Pink Target

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Parte dai Paesi anglosassoni e approda in Italia l’attenzione per il target rosa. Si sviluppano prodotti e servizi al femminile. Dedicati a donne che lavorano, viaggiano, fanno figli. Idee e nicchie da esplorare

Donne imprenditrici. Donne di potere. Donne mamme. Donne che nell’85 % dei casi gestiscono anche il budget per mandare avanti la famiglia. Non solo. Secondo Immobiliare.it il 61% di chi cerca casa è di sesso femminile. Ecco perché il target diventa sempre più importante e corteggiato. Il trend è partito dal Nord Europa. Nei Paesi anglosassoni c’è molta attenzione ai servizi al femminile. Esistono i consulenti personali, che vengono a casa e ti aiutano in tutti gli aspetti della vita, dal fitness alla preparazione della valigia. Anche le mamme sono un target tutt’altro che trascurabile. In Italia, nella fascia di età 24-42 anni, più del 75% delle donne hanno figli. Ricercano servizi e prodotti per risparmiare tempo. Cresce anche il numero delle donne tecnologiche: il 51% delle italiane fra i 25 e i 34 anni (e il 41% delle 35-44enni) si connette al Web tutti i giorni o una o più volte alla settimana (dati Istat).

Ma le donne cambiano. Spiega Marisa Macchi, conduttrice del programma Nel Paese delle donne, su Radio Capodistria (www.radiocapodistria.net): «Oggi serve un occhio alle differenze, di nazionalità, culture, modi di vivere. Noi lo vediamo dal nostro osservatorio, al confine fra Italia, Slovenia e Croazia. Le donne sono sempre più partecipi e si conquistano parlando di tutto: lavoro, bellezza, pari opportunità, volontariato, maternità, seduzione, con un taglio internazionale e multiculturale». La sensazione è quella che i business a target rosa siano una nicchia da sfruttare e che possano funzionare prodotti e servizi ad hoc, specie se fanno risparmiare tempo e aiutano a conciliare lavoro e famiglia.

A gennaio ha esordito su Sky Lei, un canale satellitare (numero 125) interamente dedicato al mondo femminile che rientra in un progetto più ampio del gruppo RCS MediaGroup. «Abbiamo riunito fiction, talk show e intrattenimenti di qualità, dedicati a una donna che deve conciliare tanti ruoli diversi (moglie, madre, lavoratrice…) e lo fa con ironia, sdrammatizzando» spiega Anna Maria Aloe, direttrice.

Intanto raccolgono consensi le palestre women only (come la catena Curves) e le assicurazioni cucite su misura delle automobiliste (più virtuose dei maschi e quindi con premi inferiori). Spaziando all’estero, si può citare in Germania la Frauenbank, una banca al femminile; in Cina un ristorante in cui gli uomini possono solo guardare; in Islanda l’Audur Capital, un fondo di investimenti posseduto solo da donne (la cantante Björk ne è da poco diventata socia).

Idee

Borse di lusso a noleggio

Costano oltre 4.000 euro, ma si possono avere a 150 (a settimana). Raccoglie consensi un’idea Made in Usa

Un musicista appassionato di borse. Così si descrive, in sintesi, l’imprenditore Lorenzo Herrnhut-Girola. Sua l’idea di importare in Italia un’idea che già spopolava negli Stati Uniti: noleggiare alle donne borse di lusso. «L’unica perplessità era che in Italia avessimo più il senso del possesso. E vedessimo il noleggio come un “vorrei ma non posso”, mentre in America loro pensano “potrei, ma non voglio”. Perché spendere 4.000 euro per una borsa che magari si usa due volte? Dall’idea, sono passato all’azione: ho fatto realizzare un sito Web (on line dal maggio 2007) e ho affidato a un’agenzia una campagna di pubbliche relazioni. Per partire (stock iniziale di borse compreso) ho investito circa 45mila euro. L’accoglienza è stata subito buona. A oggi abbiamo 4.000 iscritte, di cui almeno 1.000 hanno noleggiato borse. I prezzi? La Kelly di Hermès costa 4.130 euro e può essere noleggiata a 150 euro alla settimana (480 al mese). La Lockit monogram miroir argent di Louis Vuitton, che nei negozi costa 1.390 euro, da noi si può noleggiare per 65 alla settimana (215 al mese). Le abbonate, che pagano 60 euro all’anno, hanno sconti del 5% sui noleggi settimanali e del 10% su quelli mensili. Le nostre clienti sono donne abbienti, che così si possono concedere una maggiore varietà di modelli. E quelle che vogliono fare colpo per una sera. A sorpresa, il servizio è piaciuto a molti uomini. E così adesso noleggiamo borse anche a loro. Se le cose dovessero proseguire bene, penso di espandermi anche all’estero».

