Prelievo Bancomat: una cosa del passato

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Bancomat

La chiusura di tante filiali bancarie riduce la disponibilità di ATM. Preoccupazioni per il futuro del contante

Giorno dopo giorno diminuiscono le automated teller machines disponibili sul territorio nazionale: i dati raccolti dall’Osservatorio Mobile Payments del Politecnico di Milano illustrano una netta decrescita dei bancomat in tutta Italia.

Matteo Risi, uno dei ricercatori, commenta così lo scenario attuale: «Negli ultimi anni i pagamenti per i consumi in Italia sono stati per circa il 60% contate, 25% carte 15% altri metodi. Nel 2021 il contante resta predominante al 50% e le carte al 38%, nel giro di due anni prevediamo che si arriverà al pareggio».

Ed ecco un brivido correre lungo la schiena di tutti coloro che si domandano una sola cosa: con la scomparsa dei bancomat verrà meno anche il contante? In breve: non sarà più possibile prelevare? Risi è più che certo che situazioni del genere non siano prossime all’orizzonte: «Il contante non verrà mai dismesso del tutto. Pensate alla Svezia: il denaro contante viene comunque preservato per quel 7% di svedesi che lo scelgono».

 

Diminuzione degli ATM e chiusura delle filiali

In realtà, la principale ragione dietro la diminuzione lenta e inesorabile degli ATM è la chiusura di numerose filiali bancarie su tutto il territorio. Negli ultimi anni, infatti, e complice la pandemia, le banche hanno potenziato l’offerta di servizi digitali e hanno provato a contenere costi e spese attraverso una riduzione del numero di filiali.

Secondo un recente rapporto di ManagerItalia, la quota di filiali attive è passata dalle 23.480 del 2020 alle 21.650 del 2021: l’anno di lockdown ha bruciato migliaia di punti di prelievo, senza menzionare che il Covid ha generato anche parecchia diffidenza verso gli sportelli bancomat, contribuendo ad una drastica riduzione del 20% circa il loro utilizzo.

Se poi si considera che oltre 4.900 comuni italiani non dispongono nemmeno di uno sportello bancomat su tutto il proprio territorio è facile capire i numeri del lento declino degli ATM.

 

Il servizi alternativi per il prelievo di contanti

Come ovviare al problema, dunque? Un’alternativa potrebbe essere un servizio di prelievo direttamente in tabaccheria.

Il prossimo 20 luglio è infatti in partenza un progetto pilotato da Intesa San Paolo per offrire ai propri clienti in possesso di carte dei circuiti Maestro, MasterCard, Visa e Visa Electron la possibilità di prelevare fino a un massimo giornaliero di 150 euro proprio in tabaccheria. A patto che, ovviamente, la tabaccheria sia convenzionata con Banca5, la banca di prossimità al 100% di proprietà del gruppo torinese. Non a caso, Banca5 si è guadagnata l’amichevole soprannome di “banca dei tabaccai”.

Ad ogni modo, le tabaccherie non solo l’unica soluzione. In casi più eccezionali, sarà possibile prelevare contante al supermercato: non è ancora chiaro in che termini, se ad esempio i bancomat all’interno delle filiali verranno trasferiti all’intento dei supermercati oppure se verrà data la possibilità di eseguire prelievi direttamente alla cassa.

 

Incertezze e perplessità sul futuro del contante

Dall’Osservatorio del Politecnico restano cauti: «Per ora, a offrire servizi come questo sono banche digitali come Hype e N26, che danno possibilità di fare accrediti e prelievi presso reti fisiche con il servizio Viacash, ma non credo che verrà adottato da molte banche».

A conti fatti, vien da dire che il contante non sta scomparendo ma, con la crescente scarsità di sportelli bancomat a cui attingere combinata a soluzioni alternative ancora in fase di testing o attorno alle quali c’è più incertezza che altro, si rende davvero difficoltoso avere accesso al denaro contante. E che se ne dica, anche questa è una forma di privazione (se non proprio di scomparsa) della cartamoneta.

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