KEY 2026, la nuova economia della transizione energetica

Tra sfide industriali e nuove opportunità, a Rimini imprese e istituzioni hanno discusso il futuro del settore. Dal ruolo dell’intelligenza artificiale nella gestione delle reti, alle comunità energetiche: uno scenario che coinvolge innovazione, informazione pubblica e partecipazione dei cittadini.

 

Un mercato globale da circa mille miliardi di dollari e prospettive di crescita che potrebbero portarlo a triplicare entro il 2035. In un momento in cui l’energia è al centro dei dibattiti internazionali a causa della guerra in Medio Oriente, è questo il quadro emerso dai dati presentati dalla International Energy Agency durante KEY The Energy Transition Expo, la manifestazione dedicata alla transizione energetica organizzata da Italian Exhibition Group.

L’evento si è svolto dal 4 al 6 marzo 2026 alla Fiera di Rimini, riunendo istituzioni, imprese e operatori del settore per discutere sicurezza energetica, innovazione tecnologica e competitività industriale. Alla quarta edizione della manifestazione hanno partecipato oltre mille brand espositori su 125 mila metri quadrati di superficie.

Nel corso dei tre giorni di lavori, l’evento ha ospitato il confronto tra enti e associazioni di settore, tra cui Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ENEA e Motus-E. Il programma ha affrontato i principali temi della trasformazione energetica, con particolare attenzione all’integrazione tra fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e nuove soluzioni tecnologiche.

Finanza e investimenti per la transizione

Uno dei punti centrali del dibattito ha riguardato il rapporto tra innovazione energetica e accesso ai capitali. Secondo le analisi presentate dalla International Energy Agency nel World Energy Outlook 2025, le tecnologie pulite (cioè le soluzioni innovative, processi e prodotti progettati per ridurre l’impatto ambientale, migliorare l’efficienza delle risorse e accelerare la decarbonizzazione) costituiscono oggi uno dei comparti economici in maggiore crescita a livello globale. Dal 2020 al 2025, infatti, il costo delle batterie è diminuito del 35%, quello del fotovoltaico del 65% e quello dell’eolico di oltre il 30%.

La riduzione dei costi ha contribuito alla diffusione delle tecnologie rinnovabili e allo sviluppo di nuovi modelli energetici basati sull’elettrificazione dei consumi e sull’integrazione tra produzione e accumulo. Secondo i relatori in fiera, tra cui rappresentanti di imprese e centri di ricerca, la transizione energetica richiede politiche coordinate a livello europeo e strumenti industriali in grado di sostenere la competitività delle filiere tecnologiche.

In questo contesto è stato dedicato spazio anche ai Power Purchase Agreement, contratti di lungo periodo per l’acquisto di energia rinnovabile utilizzati dalle aziende per stabilizzare i costi energetici. Durante l’evento si è discusso infatti della necessità di rendere più facilmente finanziabili i progetti legati alle rinnovabili. Tra gli strumenti citati figurano i green bond e altri strumenti di finanza sostenibile, insieme a modelli di investimento partecipativo che coinvolgono imprese e cittadini.

Intelligenza artificiale e nuovi consumi energetici

La trasformazione del sistema energetico passa anche attraverso le tecnologie digitali. Durante KEY 2026 è emerso il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella gestione delle reti e nella previsione della produzione da fonti rinnovabili.

Un altro tema affrontato riguarda l’impatto dei data center sulla domanda elettrica. In Italia le richieste di connessione alla rete associate a queste infrastrutture hanno raggiunto i 69 gigawatt. Se nel 2024 i data center rappresentavano meno del 2% del consumo elettrico nazionale, le stime dell’Energy Transition Outlook 2025-2026 di Wood Mackenzie indicano che entro il 2035 potrebbero arrivare a una quota compresa tra il 7,4% e il 12,7%. Nel corso della manifestazione è stato inoltre presentato il contributo della space economy nel settore energetico, con l’utilizzo di dati satellitari e sistemi di analisi avanzata per supportare la pianificazione e la manutenzione degli impianti.

Informazione e percezione delle rinnovabili

Ma qual è il rapporto tra informazione pubblica e percezione delle energie rinnovabili? Nel corso dell’evento “Good news, bad news, fake news: le rinnovabili tra narrativa e realtà”, organizzato da Italy for Climate, è emerso che una narrazione poco accurata può alimentare lo scetticismo nei confronti delle rinnovabili e favorire opposizioni territoriali alla realizzazione degli impianti.

Il dibattito tra esponenti dei media e del settore energetico ha evidenziato la necessità di rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni e mezzi di informazione per fornire ai cittadini e alle cittadine informazioni basate su dati e analisi tecniche.

A proposito di cittadinanza, anche il ruolo delle comunità energetiche rinnovabili nel sistema energetico nazionale è stato al centro del dibattito in fiera. Questo modello consente alle persone di partecipare direttamente alla produzione e alla condivisione dell’energia rinnovabile, introducendo un elemento di coinvolgimento economico e sociale nella gestione dei consumi energetici. L’evoluzione normativa ha inoltre ampliato l’accesso agli incentivi, che ora includono anche i Comuni fino a 50 mila abitanti.

Startup e occupazione

Accanto ai grandi operatori industriali, la manifestazione ha dedicato spazio anche all’innovazione imprenditoriale. Nell’Innovation District hanno partecipato 32 startup e piccole e medie imprese attive nel settore delle tecnologie pulite. Parallelamente, l’iniziativa Green Jobs & Skills ha affrontato il tema delle competenze richieste dal settore, evidenziando come la domanda di profili tecnici specializzati superi attualmente l’offerta disponibile.

A proposito di profili tecnici, un’indagine realizzata da Italia Solare insieme alla manifestazione KEY su circa 600 aziende del settore evidenzia che le donne rappresentano il 35% degli occupati, ma la presenza femminile nelle aree tecniche resta limitata. Solo il 28% lavora in ruoli tecnici mentre il 72% delle lavoratrici è impiegato in funzioni amministrative o gestionali. La ricerca segnala inoltre che il 67% delle aziende ha almeno una donna in posizioni di vertice, mentre solo una su dieci dichiara di avere una donna nel ruolo di amministratrice delegata o direttrice generale.

L’edizione 2026 della manifestazione ha confermato, quindi, quanto la transizione energetica non rappresenti soltanto una sfida ambientale, ma anche un elemento centrale per la competitività economica e industriale nei prossimi anni.

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