Meta: per la prima volta calano i profitti

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Frena la crescita del colosso guidato da Mark Zuckerberg

La prima volta non si scorda mai: Uber cresce, Meta cala. Non era mai successa nella sua relativamente recente storia che la holding di Mark Zuckerberg registrasse una crescita inferiore alle aspettative e, soprattutto, inferiore alla più recente delle serie storiche, quella del 2021.

Una sola cifra percentuale – 1% – preceduta da un segno meno è stata in grado di portare sconforto tra gli investitori istituzionali di Meta, poco avvezzi a questo genere di sorprese: laddove, infatti, una tech company come Uber ha recentemente chiuso il suo primo quadrimestre in positivo dall’anno di fondazione (2009), Meta ha incassato “solo” 28.82 miliardi di dollari contro i 28.92 dell’anno passato. L’attesa crescita del 3% non è proprio verificata.

 

I fattori dietro il calo di performance

Per quale ragione questo calo? Due i principali fattori indicati da Zuckerberg stesso: il taglio delle spese pubblicitarie di moltissime aziende (complici l’inflazione e la guerra in Ucraina) e l’inaspettata svalutazione dell’euro rispetto al dollaro. Infatti, non c’è bisogno di ricordare che, come ogni altro social company, anche Meta viva dei ricavi pubblicitari degli account business per poter essere “gratis, per sempre” per tutti gli altri.

E, in questo caso, le sue perdite sono in buona compagnia: Snapchat ha perso il 25% del proprio valore in borsa dal momento che non è stata in grado di centrare gli obiettivi finanziari previsti per l’ultimo trimestre; Twitter ha riportato un -1% di ricavi pubblicitari a fronte di una previsione del +11%.

A questo proposito, Mark Zuckerberg ha dichiarato ai propri stakeholder: “Sembra che siamo entrati in una recessione economica che avrà un ampio impatto sul business della pubblicità digitale ed è sempre difficile prevedere quanto profondi o quanto lunghi saranno questi cicli, ma direi che la situazione sembra peggiore rispetto allo scorso trimestre”.

Per la prima volta anche stime di crescita al ribasso

Questo ha spinto la compagnia di Palo Alto a rivedere le proprie stime di crescita, per la prima volta, al ribasso. A differenza di Snapchat, ad esempio, che ha risposto con un categorico rifiuto alle richieste di divulgare le proprio aspettative di crescita relativamente al prossimo trimestre, Meta ha già avvisato tutte le parti potenzialmente interessate che la soglia dei 30 miliardi di dollari di guadagni non sarà raggiunta. Anzi, è probabile che ci sia un’ulteriore decrescita: Facebook, Instagram e WhatsApp prevedono di riuscire a portare a casa una cifra compresa tra i 26 e i 28.5 miliardi.

Così il CFO di Meta, David Wehner: “questa prospettiva riflette la prosecuzione del contesto debole della domanda pubblicitaria che abbiamo sperimentato durante il secondo trimestre, che riteniamo sia causata da una più ampia incertezza macroeconomica”. E così, dopo anni di crescita ininterrotta, anche Mark Zuckerberg si trova ad dover incassare un giro sfortunato. Questa volta e, ribadiamo, per la prima volta da 13 anni, la mano giusta l’ha giocata Uber.

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