L’ufficio in casa

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Telelavoro, i vantaggi sono noti a tutti. Spese ridotte, tempo guadagnato. La difficoltà? Riuscire a organizzare gli spazi. ecco Piccole strategie per trasformare la casa in un ufficio. Con qualche idea pratica…

Permette di ridurre le spese di affitto, luce, riscaldamento e telefono. E di tagliare i costi e i tempi di trasferimento tra casa e ufficio. Lavorare da casa: una soluzione che può essere vantaggiosa. A patto di non confondere impegni professionali con esigenze private, spazi per vivere con postazioni di lavoro. Come si fa? Secondo il Censis, il 40% di chi telelavora riserva un’area specifica dell’abitazione all’attività. «La vera difficoltà per chi sceglie questa soluzione è tutta psicologica – spiega l’architetto milanese Gaudenzio Micotti – e sta nel riuscire a separare due diverse situazioni che si svolgono nello stesso spazio». Un po’ come dire che trovare il giusto ambiente per l’attività non è poi così facile.

Diverso il parere di Luciano Galimberti, designer milanese: «Le nuove tendenze per l’organizzazione degli spazi si orientano verso la flessibilità. La casa è, da sempre, un luogo flessibile, dove i figli fanno i compiti sul tavolo della cucina e in sala da pranzo si possono svolgere cene di lavoro. Il problema maggiore sta nel dare una veste professionale agli spazi domestici. Ma basta essere un po’ elastici: scegliere sedie da ufficio, con le rotelle e gli schienali imbottiti, anche per quando si mangia, e il gioco è fatto».

Una certa separazione degli ambienti è però necessaria, pena la confusione totale: «Non si tratta solo di garantire la privacy della vita personale – commenta Micotti – ma anche di dare a chi si riceve un’immagine di rappresentanza. Quindi, l’ordine deve essere una priorità quotidiana. La soluzione ideale? Quella di avere almeno un ambiente autonomo, da dedicare all’attività o alla quotidianità. Questo accorgimento è particolarmente valido per il bagno: clienti e fornitori non devono usare asciugamani che sono ancora bagnati, per la vostra doccia mattutina». Aggiunge Galimberti: «La divisione deve essere in primo luogo mentale, di organizzazione: lavorare in pigiama non è consigliabile per nessuna attività, perché impedisce psicologicamente di raggiungere i ritmi da ufficio. Basta un po’ di attenzione. Anche in cucina, si possono riporre documenti lavorativi: bisogna solo avere un armadietto ben separato, in cui gli alimentari sono off limits. Nelle stanze in cui si mescolano casa e lavoro, la divisione può essere rappresentata da un paravento: una soluzione adatta anche quando si devono ricevere persone dall’esterno. Insomma, ciò che è dedicato alla sola vita privata deve essere “a scomparsa” e ogni elemento dovrebbe avere una funzione jolly: il tavolo serve sia per il pranzo, sia per la riunione; il divano della sala d’aspetto, alla sera, diventa letto». Le aziende produttrici sono da anni sensibili alle esigenze di chi lavora nelle mura domestiche, progettando mini-postazioni, collocabili in qualsiasi soggiorno (vedi box “Scelto per voi”). Un grosso vantaggio arriva dalla tecnologia wireless, che consente di lavorare ovunque, senza distribuire metri e metri di cavi difficili da pulire, ingombranti e molto antiestetici. Conclude Galimberti: «Consiglio sempre i computer portatili: perché risparmiare spazio è più importante in casa, che in ufficio. Da ricordare infine che, quando ci sono ospiti “di lavoro”, non siamo più in uno spazio solo nostro e quindi alcuni accorgimenti, come un’assicurazione che copra i danni avvenuti a terzi, sono indispensabili».

Domenico De Masi: «Beato chi telelavora»

Lavorare a casa? Domenico De Masi, sociologo e presidente della Società italiana telelavoro (www.societaitalianatelelavoro.it), non ha dubbi: per chi non si sposta dalle mura domestiche, i vantaggi sono infiniti. Innanzitutto, è possibile seguire i ritmi lavorativi personali: magari anche scambiando il giorno per la notte, se il rapporto con l’esterno lo consente e se la concentrazione si intensifica con il sorgere della luna. Inoltre, si risparmia tempo prezioso, quello che molti invece trascorrono in code di automobili o in piedi sui mezzi pubblici, oltre al denaro, soprattutto per chi viaggia in taxi. Rovescio della medaglia? Il telelavoro è vietato ai più di­spersivi e, chi usa attrezzature tecnologiche come Pc e connessioni a Internet, dovrebbe dotarsi di apparecchi quanto più aggiornati.

Maria Spezia, Millionaire 01/2004

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