Le donne che contano fanno rete

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C’è una buona e una cattiva notizia per le donne che vogliono fare impresa.

Partiamo dalla cattiva. In Italia c’è ancora tanto da fare per favorire la leadership femminile nel mondo del business.  Al di là dei dati statistici provate a pensare a quante donne di vostra conoscenza sono al vertice di un’azienda. Una, due, forse. Ma è più probabile che molti di voi rispondano “nessuna”.

E quella buona. Le donne con aspirazioni imprenditoriali non sono sole.

Organizzazioni sia a livello locale che europeo si occupano di favorire il loro ingresso nei vertici del mondo del lavoro.

Non Profit diverse come leggeremo in quest’articolo ma che partono da una premessa comune:

“Le donne che vogliono contare fanno rete.”

Proprio in questi giorni è attiva, ad esempio, l’organizzazione Win, acronimo che sta per Women’s International Networking.

Il loro evento annuale quest’anno si terrà a Roma fino al 6 ottobre all’Erfig, con la presenza di un migliaio tra manager e dirigenti in gonnella, provenienti da oltre 90 paesi nel mondo.

Win è un’organizzazione indipendente che nasce dall’idea di Kristin Engvig, una ex studentessa della Bocconi che nel 1997 ha scelto di creare una rete per permettere alle donne di fare network a livello globale, guadagnare competenze e, soprattutto, un aiuto per realizzare la loro impresa.

Dalle 150 invitate per il primo evento oggi Win può contare sulla partecipazione di circa mille persone, con una discreta presenza maschile (il 5%) del totale.

L’incontro, nelle parole dell’ideatrice, Kristin Engviv:

“è pensato da una parte come un momento per le aziende in cui scambiarsi le buone pratiche, dai nidi aziendali alle quote di genere fino ai corsi contro gli stereotipi per i dipendenti”.

E come momento di formazione:

“Fino ad oggi per troppe donne fare carriera vuol dire adattarsi al modello maschile. E per questo che c’è bisogno per noi donne, innanzitutto, di ritrovare noi stesse e il nostro modo di stare in azienda, di creare i nostri spazi aumentando l’autostima”.
Qui il link per essere informati sulle loro iniziative

Anche le manager nostrane hanno capito che fare network è la strada per raggiungere il successo.  In crescita nel nostro Paese Valore D, un’organizzazione guidata da Alessandra Perrazzelli, Ceo di Intesa Sanpaolo. Come si legge dal sito, il loro movimento ha tre obiettivi:

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  • Supportare le aziende nello sviluppo di percorsi di crescita per i loro talenti femminili;
  • Sostenere le donne nel loro percorso verso il vertice aziendale,
  • Creare consenso intorno ad un comune obiettivo, al fine di elevare la discussione pubblica sul tema e promuovere il cambiamento.
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Qui link per essere informati sulle loro iniziative e sulle modalità di partecipazione.

Se da una parte queste organizzazioni si occupano della formazione di donne leader, altri sono gli enti che si pongono l’obiettivo di lavorare a livello istituzionale, facendo pressione su quei leader politici che occupano la stanza dei bottoni a Bruxelles.

Tra queste la potente European Women’s Lobby, la più ragguardevole federazione di associazioni femminili finanziata dall’Unione Europea. Una lobby creata nel 1990 per difendere gli interessi delle donne e per promuovere in Europa le pari opportunità all’interno delle sfere della vita pubblica e privata.

E infine la Professional Pofessional Women International, un network dedicato alle imprenditrici. Un’organizzazione no profit, per favorire i contatti professionali e culturali tra donne di diversa nazionalità e cultura.

E voi avete mai fatto rete con altre donne per creare un progetto, per realizzare una  startup? Raccontateci qui la vostra esperienza!

Giancarlo Donadio

 

 

 

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