? E soprattutto: libreria o no? In Italia, stiamo assistendo alla diffusione di grandi store di catena (Mondadori, Feltrinelli…), che offrono promozioni a prezzi stracciati: gadget, cartoleria, video, media, elettronica. E presentazioni con autori, spettacoli e altre forme di intrattenimento. Poi ci sono le piccole e medie librerie indipendenti, che non possono offrire la scontistica dei grandi gruppi, ma compensano con attività culturali, scelte di nicchia e la consulenza del libraio. Qualcuno, però, prepara una rivoluzione in libreria.

 Il libro on demand

Ci sono oggi in giro per il mondo 70 Espresso Book machine, di cui 4 in Europa, apparecchi in grado di stampare e rilegare in pochi minuti un libro scelto dal cliente in un catalogo che ha già 2,8 milioni di titoli. Una società torinese, la Promedia solution, che offre servizi di digitalizzazione di testi cartacei, collabora con la newyorkese On Demand Books, per inserire cataloghi di editori italiani nella memoria della macchina.

L’apparecchio costa circa 180mila euro, i libri sono poi venduti al prezzo di copertina, o stampati solo in parte, con un costo a pagina di circa 0,10 centesimi. Nel caso di libri nuovi, si aggiungono 50 euro di setup per la produzione. «L’apparecchio può rilanciare una libreria, anche se richiede un investimento importante. Il margine del prezzo del libro che va alla distribuzione, andrà al retail» spiega Carlo Emanule Bona, amministratore delegato di Promedia Solutions (www.promediasolutions.it). «Chi installa una Espresso Book machine, non rinuncia neppure a una possibilità di vendita, offrendo un numero infinito di titoli, compresi libri stranieri. E non deve aspettare giorni per il riapprovvigionamento. È anche uno strumento per chi si pubblica da sé: può stampare il suo file in pochi minuti, nel numero di copie che desidera. Cerchiamo imprenditori per installare apparecchi anche in Italia, soprattutto in librerie in grosse città».

Perplessità tra gli editori. Commenta Grazioli di Minimum Fax: «Noi abbiamo un catalogo vivo, libri sempre disponibili, autori con molti libri. Così preferiamo puntare su idee di marketing che promuovano le vendite. Per esempio i book party: feste di lancio per un libro, dove si paga l’ingresso di 10 euro e si riceve il libro, un buono per la consumazione e si partecipa a reading, animazione… L’idea funziona. In una sera, partecipano da 300 a 1.000 persone. Finora ne abbiamo fatti una cinquantina, non più di cinque-sei l’anno».

Concorso multimediale

C’è chi punta sul concorso multimediale: Isdn edizioni, a febbraio, per promuovere il romanzo Io sono febbraio di Shane Jones, ha invitato lettori, aspiranti scrittori, fumettisti, fotografi a inviare un racconto ispirato a un lungo inverno fuori dal normale. In premio c’erano libri, la pubblicazione online e un party. Anche Paolo Franchini, scrittore, ha scelto il concorso per aggregare 365 autori in una buona causa comune e fare un libro con almeno 365 possibilità di vendita: scrittori noti e meno noti hanno inviato racconti di 365 caratteri. Ne è nata l’antologia 365 storie cattive, stampata tramite ilmiolibro.it, portale per la stampa fai da te. Il libro costa 17,50 euro e gli incassi sono devoluti a un’associazione che combatte una sindrome rara. (www.365web.tk). Non solo il libro si vende online e si prenota presso le Feltrinelli, ma si è creato un animato gruppo su Facebook che organizza presentazioni in giro per l’Italia, che sono occasioni sociali e di vendita.

Nuove idee

Uno speed dating con i libri

Ognuno porta un libro, prende uno pseudonimo letterario e inizia una serie di incontri di pochi minuti con persone dell’altro sesso, in cui si scambiano opinioni. Benvenuti a The Book Date, lo speed dating per parlare di libri e trovare chi condivide i nostri interessi. L’idea è di Mario Sancineto, ingegnere, Marco Verdura, organizzatore di corsi di scrittura creativa, e Antonio Drammis, commercialista. «Ogni partecipante paga 20 euro, 15 se regala il libro che si è portato. E riceve un libro in regalo, l’aperitivo, i materiali per il dating» racconta Sancineto. «Finora abbiamo organizzato cinque eventi, per un massimo di 50 partecipanti. Le sedi possono essere locali o associazioni (come la scuola Holden di Torino). A nostro carico, c’è il costo dell’aperitivo e l’acquisto dei libri in omaggio (li compriamo a prezzi bassi, un euro l’uno, da editori che aderiscono al nostro progetto: Zandegù, Fandango, Mondadori…). Di fatto, per ogni serata si incassano 2.000-2.500 euro, con un guadagno netto di almeno 500 euro. È un business per cui cerchiamo partner in tutte le province. Chiediamo una fee di 1.500 euro per il nostro marchio, l’esclusiva di zona, l’uso del sito per segnalare gli eventi e raccogliere iscritti, un corso di due-tre giorni, infine una percentuale sugli incassi. Anche i locali possono essere nostri affiliati: loro avranno margini ancora più alti, dato che il loro costo-aperitivo scende a 70 centesimi». INFO: www.thebookdate.com, info@ thebookdate.com

