L’abbronzatura? Si spruzza

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Tintarella senza sole e senza lampade. Lo spray che in 15 secondi regala un colorito naturale è il trend del momento. Nascono locali ad hoc. E una nuova opportunità di business

Il sole, se preso in eccesso, invecchia la pelle e causa danni e malattie. Sotto accusa anche le lampade solari, bandite o strettamente regolamentate in molti Paesi avanzati. Anche in Italia, a maggio di quest’anno, è entrato in vigore un decreto che ne vieta l’uso a minorenni, donne incinte e soggetti con particolari patologie. È la fine dell’abbronzatura? No. Arriva dagli Usa la tintarella sotto forma di spray che viene vaporizzato tramite speciali pistole su viso e corpo. Risultato naturale, molti consensi. E la nuova moda diventa un’idea di business.

Il primo spray abbronzante risale al 1998. Ma è del 2003 il primo kit mobile, creato negli Usa da Jimmy Coco (www.jimmycoco.com). Già da allora, per 350 dollari, Coco andava a casa dei suoi clienti (tra cui le celeb Victoria Beckham, Eva Longoria e Heidi Klum) e assicurava un servizio full-body. Oggi è un guru dell’abbronzatura “fake” (falsa) in California.

In America la grande popolarità è arrivata grazie al reality show Sunset Tan (www.sunsettan.com), ambientato proprio in un centro di abbronzatura spray. Da allora è cresciuto senza soste, arrivando a superare negli Usa il business dell’abbronzatura con le macchine. Oltreoceano il mercato delle creme protettive e degli abbronzanti senza sole ha raddoppiato il fatturato dal 2005, raggiungendo nell’ottobre 2010 quota 701 milioni di dollari (Fonte: società di ricerca Mintel, www.mintel.com). E il business dell’abbronzatura spray cresce a ritmi incessanti. Jimmy Coco ha dichiarato: «Quest’anno, ho più richieste da nuovi clienti di quante ne possa gestire». Boom dell’abbronzatura spray anche in Australia, Gran Bretagna e Germania (storicamente patria delle macchine abbronzanti).

Il settore in Italia: il mercato si divide tra solarium e spray

«La realtà italiana dei centri benessere conta 30mila imprese, 70mila addetti e 21 miliardi di euro di fatturato. In quattro anni il settore è cresciuto del 24% e ha fatto fronte alla recente crisi» spiega Marco Poggi, presidente provinciale di Aiceb a Ferrara (Associazione italiana centri benessere, www.aiceb.it).

«Estetica e benessere rappresentano, in questo momento, un settore “sano”. Lo confermano i dati Unipro, che attestano una ripresa del +1,6% delle vendite nei centri estetici. Inoltre, per il primo semestre 2011, il mercato segna un’ulteriore previsione di crescita, +1,5%» fa eco Aureliana De Sanctis, amministratore delegato di SoGeCos, ente organizzatore di Cosmoprof. Questi dati riguardano l’aggregato di centri estetici, benessere e palestre.

E i solarium? «Come centri a se stanti sono un po’ in crisi. Cresce invece la tendenza a creare centri estetici e di benessere che integrino i trattamenti abbronzanti con altri servizi estetici e di benessere. Grande attenzione sull’abbronzatura spray, comparto molto promettente» prosegue Poggi. E chi ci ha provato da pioniere conferma. «Noi siamo nati nel 1999 e ci siamo specializzati in macchine abbronzanti. Nel 2003, in seguito alla collaborazione con un’azienda americana, siamo entrati nel business dell’abbronzatura spray. Così abbiamo fondato la divisione That’so (www.thatso.it)» spiega Elisabetta Zuliani, responsabile marketing della Quadra Medical. «Quando abbiamo proposto il servizio nel 2003, da pionieri, abbiamo incontrato diffidenza e titubanza. Ora abbiamo una gamma completa di macchine e prodotti e riforniamo i principali operatori. Attualmente, dal nostro osservatorio, noi vediamo un mercato spaccato a metà con le macchine abbronzanti».

