Oddio, ho l’ansia da prestazione!

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Paura di non farcela. Davanti a un pubblico, al lavoro, a scuola. Capita a tutti. La causa è un sovraccarico di emozioni. Il segreto è immaginarsi vincenti. Ecco come fare in sette mosse

Fiorello, due mesi fa, ha chiuso in anticipo il suo show teatrale. Dopo un’ora e mezza di spettacolo, ha lasciato la scena bruscamente. Poi è tornato e ha spiegato: «Scusate, stasera è andata cosi. Certe volte succede anche ai calciatori, è l’ansia da prestazione». Torna cosi sotto i riflettori un disturbo che può colpire tutti, in qualsiasi campo della nostra vita. Ci coglie all’improvviso alla vigilia di un esame o di un colloquio di selezione, il primo giorno di lavoro in una nuova azienda, al momento di presentare un progetto, quando si deve parlare davanti a un pubblico e persino sotto le lenzuola. I motivi? Stanchezza, stress, timore di non essere all’altezza della situazione e di esporsi alle critiche e al giudizio degli altri, paura di ricommettere un errore fatto in passato, angoscia di non ottenere il risultato sperato o di fare una brutta figura davanti a chi ci valuta. I primi segnali? Insonnia, nervosismo, irritabilità, vuoti di memoria, difficoltà di concentrazione, panico, per finire poi con i sintomi fisici come mal di stomaco, disturbi intestinali, palpitazioni, sudorazione e tremori. Risultato: al momento dell’interrogazione, per esempio, non si riesce a proferir parola o si risponde con frasi sconnesse o risposte errate. Questo succede in genere agli studenti più diligenti e desiderosi di prendere il massimo dei voti, non certo a quelli che sanno di non essersi preparati a sufficienza e si presentano alla prova con lo spirito di “o la va o la spacca”. Quello che ci frega dunque non è la mancanza di preparazione ed esperienza, ma il sovraccarico di emozioni o le paure infondate che ci bloccano nel pensare e nell’agire. Come uscirne? Ecco i consigli del coach Matt Traverso.

Non vedere quello che non c’è

L’ansia nasce da una cattiva rappresentazione della situazione che stiamo vivendo e dall’immaginare conseguenze spiacevoli. Chi sperimenta l’ansia da palcoscenico, “vede” negli spettatori un gruppo di persone ostili, quando invece non è così. Ognuno di noi percepisce la realtà a suo modo, come se stesse girando un film nella sua mente. Una piccola parte della trama si basa sull’osservazione dei fatti, una più grande sui presentimenti buoni e una ancora più vasta sulla nostra sfrenata immaginazione. Dunque crediamo che quello che vediamo sia effettivamente “quello che c’è”, mentre invece “ciò che vediamo” è quello che percepiamo attraverso i nostri sensi. Ciò significa che plasmiamo la realtà per modellarla sulle nostre aspettative. Provate a cambiare il modo di percepire la realtà, automaticamente anche le nostre emozioni cambieranno.

immaginati forte, lo sarai

Il modo più efficace per prevenire l’ansia è riprogrammare il nostro software interno con la visualizzazione. è stato provato che il sistema nervoso non riesce a distinguere tra reale e immaginario. Un’esperienza visualizzata non solo condiziona il cervello, ma programma anche il corpo. Quindi, se chiudiamo gli occhi e ci visualizziamo facendo qualcosa, le azioni del nostro corpo vengono programmate esattamente come se lo stessimo facendo realmente. Dunque, chi vuole essere un grande speaker, deve sostenere un colloquio o una riunione importante, deve “vedersi” fiducioso ed eloquente, “guardarsi” nel film della sua mente mentre comunica esattamente come desidera. Deve immaginare lo scenario in modo nitido, sentire e vivere l’emozione di questa esperienza di successo. La mente reagisce non tanto a ciò che percepisce intellettualmente ma piuttosto a ciò che vive emotivamente. Questo esercizio aiuta a migliorare l’immagine che abbiamo di noi stessi e rafforza le nostre capacità nell’affrontare le situazioni difficili.