Nuovi mestieri

L’allenatore del libro sarà un franchising

Insegna a leggere e a scegliere un libro. Il mestiere del book trainer è stato inventato da Gian Paolo Serino, critico letterario e fondatore di Satisfiction, rivista letteraria edita da Vasco Rossi, con Camilla Baresani, scrittrice. Con lei Serino ha avviato il Primo corso di lettura creativa. «Leggere è oggi il più bello degli sport estremi e dei piaceri legali. Abbiamo già organizzato due corsi, con 16 e 20 partecipanti. Tutte donne, finora. Quattro lezioni costano 500 euro e insegnano a diventare lettori consapevoli. Oggi bisogna capire qual è il libro che vale» afferma Serino. «Il marketing librario ci propone di tutto. È la dittatura delle fascette, secondo le quali ogni libro è un capolavoro. Per non dire delle recensioni. Il corso insegna a leggere, a cogliere il valore di un testo, la musicalità e il senso delle frasi». Il book trainer a pagamento sostituirà il bibliotecario o il librario professionale, con i suoi consigli? «Spero di no. Cerchiamo anche di rendere più accessibili i nostri corsi. Stiamo prendendo accordi con due catene librarie perché sponsorizzino le lezioni, riservando ai lettori quote minime. E stiamo creando un franchising: per ora ci spostiamo noi, ma ci accorderemo con coppie di scrittori e critici nelle maggiori città perché organizzino corsi con il nostro marchio».

INFO: www.thebooktrainer.it

La proposta per i librai

Librai assediati dai grandi store e dai costi di gestione e magazzino. Come sopravvivere mantenendo l’autonomia? Il gruppo Giunti-Messaggerie, che ha già 155 librerie dirette (Giunti al punto) e 8 store (Mel book store), ha eleborato una proposta in franchising per favorire la nascita di nuove librerie e il rilancio di quelle esistenti. L’insegna è Ubik, che ha già 24 punti vendita. «Non imponiamo minimi di assortimento e salvaguardiamo lo spirito del libraio. Ma gli diamo alcune regole per far tornare i conti» spiega Roberto Tattini, amministratore delegato di Ubik. «Ci dev’essere equilibrio tra la redditività di base e le esigenze personali, le peculiarità del negozio già esistente, le esigenze locali. Vendere libri è giudicato più nobile di altre forme di commercio, ma ci sono rigide leggi economiche che bisogna applicare. In primo luogo scegliere una posizione di passaggio. E offrire un luogo bello, dove il cliente riceva stimoli e consigli. In Italia c’è ancora spazio per crescere». Cosa offre Ubik? «Layout del punto vendita e criteri di esposizione del prodotto, consigli di gestione e di proposta al pubblico, un catalogo di 150mila titoli disponibili in 24-48 ore nel punto vendita (Fastlink, un magazzino che non pesa sull’affiliato). L’impianto libri è in conto estimatorio: il libraio paga solo il venduto». E che cosa chiede? «Un negozio di almeno 100 mq, una fee d’ingresso di 15mila euro più Iva e una fideiussione bancaria e all’allestimento secondo il capitolato Ubik».

INFO: www.ubiklibri.it e scrivi all’indirizzo email infofranchising@ubiklibri.it

L’intervista

Bastano 13 libri per diventare editore di successo

Marcos y Marcos è un editore milanese che ha festeggiato il suo primo milione di euro.

Come si vive bene facendo libri?

«Bisogna mantenere la coerenza e le aspettative di chi ci segue, con proposte di qualità. Pubblichiamo solo 13 titoli l’anno: pochi libri e ben seguiti. Devono essere opere ben scritte, forti nel messaggio e nella comunicazione. Per noi avere qualcosa da dire è un elemento di forza indiscutibile» spiega Claudia Tarola, coeditrice da 12 anni, al fianco di Marco Zapparoli.

Come scegliete chi pubblicare?

«Riceviamo anche 20 dattiloscritti al giorno, oltre alle proposte di agenti letterari ed editori stranieri. Solo quando qualcosa ci entusiasma, la facciamo. Siamo in otto in un laboratorio di sperimentazione dove tutti fanno tutto. Stiamo anche usando il canale YouTube: Paolo Nori valorizza i suoi libri con la lettura ad alta voce. Pubblichiamo i suoi video a puntate».

Che rapporto avete coi librai?

«Qualcuno si sta evolvendo. Sanno che la concorrenza degli ebook e delle vendite online aumenterà. Si specializzano nella consulenza, anche ai lettori forti. E trasformano le librerie in luoghi di aggregazione e scambio, circoli di lettura permanenti».

Consigli a chi si avvicina all’editoria, come scrittore o come operatore?

«Sforzatevi di capire cosa esiste e come funziona, solo così sarà possibile individuare uno spazio. Per chi vuole avvicinarsi al mestiere di editore o di libraio, è fondamentale prendersi il tempo di imparare. è un settore difficile, ma in crescita. Il successo dei festival letterari lo dimostra».

INFO: www.marcosymarcos.com

 

Silvia Messa, Millionaire 5/2011

Print Friendly, PDF & Email