«Le sneaker? Le realizzo in pellemela»

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gianni dalla mora sneaker
Gianni Dalla Mora - Womsh

Tutte le sue scarpe sono prodotte in Italia, in Puglia, in uno stabilimento alimentato al 100% con energia da fonti rinnovabili. Una volta utilizzate, possono essere riportate in negozio e le suole saranno riutilizzate per fare parchi giochi e piste di atletica, grazie a una partnership con Esosport, società che raccoglie in tutta Italia suole di scarpe usate a questo scopo. Aderisce al progetto Impatto zero di Lifegate: la produzione di CO2 generata dalla sua azienda è compensata con un investimento in piantumazione di nuovi alberi. Gianni Dalla Mora, 57 anni, è il Ceo di Womsh. Era agente di calzature quando nel 2013 ha deciso creare un marchio suo, ma nel rispetto dei valori nei quali aveva sempre creduto, cercando di impattare il meno possibile sul Pianeta. La sua linea vegana di sneaker, realizzate in Pellemela per la collezione Estate 2019, ha avuto un grande successo.

Le sneaker con bucce e torsoli di mela

«Un impatto zero nella moda, soprattutto nel caso delle calzature, è un’utopia. Ho analizzato le fasi del ciclo produttivo e distributivo, muovendomi in diverse direzioni». Il passo più recente compiuto da Dalla Mora è stata la ricerca di materiali alternativi alla pelle, che ha un alto impatto ambientale. «Sin dall’inizio, in tutte le nostre collezioni avevamo utilizzato solo pelle da scarti alimentari (e non da animali allevati appositamente per l’industria delle calzature, ndr)» continua Gianni. «Un giorno su YouTube ho visto questo ingegnere altoatesino, si chiama Hannes Parth e ha inventato e brevettato la Pellemela, un materiale simile alla pelle, ricavato da bucce e torsoli di mela. L’ho contattato e abbiamo fatto dei test. I primi campioni non andavano bene, poi finalmente siamo arrivati alla soluzione. Ho lanciato così per la collezione Estate 2019 la linea vegana, con la tomaia realizzata al 50% in Pellemela e 50% poliuretano. È stata la linea con l’incremento di vendita più alto, il 30%. Il difficile è fare prodotti sostenibili e belli, e penso che ci siamo riusciti».

Womsh è un esempio di impresa snella. «Un tempo per fondare un’azienda di calzature dovevi avere la fabbrica, i macchinari. Oggi, paradossalmente, è più facile. Ci sono molti terzisti disposti a produrre per te, aziende che hanno perso il loro mercato perché non sono riuscite a stare al passo con i tempi. È una grande opportunità per chi deve cominciare da zero, come è successo a me». Dalla Mora ha investito fino a ora un milione di euro. Siamo in 8 a lavorare. Mi sono finanziato con le mie risorse personali e ho lavorato a break even, investendo tutto l’utile nella ricerca». 

INFO: www.womsh.com

Tratto dall’articolo “Vèstiti ecosostenibile, usciamo!” pubblicato su Millionaire di ottobre 2019. Per acquistare l’arretrato, scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

moda ecosostenibile

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