 

con la visualizzazione fai canestro

Il potere della visualizzazione è stato verificato in vari esperimenti, tra cui uno che ha studiato le performance dei giocatori di basket. Dopo aver registrato il numero di canestri segnati da ciascuno, i partecipanti vennero divisi in tre gruppi: al primo fu chiesto di non allenarsi, al secondo di fare pratica in palestra un’ora al giorno e al terzo di esercitarsi per un’ora al giorno, ma solo con l’immaginazione. Così che anch’essi andavano in palestra, ma anziché giocare, si sdraiavano e si vedevano nella loro mente mentre facevano tiri liberi centrando sempre il canestro. I tre gruppi furono nuovamente testati a distanza di un mese. Il primo, come previsto, non fece nessun progresso. Il secondo, che si era esercitato tutti i giorni, incrementò il numero dei canestri del 24%. E il punteggio del terzo gruppo, che si era allenato solo virtualmente aumentò del 23%.

VIAGGIA NEL TEMPO

La visualizzazione può essere applicata anche come tecnica di “pronto soccorso” per risolvere una qualsiasi crisi di ansia da prestazione. Come fare? Chiudete gli occhi e immaginate di staccarvi dal corpo e sollevarvi, fino a raggiungere una linea del tempo. Poi procedete in senso orizzontale, andando avanti nel tempo fino ad arrivare a un punto che sia almeno un’ora dopo l’aver completato con successo il discorso, il colloquio, l’esame, la presentazione ecc. per cui pensavate di essere tanto preoccupati. Voltatevi indietro, e chiedetevi “Dov’è finita tutta l’ansia che provavo?”. Non la sentirete più.

SU LA TESTA, GIÙ L’ANSIA

Altra tecnica vincente al momento della crisi è quella di cambiare postura. Qualunque emozione stiamo provando, si riflette nella nostra fisiologia. Quando ci sentiamo fiduciosi e sicuri assumiamo spontaneamente determinate caratteristiche fisiche: di solito la testa è sollevata, le spalle sono dritte, l’espressione attenta, la respirazione profonda e tranquilla, e magari stiamo anche sorridendo. Questo dimostra come mente e corpo siano in strettissima relazione. Se non ci credete fate la prova. Alzatevi in piedi, lì dove siete. Inspirate a fondo, fate un sorriso, sollevate bene la testa e le spalle, guardate verso l’alto… e adesso provate a sentirvi impauriti. Non ci riuscite, vero? Questo, sul piano pratico, significa che grazie al legame totale tra corpo e mente possiamo cambiare istantaneamente i nostri stati emotivi, essere padroni delle nostre emozioni e dominare l’ansia che ci assale di fronte a una prova.

Il sesso è un gioco (non stressarti)

Saper sdrammatizzare e ridere di se stessi sono capacità molto importanti, anche per controllare casi di ansia da prestazione sessuale. Ma anche in questi casi la soluzione è adottare una rappresentazione appropriata, per esempio attribuendo all’incontro intimo un semplice significato di puro piacere e divertimento. E poi condizionarla attraverso gli incantesimi, l’immaginazione e… la pratica.

ripeti LA TUA “FRASE MAGICA”

Altra strategia di condizionamento efficace è quella degli “incantesimi”, ovvero frasi da pronunciare ripetutamente. Gli incantesimi potenzianti creano certezza e intensità emozionale di cui abbiamo bisogno per gestire gli stati d’animo. Sono veri e propri eventi fisiologici. Così come i muscoli hanno bisogno di essere tenuti in forma, dobbiamo allenare anche emozioni e credenze per poterne trarre le massime prestazioni. Le tre chiavi per formulare incantesimi efficaci sono: intensità emotiva, coinvolgimento fisico e ripetizione. Create una vostra frase magica, che sia stimolante, abbinatela a gesti o movimenti del corpo, pronunciatela ritmicamente, cambiando anche il tono della voce e ripetetela in continuazione (in auto, in palestra, appena andati a letto, ovunque sia possibile). Fate questo esercizio per 20 minuti tre volte nell’arco della giornata, per almeno 10 giorni consecutivi.

Cristina Galullo, Millionaire 6/2009

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