Pazzi per il ballo

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Dilaga la mania della danza. Tango, latinoamericano, hip hop. In Italia sono nate 10mila scuole. Si può cominciare in piccolo. Ma per emergere non basta la passione. Ci vuole professionalità

È boom di iscrizioni alle scuole di ballo. Sono otto milioni i “ballerini” in Italia, il 15% circa della popolazione. La stragrande maggioranza sono semplici appassionati. Manager, giornalisti, imprenditori, attori, casalinghe, giovanissimi, over 50: è in continua crescita il numero di chi decide di frequentare un corso. Tango e latinoamericano sono i più seguiti, ma c’è anche tanta richiesta per i corsi di danza del ventre, indiana e afro con percussioni. Spopolano anche la danza moderna, l’hip hop e i corsi di danza classica delle accademie più prestigiose. «Nonostante la nascita di scuole un po’ ovunque e la concorrenza delle palestre che fanno prezzi stracciati, il momento è favorevole e ci si può ancora ritagliare un proprio spazio» spiega Rosanna Pasi, presidente della Federazione nazionale associazioni scuole di danza (www.fnasd.it). Per chi vuole cominciare in piccolo, bastano una sala di 50 mq e un insegnante per seguire anche più di 100 allievi. Il pomeriggio in genere viene dedicato ai corsi per bambini – si parte dai tre-quattro anni con la propedeutica – e ai ragazzi delle scuole. La sera invece ci sono perlopiù adulti. Per sfruttare le ore mattutine, molti fanno corsi di ginnastica posturale, fitness per anziani, arti marziali, yoga-dance, pilates… All’Euphoria Dance, prestigiosa scuola in provincia di Bergamo, si tengono corsi di danza creativa per disabili (www.euphoriadance.it). E sta per nascere anche un liceo coreutico a Milano. «Si tengono lezioni teoriche come in un qualsiasi liceo e laboratorio di danza» dichiara Donatella Bianchini, insegnante di danza e titolare dell’Onstage di Milano in zona Ripamonti (www.onstagemilano.com). Le strutture più qualificate come l’Open Dance Center di Milano (www.odcdanza.com), fanno audizioni per dare agli allievi opportunità di lavoro nel mondo dello spettacolo e organizzano sovente stage e seminari, con la partecipazione di maestri famosi che fanno da risonanza per il buon nome della scuola. Per il resto, la pubblicità si limita il più delle volte a Facebook, passaparola e lezioni prova gratuite, dato che solo le scuole più grandi possono permettersi striscioni, spot radiofonici o pubblicità sui mezzi pubblici.

Costi di avvio e di gestione

Per creare una mini-scuola di ballo possono essere sufficienti 20mila euro tra parquet, specchi, sbarre e impianto stereo. Le cifre si moltiplicano, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, se si tratta di locali di 500-1.000 mq che necessitano di impianto di riscaldamento e condizionamento, insonorizzazione, illuminazione, uscite di sicurezza, servizi igienici e spogliatoi, segreteria, sala d’attesa. «A pesare fortemente sulla redditività dell’attività, spiega Donatella Bianchini, è l’affitto (anche 50mila-100mila euro l’anno nelle scuole più grandi o in centro città), il riscaldamento, i compensi degli insegnanti (da 15 a 40-50 euro l’ora, in base al curriculum) e i cachet dei maestri blasonati per stage e spettacoli. In aggiunta, le spese di burocrazia, assicurazioni, pulizia e diritti Siae».

Entrate e guadagni

Più care nelle grandi città, le rette di una scuola di ballo vanno da 50 a 80 euro al mese, anche in base al numero di lezioni settimanali. Ma nelle scuole a cinque stelle e nelle accademie ci sono corsi che costano oltre 1.500-2.000 euro l’anno. Sui 5.000 euro la retta di un liceo coreutico. Molte coppie che vogliono imparare a ballare fanno lezioni private a più di 50-60 euro l’ora. Tanti anche i possibili servizi collaterali per aumentare le entrate. In primis, l’affitto delle sale a insegnanti-liberi professionisti (30-50 euro a lezione) o per feste di compleanno (150-200 euro). Ma c’è chi vende l’abbigliamento tecnico, chi ci mette un bar o i distributori automatici, chi organizza serate a tema o corsi all’aperto in estate e chi, in collaborazione con i tour operator, propone viaggi nelle terre d’origine della salsa cubana, del valzer viennese ecc. Le strutture più belle e attrezzate si prestano anche per ospitare campionati e convegni. Complessivamente, quanto si guadagna? «Dipende da quanti iscritti si hanno e da com’è organizzata l’attività» sostiene Rosanna Pasi. «Chi insegna direttamente, può mettersi in tasca anche il 30% dei ricavi. In linea di massima, con 200-250 allievi si fa un buon business… ma c’è anche chi ne ha più di 1.000 con entrate a sei zeri».

