Italiani? popolo di santi, poeti e giocatori

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Il mercato dei giochi va a gonfie vele.  Raccoglie 60 miliardi di euro l’anno. Debuttano videolotterie e poker cash. Il Web trascina il settore. Ma ci sono opportunità per intraprendere?

All’improvviso, si sono visti girare tanti soldi. Tra slot machine, scommesse e skill game, nei soli primi tre mesi di quest’anno, gli italiani si sono giocati 166 milioni di euro al giorno! E la cifra è destinata a crescere, anche in vista di un paio di novità che stanno per arrivare. Si chiamano videolottery e poker cash e promettono di far aumentare a di-smisura il volume delle giocate e il numero dei giocatori. Molti dei nostri lettori si chiederanno: c’è modo di entrare in questo business? Come si apre un sito di scommesse sportive e poker on line? Come fare affari con le novità in arrivo, tipo le videolottery o il poker cash?

Per dirla in due parole, il grosso della torta è in mano ai giganti del settore, quasi sempre delle multinazionali. Si sono aperti degli spazi soprattutto nel gioco on line, ma sempre in dipendenza di qualcuno dei grossi nomi.

Ma facciamo un passo indietro: tutto è iniziato a luglio 2006, quando un decreto del ministro delle Attività produttive di allora, Pier Luigi Bersani, legalizzò i cosiddetti skill game, giochi basati sull’abilità del giocatore e non sulla pura casualità. Il poker, per intenderci. Da quel momento, la normativa si è rinnovata più volte nella direzione della liberalizzazione: quello che era riservato ai Monopoli di Stato, veniva dato in concessione a privati; i quali, però, sarebbero stati controllati dallo Stato secondo regole rigidissime. Peraltro con costi proibitivi: chi si è aggiudicato la concessione per le videolottery, per esempio, ha dovuto pagare 15mila euro per ogni macchina, anticipando per nove anni. E per le 56mila macchine autorizzate, per adesso, i concessionari sono in tutto 10.

Cifre altrettanto alte si sono dovute sborsare per ottenere concessioni di scommesse, di lotterie istantanee (i cosiddetti Gratta e vinci), e di skill game (come per esempio, il poker).

Ma tra il concessionario e il giocatore, ci sono alcuni passaggi intermedi nei quali si possono inserire altri operatori. Le sale da gioco, per esempio, o i tabaccai, che vendono i Gratta e vinci e le ricariche per i giochi on line. Anche queste, a dire il vero, sono opportunità costose: per aprire una sala giochi, bisogna fare investimenti comunque di diverse decine di migliaia di euro, mentre per vendere i Gratta e vinci bisogna avere già una propria attività commerciale.

C’è poi l’attività di gestore, che nel settore dei giochi è il proprietario delle macchine da gioco. Quello, cioè, che le piazza in giro per negozi, bar e così via. Ma si tratta di un’attività ormai satura: praticamente, tutto il territorio è coperto e chi fa questo lavoro non ha alcuna voglia di lasciare spazio all’ultimo arrivato.

Un po’ più facile, anche se non si tratta di un investimento modesto, è aprire una sala giochi con vlt (vedi box a fianco). Molto più accessibile, ma con un giro d’affari in proporzione, l’attività di distributore delle ricariche da gioco. «Con 6mila euro, noi consegniamo a un nostro promotore 600 ricariche promozionali del valore di 10 euro ciascuna, che lui potrà consegnare a tabaccai, edicole e altri esercizi commerciali» spiega Luca Monti, responsabile commerciale del circuito The Jackpot Club. «Queste card servono a registrarsi sul nostro sito e iniziare a giocare con il credito indicato nella card. Il giocatore, poi, potrà ricaricare il suo conto acquistando altre carte di ricarica in un negozio come quello dove gli è stata data la prima, che verranno rifornite dal nostro di­stributore. Il quale avrà un margine del 50%».

Poker on line, il vero protagonista

Il vero terreno di conquista è diventato però Internet, perché la liberalizzazione ha coinvolto anche i giochi on line. Un mercato forte che si sta sviluppando a ritmo ancora più incalzante e dove si può anche entrare con investimenti più ridotti.

Per il 2010, ci si aspetta una raccolta di oltre sette miliardi di euro. Più del doppio del 2009, quando i siti di giochi on line hanno aperto ben 2,8 milioni di conti di gioco, se si considerano solo quelli che realmente sono stati movimentati almeno una volta. «La via più semplice per entrare nel business del gioco on line è quella di fare una skin, ossia un nuovo vestito a un sito di giochi on line già esistente» spiega Guido Marino, amministratore unico della Mag Consulenti associati (www.mag-ca.it), che fornisce consulenza alle società del settore giochi. «Si crea, così, un sito con il proprio marchio e si cerca di dare qualche servizio che lo distingua dagli altri; utilizzando, però, la stessa piattaforma del concessionario. L’utente gioca sul server e con il software del concessionario ma non se ne accorge nemmeno, perché l’interfaccia è quella di un altro sito. In questo caso, chi gestisce il sito, e quindi procura clienti al concessionario, può incamerare circa il 30-35% del margine generato dal giocatore». Ma cosa fa la differenza tra un servizio e l’altro se, poi, utilizzano entrambi lo stesso server di gioco? «Noi puntiamo molto sulla promozione» spiega Alex Pelucchi, che in queste settimane sta lanciando la sua Igi, Internet giochi Italia (www.igigroup.it). «Ci rivolgiamo proprio a piccoli imprenditori che non possono investire milioni di euro per fare pubblicità su giornali e in tv. Proponiamo di affiliarsi al nostro servizio investendo 25mila euro, più Iva, e noi realizziamo un sito di scommesse con il nome a dominio che hanno scelto e del quale sono proprietari. I giocatori che si registrano su quel sito rimangono loro clienti ma utilizzano i nostri software per giocare. Organizziamo però anche promozioni sul territorio: il nostro affiliato può a sua volta affiliare bar della sua zona o gestire chioschi nei centri commerciali di sua competenza. In pratica cerca giocatori che si registreranno sul suo sito e giocheranno, cosi come può proporre scambi di banner. Se quel banner porta dei nuovi giocatori, viene riconosciuto un compenso. Se non succede niente, non c’è alcun costo per nessuno».

