Massimo Bottura, super chef, apre mensa per poveri a Torino

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È uno degli chef migliori al mondo. Massimo Bottura, 52 anni, chef modenese, è l’anima de l’Osteria Francescana di Modena, costantemente nei primi posti tra i ristoranti migliori al mondo. La sua ultima idea? Refettori per persone in difficoltà. In cucina chef stellati che creano piatti gourmet con il cibo di recupero della Caritas, quello invenduto dai supermercati cittadini. Quella di Torino è la seconda iniziativa. Il primo refettorio è stato realizzato a Milano quest’estate in occasione di Expo. Prossimo progetto sarà a New York.

Per omaggiare questa sua bella iniziativa riproponiamo l’intervista che gli abbiamo dedicato qualche numero fa.

«Ho iniziato sotto un tavolo da cucina. Era il mio rifugio da bambino. Sfuggivo ai miei fratelli. E lì, nascosto fra i piedi di mia nonna, mia madre e mia zia che tiravano la pasta per i tortellini, trovavo pace e serenità. Lì ho deciso cosa avrei fatto da grande, ma ancora non lo sapevo»..

Immaginava sarebbe arrivato così lontano?

«Ho sempre lavorato per vivere il presente, cercando di spingermi sempre un passo più in là».

Cosa ha contato di più nella sua professione?

«Le mie tre grandi passioni: l’arte, la musica e la cucina. E il mio team che ogni giorno, in sala e cucina, cresce con me».

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Com’è la sua giornata tipo?

«Passo ogni minuto possibile al ristorante. Curo i dettagli, dalla pulizia dello spogliatoio alla lucentezza degli argenti. Le mie giornate migliori sono interrotte da una partita a calcetto tra i vicoli di Modena».

Lei è promotore di una mensa per i poveri per Expo 2015. Come è nata l’idea?

«Ho voglia di restituire un po’ del mio successo, dimostrare che il nostro è un lavoro fatto del 90% di fatica. Così abbiamo pensato a una mensa per i poveri, dove quello che avanza, viene reinventato per loro».

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Cosa consiglia ai giovani?

«Non entrate in alcun loop. Inventarsi un lavoro è difficile, bisogna avere il coraggio di reinventare se stessi. Nel nostro settore c’è sempre bisogno di personale di sala, che è la parte più importante di un ristorante. Insieme al duro lavoro. Nel nostro campo esiste la cucina fatta bene e quella fatta male».

INFO: http://osteriafrancescana.it/index.php

Eleonora Chioda

(Foto immagine in evidenza © Paolo Terzi)

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