Musica, che business!

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Febbraio: è tempo di musica. Non c’è solo il Festival di Sanremo, in onda a partire da questa sera. In concomitanza con l’evento sanremese, sbarca infatti nel nostro Paese Spotify, un servizio per ascoltare canzoni in streaming con il supporto di computer, tablet, cellulari e lettori mp3.

Tutto legale e gratuito.

A lanciare il sito, nato in Svezia nel 2008, l’italiana Veronica Diquattro, 30 anni, ex dipendente Google, pronta a confermare il successo del servizio nel resto del mondo: 20 milioni di utenti attivi, 5 milioni di abbonati tra Stati Uniti ed Europa.

Come funziona? A differenza dei siti di download come iTunes e Deezer, l’utente su Spotify, nella versione free, non può scaricare brani. Le canzoni si ascoltano senza salvarle, un po’ come avviene per la radio. Con la differenza che è l’utente a scegliere cosa ascoltare, diventando parte attiva nella fruizione musicale. Oltre a ciò, ha la possibilità di creare playlist, che vengono registrate sul suo account, e di condividerle con gli amici sui social.

L’unico neo: la pubblicità, tre minuti per ogni ora di ascolto nella versione free. Ma ci sono due tipi di abbonamento (dai 5 euro ai 10 mensili) per farla scomparire. E per scaricare le canzoni.
Quanto questa novità sconvolgerà il mondo della musica digitale italiana, un mercato che lo scorso anno è cresciuto del 31% con un giro di affari di 36,1 milioni di euro (dati Sole24ore)?

Per ora difficile fare stime. Di certo, Spotify spaventa la concorrenza: si vocifera che la Apple (iTunes) sia già da anni alla ricerca di una soluzione per entrare nel mercato dello streaming musicale.

Redazione

(Fonte foto utente flickr Fey Ilyas)

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