Per chi vuole intraprendere

La prima decisione da prendere è se ci si vuole concentrare sull’abbronzatura spray o la si vuole integrare con quella delle macchine. E se si intende offrire anche altri servizi. Nel primo caso, si può avere un grande riscontro economico per la novità, ma il rischio è maggiore (e l’investimento promozionale superiore). Nel secondo si va più sul sicuro: si parte da servizi noti e si implementano con lo spray (ma le macchine abbronzanti Uv sono comunque costose).

Lo spazio necessario minimo è di 40-50 mq. Nel caso di un centro dedicato, l’investimento parte da 40mila euro e comprende le macchine (due-tre), i lavori di ristrutturazione e l’arredamento. «Il trolley che si sposta facilmente, adatto per viso e decolleté, costa 2mila-3mila euro. La cabina automatica Autospray, che abbronza in sei secondi, è intorno a 18mila-20mila euro» spiega Elisabetta Zuliani di That’so.

Per selezionare i fornitori di macchine e prodotti, il punto di riferimento fondamentale è il Cosmoprof, la fiera di del settore, che si terrà a Bologna tra 9 e 12 marzo 2012 (www.cosmoprof.com).

Il giro d’affari e la proposta di legge

«I nostri centri più avviati fanno registrare anche 30 applicazioni automatiche al giorno (al prezzo di 15-20 euro), più tutte le applicazioni manuali e le 15-20 vendite giornaliere di prodotti (prezzi intorno a 30 euro)» precisa Zuliani.

L’investimento principale, però, è di tipo professionale e formativo. Attualmente, nello staff di un centro è necessario che ci sia almeno una persona con la qualifica di estetista (durata del corso triennale). Ma non basta.

«È in attesa di approvazione una proposta di legge, presentata da 48 parlamentari, per regolamentare il settore. Quattro figure professionali e non una sola, per gestire al meglio le problematiche specifiche. Il centro abbronzante avrebbe una figura ad hoc esperta circa il funzionamento delle macchine, in grado di riconoscere i fototipi (tipi di pelle in relazione alla quantità e qualità di melanina e alla reazione al sole, ndr), illustrare e consigliare i trattamenti più idonei» spiega Marco Poggi.

E attenzione alle apparecchiature: devono essere a norma e avere requisiti precisi. Con la pelle (specie quella degli altri) non si scherza. Altra manifestazione consigliata è Esthetiworld, il congresso dedicato all’estetica applicata alla dermatologia. «Approfondirà le tematiche della professione dell’estetista con una visione ampia e internazionale, proponendo tematiche scientifiche importanti, con l’obiettivo di promuovere la professionalità. Si terrà a Milano dal 22 al 24 ottobre 2011, al Superstudio Più di via Tortona 27» conclude Aureliana De Sanctis.

Tutta la verità su che cosa viene spruzzato

› Il principio base è il Dha (diidrossiacetone), un estratto naturale della canna da zucchero che, reagendo con gli aminoacidi dello strato corneo della pelle (cellule morte), provoca una colorazione. L’effetto è un po’ quello della mela tagliata esposta all’aria: si ossida e si colora. Lo spray può contenere anche sostanze idratanti (spesso aloe vera e burro di karité), coloranti e profumi.

› Differenze con gli autoabbronzanti.

La nebulizzazione, che dà maggior omogeneità e naturalezza e l’assenza (o scarsa presenza) dell’eritrulosio, alla base di molti autoabbronzanti. L’eritrulosio ha un odore sgradevole ed è instabile, perciò fa penetrare il prodotto sul corpo in maniera disomogenea.

› Effetti collaterali e rischi?

Il Dha è stato sdoganato dalla Food and Drug Administration già nel 1973. Lo spray però ha molti altri componenti, dagli idratanti alle profumazioni, che variano a seconda dei produttori. Chi è soggetto ad allergie dovrebbe fare un test e preferire una formula più ipoallergenica.

› Vantaggi rispetto al sole e alle lampade?