INFO: www.myluxury.biz

Una collana di libri “in rosa”

Moda, fitness, uomini: guide agili, originali e monografiche per donne che cercano risposte

Metti un editore giovane, che cerca di «aprire nuovi fronti». Aggiungi l’intuizione di puntare su un target curioso e dinamico, quello delle 30-40enni che scelgono libri del genere chick lit (letteratura per ragazze, cioè titoli come I love shopping o Il diavolo veste Prada) e vedono Sex and the City. Risultato: una collana di volumi, la Pink Generation, da dedicare a donne e indipendenti. L’idea è dell’editore Mauro Morellini. «Si tratta di guide agili, ma ricche che toccano tutti gli aspetti della femminilità: salute, bellezza, rapporto di coppia, turismo… Si danno consigli pratici, non si tacciono i problemi, ma si cerca di affrontare ogni tema anche con ironia e un occhio al risparmio» spiega lui. Oltre ai temi (due titoli su tutti: Come sopravvivere al campionato di calcio o Guida all’addestramento degli uomini), si sono rivelate vincenti le scelte di prodotto. «Una veste grafica trendy, un formato tascabile e un prezzo popolare. Niente pubblicità tradizionale: da piccola casa editrice non ce la possiamo permettere, ma tante iniziative sul punto vendita in occasioni speciali. Ha poi funzionato molto la vendita in luoghi diversi dalla libreria, i parrucchieri, per esempio» continua Morellini. E i risultati? «Ottimi. In breve, Pink Generation è diventata la nostra collana di punta. Il numero dei titoli si è moltiplicato. Prima traducevamo autrici straniere, adesso ne abbiamo anche di italiane: giornaliste o lettrici che si propongono a noi. I volumi di maggior successo vendono fra 5mila e 10mila copie; mediamente ci si attesta sulle 3mila. In autunno lanceremo una nuova collana, sempre al femminile, ma destinata a un pubblico più giovane: quello delle 16-25enni» conclude l’editore.

INFO:

tel. 02 28970820,

www.morellinieditore.it

Donne nella Rete

Un blog e un sito per venire incontro alle esigenze del gentil sesso, sempre più tecnologico e informato

› Marina Misiti, 45 anni, giornalista turistica di lungo corso, ha ideato Donne con la valigia, un blog magazine pensato per le donne che vogliono partire alla scoperta del mondo. «L’idea del sito mi andava stretta: preferisco il Web 2.0, il blog, la condivisione con gli altri utenti. Al mio spazio ho cominciato a pensare un anno fa, alle quattro del mattino. E l’ho poi esteso a foto, video, Facebook, a tutte le utility della Rete, insomma» spiega lei. Oggi Marina conta migliaia di appassionati (a sorpresa il 40% sono uomini). E realizza tante iniziative collaterali: guide di viaggio (e-book e in formato podcast), mappe urbane, mostre fotografiche temporanee on line, bookcrossing… «Per ora sulle mie pagine non compaiono pubblicità. Ma la visibilità mi ha fruttato degli incarichi come consulente di comunicazione sul Web» conclude lei.

INFO: http://donneconlavaligia.wordpress.com

 

› Punta su un’informazione al femminile più generalista, ma nient’affatto banale, Dol’s, il sito delle donne on line. Ha contribuito a idearlo (nel 1999) e continua a rinnovarlo Caterina Della Torre, linguista ed esperta di marketing e comunicazione. «Mantenere il sito costa circa 2.500 euro all’anno, fra attrezzature e consulenze. Si rientra con qualche banner pubblicitario e i servizi a pagamento. Fra questi, il sostegno promozionale dato alle scrittrici che vogliono far conoscere le loro opere» spiega lei.

INFO: www.dols.net

› Jolanda Restano è una farmacista che, folgorata da Internet, ha lanciato un sito di filastrocche tradotte in sette lingue. Info: www.filastrocche.it

Un hotel al femminile (ma non solo)

Nato per soddisfare le esigenze di lei, si è poi aperto anche a lui. Ecco la strategia di un albergo svizzero

Il numero delle donne in viaggio, per svago e per lavoro, è in costante crescita (il 40% del totale, secondo una ricerca Usa). Gli alberghi, in particolare, devono adeguarsi a questo target sempre più importante: maggior attenzione a privacy e sicurezza, ampia scelta di prodotti da toilette, un menu leggero, un’offerta di servizi legati alla bellezza e al relax. Originale la risposta al dilagare del turismo rosa, da parte di un hotel di Zurigo, nella Svizzera tedesca. «Il nostro albergo ha aperto solo per le donne. Un anno dopo, però, abbiamo deciso di accogliere anche gli uomini, ma riserviamo al solo pubblico femminile tutte le camere situate al quarto piano e l’intera area benessere. Il gruppo dirigente è tutto al femminile e noi destiniamo un certo numero di posti di lavoro alle donne disoccupate» spiega Daniela Balmelli, general manager.

INFO: www.ladysfirst.ch

Alle donne piace mini

Cibo, vestiti, mobili, stanze… Cresce in Italia il business delle case di bambola. Un mercato tutto al femminile

In Italia i numeri sono in forte crescita. Boom di affluenza per l’unica fiera di settore Miniaturitalia (www.miniaturitalia.it). Punto di riferimento è poi la mailing list Case in miniatura (www.caseinminiatura.altervista.org). Fra i vari banchi (oltre 100) alla fiera colpisce quello di Barbara Dezza, che espone il meglio del cibo made in Italy. Ovviamente in scala 1 a 12. «Le clienti migliori sono le straniere, specie le americane, che adorano il nostro cibo. Un mini salame, venduto a sei-otto euro, costa pochi centesimi di materiale (fimo sintetico), ma può richiedere fino a un’ora di lavoro. Più remunerativi e di soddisfazione gli articoli che creo io. Il mio prodotto di punta è la fonduta: recipiente realizzato ad hoc, fornellino con candelina, vari ingredienti: da 25 a 38 euro. I clienti si conquistano con Internet, il passaparola e la qualità». INFO: www.workshopminiature.net

Lucia Ingrosso, Millionaire 3/2009

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