Luca Bizzarri, imprenditore

Il ballo delle iene

Luca Bizzarri, il comico di Camera Cafè ed ex “Iena”, nel 2008 ha aperto a Genova, nel centro storico, una scuola di danza con grandi ambizioni, dove ci sono corsi originali come la danza urbana! Per saperne di più del Cfa, il Centro di formazione artistica di Genova, abbiamo intervistato la direttrice artistica della scuola, Lisa Galantini, e Rosalina Bizzarri, mamma di Luca, che si occupa dell’amministrazione.

Com’è nata l’idea di Luca?

«Mio figlio ha voluto fare un “regalo” alla città. Un centro artistico polifunzionale, che oltre alla danza propone corsi di recitazione e di canto, per chi vuole avvicinarsi al mondo dello spettacolo come passatempo o con ambizioni professionali. In tre anni abbiamo già 350 iscritti di ogni età, anche se il grosso sono gli adolescenti che fanno danza moderna e jazz».

Qual è stato l’investimento iniziale?

«Più di 100mila euro. Abbiamo dovuto ristrutturare 300 mq di locali su due piani e arredare tre sale. Data la concorrenza, abbiamo prezzi in linea con le altre scuole cittadine: 50-60 euro al mese per i corsi di danza e poco di più per quelli di recitazione. L’affitto è caro e abbiamo 12 ballerini/coreografi molto qualificati da retribuire, oltre a tutte le spese generali. Ci vorrà ancora qualche anno per portare a casa l’investimento».

Un consiglio per chi inizia?

«Bisogna dare alla scuola una propria identità riguardo tecniche di insegnamento, corsi e ambiente. E partecipare a festival per farsi conoscere» spiega Lisa Galantini.

INFO: tel. 010 8603922, www.cfagenova.it

Come muovere i primi passi

1)      Location: l’ideale per una scuola di ballo è una zona semicentrale, dove gli affitti sono più a buon mercato, accessibile con mezzi pubblici e privati. Va bene anche un capannone dismesso. Nei centri minori, conviene cercare un locale della parrocchia o del Comune, sperando di spuntarci un canone agevolato o un contributo sulle rette.

2)      Corsi: da scegliere in base all’età media dei residenti e a ciò che già propongono eventuali altre scuole o palestre vicine. Variare proposte sia di danza sia di ballo da sala.

3)      Forma giuridica: molte scuole si costituiscono come associazioni sportive dilettantistiche per godere dei vantaggi fiscali previsti, attribuendosi, almeno legalmente, un fine non lucrativo (in pratica il guadagno figura come compenso per il ruolo di presidente o amministratore svolto dal titolare). Altrimenti, si può fare una vera e propria impresa, individuale per le strutture più piccole o societaria per attività medio-grandi.

4)      Burocrazia: per le associazioni va richiesto il Codice fiscale e c’è bisogno di un notaio che elabori lo statuto associativo. Per le imprese, va fatta la Comunicazione telematica di avvio attività al Registro imprese della Camera di commercio (www.registroimprese.it), con adempimenti “automatici” sul fronte Partita Iva, Inps e Inail. I locali devono essere agibili dal punto di vista igienico-sanitario e rispettare le norme urbanistiche e di destinazione d’uso. Previsto il Certificato di prevenzione incendi dei Vigili del fuoco (oltre i 400 mq scatta l’obbligo di autorizzazione) e il versamento dei diritti Siae per la diffusione della musica. Chi soddisfa i requisiti necessari, può anche richiedere l’affiliazione al Coni (www.coni.it).

5)      Gli insegnanti: anche se la legge non impone ai maestri di ballo particolari titoli di studio, è fondamentale avvalersi di insegnanti qualificati. Chi vuole risparmiare sui compensi del personale, è bene che frequenti una scuola di ballo per uno-due anni e si affidi poi a un professionista serio per acquisire un Diploma di Maestro di ballo nella specialità prescelta (www.federdanza.it). È utile seguire seminari, e manifestazioni come Danzainfiera, dal 23 al 26 febbraio presso la Fortezza da Basso di Firenze (www.danzainfiera.it).

6)      Finanziamenti: le associazioni per particolari eventi possono organizzare raccolte fondi che in molti casi non sono tassati. Per le imprese, il D.Lgs 185/2000 ha stanziato contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato (Titolo II – Lavoro autonomo e Microimpresa, www.invitalia.it).

 

Monica Gadda, Millionaire 02/2012

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