L’azienda in forma

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Palestra in azienda. E’ l’ultima moda in fatto di benefit. Vantaggi? Dipendenti più produttivi. E per l’impresa, tutto da guadagnare. Istruzioni per allestire con pochi soldi uno spazio fitness in ufficio

E’ l’ultimo trend in fatto di benefit aziendali. Poter frequentare la palestra dell’ufficio rappresenta per i dipendenti un vantaggio paragonabile all’orario elastico, la mensa salutista e a quella che, secondo gli addetti ai lavori, è un must: un’illuminazione gradevole. Una tendenza che fa buon gioco anche alle imprese: la zona benessere riduce l’assenteismo dovuto a malattie, migliora l’immagine aziendale e, a conti fatti, permette di risparmiare 1.500 euro a dipendente per spese mediche (Fonte: Adn Kronos). Ma c’è di più: secondo uno studio finanziato da Microsoft, chi frequenta la palestra aziendale ha un rendimento maggiore sul lavoro. Migliora la creatività (+ 37%), si alza la produttività (+28%). Diminuisce il numero degli errori e il morale è alle stelle. Non a caso, negli Stati Uniti più dell’80% delle imprese con almeno 50 dipendenti ha attrezzato una zona con attrezzi e tapis roulant. «Una filosofia che si sta diffondendo in tutta Europa, dove abbiamo già realizzato circa 600 palestre per società come American Express, Rolls Royce e Adidas» afferma Franco Cicognani, responsabile comunicazione di Technogym (www.technogym.it), società produttrice di apparecchi per il fitness. «Ma anche in Italia si moltiplicano le richieste: basta pensare alle strutture allestite all’interno di aziende come Vodafone, Nike, Philips, Binda e Ferrari».

Ma quanto costa allestire una palestra in ufficio? «Dipende dalle dimensioni. Si può partire con 25 metri quadri, in cui collocare una macchina e un materassino per gli esercizi a corpo libero» risponde Massimo Meldoli, responsabile del servizio personal training delle palestre DownTown di Milano (www.downtownpalestre.it). Per sfruttare al meglio lo spazio, si sceglierà un’apparecchiatura polifunzionale, adatta cioè ad allenare tutto il corpo. Costo: tra i due e i cinquemila euro. Per risparmiare, è consigliabile fare una ricerca in Internet, dove i siti specializzati spesso propongono prezzi più economici di quelli dei centri commerciali.

In generale, sono da preferire macchinari solidi, con una buona capacità di carico e una discreta qualità dei componenti (carrucole, scorrimento cavi…). La presenza di un computerino che visualizza sforzi e frequenze, per quanto importante, aumenta sensibilmente i costi. E oltre agli attrezzi, che cosa serve? «In mancanza di finestre, è bene installare un impianto di condizionamento, mentre la pavimentazione non necessita superfici particolari. Gli specchi non sono fondamentali. Irrinunciabili, invece, docce e spogliatoi» prosegue Meldoli. Tutto compreso, l’investimento iniziale parte dai diecimila euro, per una palestra accessibile da due persone e un istruttore. L’ingresso? Gratis e consentito naturalmente in pausa pranzo e alla fine della giornata di lavoro.

Fino a qui la teoria, ma nella pratica le aziende che già offrono gratuitamente ai dipendenti lo spazio fitness impiegano aree più ampie. Un caso su tutti: BasicNet, società produttrice di abbigliamento sportivo, dispone di una superficie di 75 mq, attrezzata con dieci macchine e registra numerosi accessi, al punto di richiedere la prenotazione dell’ingresso. «Disponiamo di un personal trainer per sei ore al giorno. I miei dipendenti possono allenarsi dalle 7 alle 9 di mattina, in pausa pranzo e dopo le 18» afferma il fondatore Marco Boglione. «La nostra palestra è parte di un programma di facilitazioni che includono anche il baby parking e la sala relax. Persone che lavorano su piani diversi e non si sono mai viste hanno l’opportunità di incontrarsi in un ambiente informale. E il clima generale ne risente in positivo».

Due le tipologie di allenamento adatte per rimettere in forma chi fa un lavoro sedentario: quello cardiovascolare (che prevede l’uso di cyclette e tapis roulant) e quello isotonico, che cura il potenziamento dei muscoli pettorali, dorsali e delle gambe con macchinari come la panca addominali e il chest press. «Utili anche gli esercizi specifici per una migliore postura del corpo, concentrati sui muscoli lombari, dorsali e i trapezi» suggerisce Meldoli. Ideale una programmazione di almeno tre volte la settimana, protratta per circa 30 minuti, meglio ancora se svolta con l’aiuto di un personal trainer: si riducono i rischi di contratture muscolari, di esercitazioni troppo leggere o troppo pesanti, oppure di noia per un allenamento sempre uguale. Un personal trainer può costare all’azienda 60-70 euro l’ora.

In soldoni, per un dipendente, la palestra aziendale rappresenta un duplice risparmio: sia di denaro (un abbonamento presso una struttura privata costa circa un centinaio di euro al mese), sia di tempo (gli spostamenti casa-ufficio-palestra necessitano ore preziose). Prima di avviare uno spazio fitness, è bene valutare quanto lontano vivano i dipendenti: se abitano molto distanti dal lavoro, l’iniziativa può non essere bene accolta. Come accade a Radio & Reti, concessionaria milanese di pubblicità radiofonica. La sua palestra di 80 mq con 15 macchine è frequentata solo da dieci persone su 80. «Probabilmente, perché i nostri collaboratori abitano fuori Milano e preferiscono tornare a casa prima» spiega l’amministratore Wally Perissinotto.

E se, a giudicare dagli addominali dei dipendenti, viene il sospetto che i lavoratori si concentrino troppo sugli allenamenti, sappiate che lo sviluppo dei muscoli dell’addome dipende anche da un fattore genetico. L’ha dimostrato il John Hopkins Weight Management Center di Baltimora, Usa: chi ha un torace “scolpito” può averlo ereditato da mamma e papà. Senza rubare energie al lavoro.

Perché fa bene farlo?

Dal punto di vista psicologico, fare sport significa ridurre lo stress. Ma il movimento fisico regolare migliora anche la memoria e la capacità decisionale, diminuisce la depressione, facilita il sonno. Lo sport inoltre consente di ridurre il rischio di obesità e di malattie cardiache, patologie sempre più diffuse nel mondo occidentale, ed è molto efficace contro il diabete. Gli addetti ai lavori sottolineano anche un rapporto favorevole tra sport e una minore insorgenza di tumore.

Lo sapevate che…

33%  di chi lavora in ufficio soffre di mal di schiena

28% accusa problemi di stress

23% soffre di dolori alla cervicale

23% denuncia stanchezza  (Fonte: Osservatorio dell’Unione Europea)

Parlamentari in beauty farm

Anche la politica è attenta al fitness. Da fine aprile scorso, è stata inaugurata una beauty farm riservata a parlamentari e dipendenti di Montecitorio. Un progetto in grande: due piani attrezzati con piscina, bagno turco, idromassaggio e in cui lavorano massaggiatori professionisti, abili nei trattamenti snellenti e in quelli antietà. Aperta nel complesso dell’Acqua Acetosa, la struttura prevede un abbonamento annuale di circa 600 euro ed è gestita dall’Aiceb, l’Associazione italiana centri benessere, che ha predisposto tutto per garantire la privacy dei clienti. C’è chi dice che per ora l’iniziativa è disertata dai parlamentari, troppo oberati di impegni per concedersi una pausa benessere. Sarà vero?

 

Maria Spezia Millionaire 07-08/2004

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