Nuove star: le videolottery

Che cosa sono. Si chiamano videolottery, sono la novità dell’estate 2010. Più performanti delle NewSlot, sono un concentrato di giochi con cui vincere anche moltissimi soldi. Non saranno posizionate nei bar ma verranno adibiti luoghi ad hoc. Nelle vlt il software del gioco non è all’interno della macchina ma su un server, un computer al quale ogni macchina viene collegata telematicamente e che si trova nella sede del concessionario. Ed è da questo computer che si controllano non solo le singole partite ma anche le vincite.

Come si avvia una sala da gioco.

«Aprire una sala da gioco con vlt comporta un investimento di diverse centinaia di migliaia di euro perché la legge impone delle tecnologie molto affidabili e sistemi di sicurezza che hanno un costo elevato» spiega Paola Barengo della Romagna giochi, uno dei più grandi noleggiatori in Italia, che possiede 9mila macchine da gioco. A tutela del giocatore e del Fisco, che sul gioco incassa la sua parte. Inoltre, bisogna fornire garanzie finanziarie, visto che girano parecchi soldi e i giocatori devono poter riscuotere la loro vincita anche sul posto, Ma si può anche fare un investimento inferiore, se ci si affilia a un marchio che fornisce in comodato le attrezzature e, magari, anche l’arredo. L’investimento, allora, può essere contenuto anche entro 70mila euro».

Quanto rende. Il minimo che può rendere una vlt, nella peggiore delle ipotesi, è 50 euro al giorno. Ma per recuperare gli investimenti le macchine vanno installate solo dove è garantito un afflusso continuo, anche di 20 ore al giorno.

La voce contro. «Fino a un paio di mesi fa, sembrava priorità assoluta prevedere lo spazio per le vlt, mentre adesso tutti sono molto più cauti» dice Franco Marlia di BettingDream. «Per ora continuiamo a concentrarci sul poker e gli altri giochi on line e stiamo a vedere quel che succede con le videolottery. Se sarà il caso, poi, ci si adeguerà. Ma attualmente, il costo iniziale e le imposizioni su come devono essere organizzati i locali, suggeriscono molta prudenza».

Poker cash: rilanci fino a 1.000 euro

La seconda novità del settore, dopo le vlt, è il cosiddetto poker cash.

A differenza del poker “a torneo”, che è l’unica modalità di gioco consentita attualmente, questa ha dei limiti molto più alti per quel che riguarda le puntate e le conseguenti vincite. Giocando un torneo, si effettua la puntata all’inizio e, se eliminati, non si può rientrare in gioco. Il poker cash, invece, permette di rientrare in gioco anche se si viene eliminati dalla partita. Quindi, la posta in gioco può crescere di molto. E, naturalmente, anche il rischio di ogni giocatore. Con il poker cash è possibile giocare fino a 1.000 euro, mentre per la versione torneo è vietato superare 250 euro.

Nuovi mestieri: le sale giochi cercano nuovi professionisti

3.000 assunzioni in arrivo

«Fare il cassiere in una sala giochi con videolottery è quasi come stare a uno sportello bancario. Le sale giochi per vlt saranno qualcosa che somiglia al casinò. Sarà necessario offrire al giocatore servizi e comfort di altro livello: per ogni sala servono almeno tre professionisti» esordisce Giuseppe Strampelli, amministratore di Eurispea, società di formazione che sta organizzando i primi corsi di formazione per gestori e personale di sale vlt. «In queste sale si utilizzerà denaro contante, carte magnetiche, voucher e questo complica la contabilità. Bisogna poi saper gestire il comportamento di un giocatore che, quando sono in palio tanti soldi, può anche perdere il controllo».

› Tre nuove figure. Il Gaming hall assistant sarà specializzato nella gestione operativa delle sale. Il Gaming hall Crm assistant è l’esperto dell’analisi dei flussi dei clienti. Il Gaming hall manager si occuperà infine della gestione di più sale tra loro collegate.

› I corsi. Dureranno un paio di giorni e avranno un costo che si aggira intorno a 1.500 euro a persona, con sconti per aziende che iscrivono più dipendenti.

Il primo corso è diretto ai titolari di sale giochi ai quali viene spiegato come cambia, con le nuove macchine, il modo di giocare e di fare business.

INFO: www.eurispeaformazione.eu

Chiavi in mano

Optima Srl – The Jackpot Club Points propone l’apertura di sale da gioco in franchising e la distribuzione di ricariche da gioco, www.thejackpot.it

Telcomar Srl BettingDream realizza sale da gioco, www.bettingdream.com

giocomatica Srl – Jast Card propone distribuzione di ricariche per giocare on line, www.giocomatica.it

playmatch limited – Play Match propone l’apertura di siti per giocare on line, www.playmatch.eu

Giampiero Moncada, Millionaire 6/2010

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