Microcredito per grandi progetti

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Hai un’idea valida per un’attività? C’è chi ti dà credito e riconosce il tuo valore, con un finanziamento fino a 40mila euro.

 

Darsi reciprocamente aiuto, per appianare disuguaglianze, risollevare uomini e Paesi: così si attua la fraternità. Ne parla Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti. Argomento approfondito dal cardinal Francesco Gambetti, alla Camera, a giugno, in un evento dedicato alla visione economica e sociale del Santo Padre e al microcredito, come possibilità di riscatto. Questo strumento finanziario è un atto di fiducia nelle persone, che ha rivelato le sue potenzialità fin dagli anni ‘70, quando Muhammad Yunus avviò nel poverissimo Bangladesh un sistema di piccoli prestiti. Oggi è diffuso nel mondo. In Italia, ha aiutato tante imprese. Tra queste Coral’s Garden, nata nel 2015 a Roma, da 3 studenti appassionati di acquari: Francesco Cagnizi, Luca Pervez e Francesco Zucchi. Con un finanziamento di 35mila euro, rilevarono una “serra” per allevare coralli, pesci e piante acquatiche. «Il microcredito è utile, snello nella procedura. Esperienza positiva! Oggi cresciamo, diamo lavoro a 3 persone, collaboriamo con la Guardia di Finanza, occupandoci degli animali sequestrati in aeroporto, e con l’Università Tuscia, in progetti per ricostruire la barriera corallina» racconta Francesco.

Il microcredito nel nostro Paese è accessibile a tutti, grazie a un network che accompagna all’autoimpiego e autoimprenditorialità anche i giovani NEET. Tra i programmi: SELFIEmployment e YES I Startup, premiato in Bocconi a giugno (diventaimprenditore.eu).

Ma cos’è il microcredito?

È uno strumento finanziario inclusivo. Comprende l’ascolto e il sostegno, prima e dopo l’erogazione. Non solo un prestito, ma un’offerta di servizi. Purché il progetto sia valido e l’impresa sostenibile.

Quanto si può avere?

40.000 euro. 50.000 in caso di credito frazionato (ultime 6 rate pagate e progetto in sviluppo).

 

Chi lo eroga

L’Ente Nazionale per il Microcredito promuove, agevola, valuta e monitora gli strumenti microfinanziari promossi dall’UE e le attività microfinanziarie a valere sui fondi comunitari. Scopo: lo sviluppo economico e sociale.

Chi aiuta?

«I non “bancabili” possono trasformare la propria condizione e diventare imprenditori» spiega Mario Baccini, presidente dell’Enm. «Abbiamo cura dei soggetti più deboli, spesso caratterizzati da un forte livello di esclusione finanziaria e sociale, così come dei migliori cervelli del nostro Paese, che necessitano di essere supportati nella creazione di aziende innovative ad alto potenziale di crescita».

 

Come funziona?

L’Enm ha 546 tutor, 107 sportelli sul territorio nazionale in collaborazione con amministrazioni locali, 41 Istituti finanziari convenzionati (microcredito.gov.it) «Solo nell’ultimo triennio, abbiamo servito oltre 18.000 microimprese, operando con istituzioni, operatori del terzo settore, banche e intermediari finanziari, tutor, università. Oltre 50mila soggetti che lavorano giorno dopo giorno per sostenere lo sviluppo economico e sociale del Paese. Dal 2012 abbiamo registrato 397 milioni di euro di finanziamenti erogati, con un effetto leva occupazionale del microcredito pari a 2,43 per ciascun finanziamento» spiega Baccini. «Facciamo crescere le imprese con servizi specialistici di formazione, trasferimento di competenze, affiancamento e tutoraggio, che responsabilizzano l’imprenditore nella sua funzione anche sociale».

 

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Chi può ottenerlo?

Lavoratori autonomi e imprese individuali titolari di Partita Iva da non più di 5 anni, con 5 dipendenti al massimo. Società, titolari di Partita Iva da non più di 5 anni, 10 dipendenti massimo.

 

Come si può utilizzare?

Per l’acquisto di beni o servizi connessi all’attività, le retribuzioni di nuovi dipendenti soci lavoratori, corsi di formazione, ripristino capitale circolante, operazioni di liquidità.

I primi passi?

Presentare la richiesta a una banca convenzionata con l’Enm. Poi interviene un tutor di microcredito, che ti aiuta gratis a capire se l’idea imprenditoriale è realizzabile, a metterla nero su bianco, a chiarire i dubbi.

 

Il finanziamento di microcredito: com’è?

Un mutuo chirografario che dura fino a 84 mesi, incluso preammortamento. Con garanzia pubblica del Fondo di garanzia per le Pmi (80% dell’importo finanziato). La Banca può richiedere ulteriori garanzie personali (non reali) solo per la parte non coperta dalla garanzia pubblica. La richiesta di accesso al microcredito è gratuita fino all’atto di erogazione del finanziamento. Poi la banca, se la convenzione lo prevede, trattiene l’1% della somma erogata.

 

Documenti necessari?

Quelli per inquadrare le persone e le imprese, dal punto di vista burocratico e fiscale, con situazione patrimoniale recente, preventivi, eventuale contratto franchising… L’elenco è online, con specifiche per le microimprese agricole.

 

Da Millionaire settembre 2022

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