Pistole in cambio di buoni spesa. La rottamazione in salsa americana

Pistole in cambio di buoni spesa. La rottamazione in salsa americana

In Italia abbiamo sempre avuto i nostri programmi di rottamazione. Rottama la tua vecchia macchina e te ne vendiamo una nuova. Così abbiamo sempre sostenuto la domanda di auto, frigoriferi, biciclette, etc. 

Negli Stati Uniti, da diversi anni, esistono i ‘Voluntary gun buyback programs’, ovvero la rottamazione di armi da fuoco in cambio di buoni spesa o persino biglietti per eventi sportivi. 

Il ‘valore’ di questi buoni va mediamente dai 50 dollari per una pistola, fino ai 250 per un’arma semiautomatica. Scopo di questi programmi non è, fortunatamente, quello di far comprare armi più efficaci.

Le politiche di riacquisto di armi consentono ai proprietari di consegnare le loro armi da fuoco con le autorità senza troppe domande. Questa pratica è vista come un possibile metodo per ridurre la violenza armata.  L’idea è che, riducendo il numero di armi nelle mani dei civili, la violenza possa diminuire. Da tenere presente che negli Stati Uniti circa un terzo degli adulti possiede armi, con oltre 81 milioni di proprietari.

In passato questi programmi sono stati considerati inefficaci. Tuttavia, il dibattito si è rianimato e nuove iniziative sono state lanciate, da quando ricerche più recenti hanno offerto una prospettiva più sfumata, suggerendo che, sebbene il riacquisto di armi da solo potrebbe non ridurre direttamente il crimine violento, potrebbe avere un impatto quando integrato in un approccio più ampio alla prevenzione della violenza armata.

Si pensa che i riacquisti possono influenzare la percezione pubblica riguardo all’impegno delle autorità nel combattere la violenza armata e possono servire come strumenti educativi. Ma mentre alcuni politici supportano l’idea di riacquisti obbligatori di armi d’assalto, non ci sono stime precise su quanto potrebbe costare un tale programma a livello nazionale. Si stima che i costi possano arrivare a diverse decine di miliardi di dollari, a seconda del tipo di arma e della portata del programma.

Un dato sfugge spesso ai cronisti, soprattutto quelli internazionali; nonostante l’attenzione dei media sia sugli omicidi, la maggior parte delle morti per arma da fuoco negli Stati Uniti sono suicidi.

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