Non stimolando la melanina, non invecchia né può far ammalare la pelle. È più rapido e piacevole di una seduta di lampada UV (non fa sudare).

Storia a Milano

Lo spray fa boom e diventa un franchising

Alex Goria (33 anni) e Carlotta Niccolo (30), milanesi, sono una coppia dinamica. Lui lavora come commerciale, in ambiti diversi; lei nella moda. Tre anni fa vanno in America e scoprono l’abbronzatura spray. Tempo dopo, vedono in tv il reality Sunset Tan e in loro si fa strada l’idea di farne un business. Racconta lui: «Il settore ci sembrava promettente anche per l’Italia e abbiamo cominciato a raccogliere informazioni sulle macchine e i prodotti. Abbiamo cercato su Internet, viaggiato per il mondo, siamo stati anche alla fiera di settore London Beauty (www.professionalbeauty.co.uk, prossima edizione a marzo 2012). Per poi scoprire un produttore: la That’so di Bassano Del Grappa». Alex e Carlotta mollano i lavori precedenti, si mettono in società e cercano il locale adatto. Lo trovano a Milano nella centrale via della Moscova: 80 mq, che allestiscono con tre cabine (due per erogazione automatica dello spray, una per quella manuale), cabina per make up professionale, consolle del dj e banco bar. «L’investimento per partire è stato intorno a 130mila euro, fra lavori di ristrutturazione e macchinari» spiega Alex. B-Tan ha aperto nel settembre 2010. Il giorno dell’inaugurazione c’erano 600 persone.

«Nei primi mesi abbiamo in database oltre 1.100 clienti» prosegue Alex. I due si sono divisi i ruoli: lei ricopre quello più commerciale, lui gestisce il centro. «Prestiamo il servizio anche “a domicilio” presso i grandi alberghi. Andiamo sui set dei servizi fotografici per le modelle. E poi abbiamo degli accordi con wedding planner». Gli affari vanno bene e si decide di puntare al franchising. «Possono offrire questo servizio i centri estetici, i parrucchieri e i solarium tradizionali. I centri di Liguria, Piemonte e buona parte della Lombardia possono rivolgersi a noi, perché abbiamo il mandato per distribuire prodotti e macchinari di That’so. Ma per chi intende aprire un centro specializzato come il nostro, è disponibile un’affiliazione in franchising. Per una superficie di 45-50 mq ci sono due formule. La prima prevede l’apertura del centro “chiavi in mano» spiega Goria. Per ristrutturazione, arredamento, macchinari e fee d’ingresso l’investimento è di 60mila-70mila euro. Ogni bimestre è previsto un contributo di 200 euro per corsi e aggiornamenti. Altrimenti, c’è la possibilità di un investimento più modulare. La fee ammonta a 5mila euro, l’arredamento a 5mila-6mila» conclude Goria. INFO: www.btan.it

Storia a Roma

Così un parrucchiere raddoppia il business

Franco Di Trani ha un negozio di parrucchiere e centro estetico, in zona Ardeatina. Ed è uno dei più importanti riferimenti dell’abbronzatura spray a Roma. «Ho clienti che vengono anche da lontano: dicono che hanno sentito parlare di me o che mi hanno trovato su Internet». La sua è una scelta “soft”. «Niente cabina automatica: è troppo costosa e lunga da ammortizzare. Tre anni fa, ho comprato un piccolo macchinario portatile, collegato a una pistola simile a quella del carrozziere. Ce ne sono da tutti i prezzi, a partire da 200 euro. Poi si comprano le taniche di liquido da spruzzare. Oggi è un business collaterale, che va molto bene. Alle clienti abituali propongo una spruzzatina settimanale, per evitare di usare il fondotinta. E poi ho clientela in più: giovani cubiste che devono essere sempre abbronzate».  I suoi trattamenti costano 5 euro (il viso) e 20 (il corpo). «Limitando l’investimento, è un’operazione conveniente» conclude Di Trani. INFO: www.bellisssima.it

Lucia Ingrosso, Millionaire 9/2011

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