Italia imprenditiva: da Treviso alla conquista dell’America

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Al Ces di Las Vegas, tra le più prestigiose fiere di elettronica al mondo, a farsi spazio tra i giganti del settore del Pianeta, c’è anche un gruppo di giovani e intraprendenti italiani.  I due trentenni, Matteo Fabbrini e Francesco Poloniato, hanno allestito lo stand, «il più colorato di tutti», per esporre il loro prodotto di punta: le simpatiche chiavette usb di loro ideazione che, dal 2008 a oggi, sono state distribuite in quasi 4 milioni di pezzi in Italia ed Europa.

Ma come hanno fatto due giovani a scalare il mercato italiano ed europeo, e oggi, a rivolgersi al vastissimo bacino dei consumatori americani?

La loro storia parte da Treviso quando nel 2008 fondano la Maikii srl, società che concentra il suo core business nella vendita di chiavette usb.  La svolta nel 2010 con la creazione del marchio Tribe, attraverso il quale  iniziano  a proporre chiavette a forma di animaletti. La buona accoglienza di quest’iniziativa li spinge ad acquisire le licenze di celebri marchi  (i Puffi,  Hello Kitty,  i Simpson, e l’ultimo arrivato Star Wars)  con i quali oggi provano ad affermarsi ancora di più sul mercato.

A raccontarci di più sulle ragioni del loro successo, uno dei protagonisti, Matteo, che ci svela i segreti della sua azienda.

Giovani italiani alla conquista dell’America.  Cosa vuol dire essere presenti a Las Vegas, tra le pochissime rappresentanze italiane?  

Las Vegas è la città delle mille opportunità e per noi è stata una straordinaria avventura andarci. Erano due anni che preparavamo la nostra partecipazione al Ces. Ricavarci un angolino in una delle fiere dell’elettronica più conosciute al mondo è per noi già un motivo di soddisfazione. Ci gratifica ancora di più essere riusciti a farci notare, puntando sui colori e la fantasia dello stand, malgrado il budget limitato da cui siamo partiti.

Un aneddoto divertente avvenuto all’evento?

A Las Vegas, nonostante fossimo una piccola realtà, molti hanno mostrato di apprezzare il nostro lavoro. Tra questi Parrot (leader mondiale nel settore delle periferiche senza fili, ndr) con cui ci siamo scambiati un prodotto a testa, a loro andranno le nostre chiavette, mentre a noi un bellissimo drone telecomandato che sarà l’oggetto cult dell’ufficio.

Come pensi di competere con i giganti del mercato americano?

La nostra fortuna è quella di fare un oggetto un po’ di nicchia. Certo la chiavetta usb è un prodotto di largo consumo, ma la particolarità dei nostri gadget ci permette di inserirci in un settore nel quale non abbiamo ad oggi grossi competitor a livello mondiale.

Quanto è importante individuare la propria nicchia di mercato?

Per una società giovane e piccola, creata da zero, come la nostra, è fondamentale individuare subito il segmento di mercato che si vuole colpire e il target di pubblico. La chiave è inserirsi in una nicchia in cui non ci sono concorrenti così spietati, come un grande player del mercato tecnologico che ti ammazzerebbe in due secondi se facessi un prodotto uguale al suo.

Dai un consiglio ai nostri lettori:  quali sono i passi da compiere per non fallire in un settore così competitivo come il vostro?

Sicuramente partire da un investimento iniziale ridotto. Trovare l’idea giusta. Per farlo si possono tentare anche più strade ma poi occorre sceglierne una. L’ideazione è tutto: in questa fase bisogna mettersi con la testa china e lavorare giorno e notte, pensando anche di rinunciare alle ferie. Ogni passo va fatto gradualmente. La situazione dell’economia in Italia e in parte in Europa, non permette di fare salti nel vuoto. Noi, ad esempio, abbiamo investito ogni anno quello che potevamo permetterci. Invece di prendere le licenze dei marchi per tutto il mondo, li abbiamo ottenuti prima per il mercato italiano e poi per quello europeo.

Questa la storia di due imprenditivi italiani che hanno dimostrato, ancora una volta, che si può provare a conquistare il mondo con un’idea semplice e una giusta dose di inventiva.

Cosa insegna la loro storia per te? Scrivici la tua opinione qui!

Giancarlo Donadio

 

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