Kroo entra nell’Olimpo delle banche inglesi con licenza completa

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Andrea De Gottardo
Andrea De Gottardo Chief Executive Kroo.

La digital bank con un impatto positivo sui clienti e sull’ambiente

 

È una delle 5 banche nel Regno Unito ad aver ricevuto la full banking licence negli ultimi 100 anni. Stiamo parlando di Kroo, la banca digitale con sede a Londra che si è assicurata 26 milioni di sterline nel suo round di finanziamento di Serie B. Fondata nel 2016 da Nazim Valimahomed e Tim Brown, Kroo, precedentemente B-Social, ha lanciato la sua carta prepagata nel 2019 per garantire una “esperienza completamente mobile” e ora i suoi 23.000 clienti potranno migrare gratuitamente sul nuovo conto corrente. Con la licenza completa, la banca si unisce così a Monzo, Starling Bank e Atom Bank per offrire ai propri clienti conti correnti personali, protetti dal regime di compensazione dei servizi finanziari per un massimo di 85.000 sterline, nonché fornire scoperti, prestiti e prodotti di risparmio. La startup finora ha raccolto oltre 56 milioni di sterline di finanziamenti dal lancio. La notizia è veramente unica, considerato che gruppi finanziari digitali molto più grandi, tra cui Klarna, Revolut e Wise, non hanno ancora ottenuto una licenza bancaria completa nel Regno Unito. Siamo andati a intervistare Andrea De Gottardo, amministratore delegato di Kroo.

 

kroo

Che cosa vuol dire per Kroo aver ricevuto la full banking licence?

«Arrivare a prendere la full banking licence in Inghilterra è incredibilmente difficile ed è qualcosa di molto raro. In Inghilterra sono state date 5 full banking licence. Questo fa capire la difficoltà nell’ottenere un risultato del genere. Kroo è stata fondata da Nazim e Tim, i due cofounder. Fortunatamente loro non arrivavano dal mondo bancario, altrimenti non sarebbero stati così pazzi dal voler dare vita a una banca online. Ci vuole sempre un po’ di spensieratezza iniziale per dire: “Dai che ce la facciamo in 2 anni”. Poi, alla fine, sono diventati 4».

Cosa vi rende diversi?

«La nostra vision è di creare una banca digitale diversa da tutte le altre. A parte le caratteristiche di base come l’ottima customer experience, i tipi di prodotti e le funzionalità, abbiamo 3 elementi principali che ci contraddistinguono.

1. Vogliamo connettere le persone, soprattutto nel nostro target group dai 18 ai 35 anni, da un punto di vista finanziario. Tante volte i ragazzi si ritrovano a dividere le spese, dalla vacanza al ristorante.

2. Miglior feeling con la banca: vogliamo che i clienti sentano che Kroo è dalla loro parte. Per esempio li avviseremo quando avranno scadenze da pagare, in modo che non maturino interessi.

3. Fare qualcosa di buono per la società. Abbiamo piantato 140mila alberi nell’Essex con One Tree plant. Ogni volta che un cliente Kroo invita uno dei suoi amici e quell’amico apre un account, piantiamo 20 alberi per suo conto. La nostra missione è di piantare 1 milione di alberi, un’intera foresta fatta da Kroo e che i nostri clienti possano fare carbon offset di tutte le proprie azioni».

Come mai il Regno Unito e non l’Italia?

«Mi piacerebbe poter fare queste cose anche in Italia e puntiamo a espanderci in Europa. Ma ci sono ancora enormi differenze tra il sistema bancario inglese rispetto a quello italiano. Ci sono ancora banche che fanno pagare 1 euro per un bonifico, che invece è gratuito nel Regno Unito. Quindi il primo problema è l’infrastruttura, che è più vecchia e non è all’avanguardia. Purtroppo l’Italia non è ancora pronta. Nel Regno Unito l’infrastruttura è più avanzata, c’è una mentalità più aperta dal punto di vista del consumatore e ci sono anche maggiori risorse, in merito agli investimenti e alle risorse finanziarie, ma anche relativamente alle partnership. Non c’è un tessuto economico e politico che favorisca l’innovazione, che un ragazzo di 25 anni dica: “Adesso creo una Srl”. In Italia ci vuole tempo e paghi tantissimo. Siamo fermi sulle tradizioni».

Cosa pensi del Buy Now Pay Later?

«Per me non c’è nessun prodotto finanziario che sia brutto di per sé. Purtroppo quello che si è visto è che la maggior parte, non tutti, di coloro che li implementano, li commerciano in maniera sbagliata. Il BNPL è un’ottima idea se viene venduta in maniera giusta a clienti che sanno cosa stanno facendo e ne hanno bisogno. Purtroppo è molto redditizio, quindi ci sono molte società che l’hanno portata ai limiti, ossia spingi i consumatori a comprare prodotti che non si possono permettere perché tanto hanno il BNPL. Ora il Financial Conduct Authority vuole regolamentarlo per far sì che ci sia il good customer outcome, la sicurezza di scelta da parte del cliente. Al momento quindi i BNPL non sono in linea con la nostra vision».

E per le criptovalute?

«Può essere interessante, ma per ora non c’è una possibilità concreta per una banca inglese di fare business in criptovalute. La Bank of England non è ancora attrezzata per regolamentare questo tipo di attività. Si stanno muovendo, ma ci vorrà ancora tempo. Poi Kroo vuole avere un impatto positivo nel mondo, con un grande piano riguardo la sostenibilità. Ci sono molti studi sull’impatto negativo delle criptovalute, quindi va contro i nostri principi di ridurre le emissioni. Al momento quindi per noi è no».

 

Prossimi step?

«Stiamo crescendo. Adesso siamo circa 140 nel team e nell’ultimo mese abbiamo assunto 30 persone. Cerchiamo principalmente developer e technology. Abbiamo anche un gruppo di lavoro per la sustainability. Il 24 giugno abbiamo avuto la licenza, poi abbiamo dato la possibilità ai nostri vecchi clienti di fare una migrazione da carta prepagata a conto corrente in modo gratuito. Ora c’è una waiting list per i nuovi clienti. I prossimi step saranno quindi il personal current account e l’overdraft. Per l’inizio del 2023 aggiungeremo il saving account».

Articolo pubblicato su Millionaire di settembre 2022

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