Quasi quasi cambio tastiera

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Wireless o con il filo. Pieghevole o a raggi laser. di design o luminosa. miniguida all’acquisto

Quella virtuale c’è già. Proiettata da un apparecchio trasmettitore di raggi laser, riproduce tasti luminosi su qualsiasi superficie ed è dotata di accessori per smartphone e computer. Magari chi la usa ha l’impressione di scrivere nel vuoto, ma la tastiera è più tecnologica che mai (foto sopra). Eppure quella che oggi è definita “la prima periferica del computer” mantiene ancora molte caratteristiche di quella inventata 140 anni fa dall’americano Christopher Sholes. La tradizionale “Qwerty” – detta così per le prime lettere della riga superiore, partendo da sinistra – è stata brevettata nel 1868 con l’intento di distanziare le lettere più frequenti nella scrittura. Questo perché, nelle macchine per scrivere meccaniche, i tasti azionavano “martelletti” che, mentre andavano a colpire un nastro d’inchiostro, potevano incrociarsi tra loro, se usati con velocità. Oggi l’inconveniente dell’incrocio è superato e, a parte le file, passate dalle due progettate da Sholes alle tre prodotte a partire dagli anni Settanta, la disposizione dei tasti è invariata. «Ed è ancora comodissima, molto più del mouse. Perché la tastiera consente di distribuire il carico di lavoro su una superficie più ampia e, a differenza del cursore, non sfugge ma resta fissa nella sua posizione. I comandi rapidi dei tasti permettono di svolgere le stesse operazioni con maggiore velocità rispetto al “topo”. Di più: in questo modo lo stress dei movimenti viene minimizzato» spiega Marco De Salvo (www.marcodesalvo.it), divulgatore scientifico e autore del libro Mouse? No grazie. Il libro delle scorciatoie di tastiera (Mondadori Informatica, 8,70 euro). «La tastiera deve essere frontale rispetto a chi la usa. Il busto va mantenuto eretto e le braccia devono poggiare su un piano. Chi, come gli operatori dei check in, sta in piedi e scrive tenendo le braccia sollevate tutto il giorno, è nella posizione più scomoda. Quando il tavolo è troppo alto o troppo basso, meglio poggiare la tastiera sulle ginocchia. E cercare di usare tutte le dita per scrivere, in modo da suddividere lo sforzo: senza però premere troppo i tasti» avverte De Salvo.

Come scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze? La prima valutazione da fare riguarda la necessità di avere un apparecchio senza fili. «Attenzione al consumo elettrico: la durata minima della batteria deve essere di un mese. Inoltre è bene indirizzarsi su articoli di medio prezzo. Quelli più economici spesso usano onde radio non standard, che possono creare interferenze con altri apparecchi elettronici, come il telefono cordless: il risultato è un cattivo funzionamento di ogni oggetto. Diverso il discorso per la tecnologia Bluetooth, che funziona con segnali criptati: più sicura, è ottimizzata però per distanze di due metri circa» consiglia De Salvo. Una volta scelta la tecnologia, è poi importante verificare la robustezza. «Il “tocco” non deve essere troppo gommoso e il “ritorno” deve avere un minimo di corsa» suggerisce De Salvo. Esistono poi modelli con tasti funzionali: per il volume, la posta elettronica, la sospensione di monitor e computer… La buona regola sarebbe di non esagerare e limitarsi a ciò che davvero serve. Quali le accortezze per evitare guasti? Le tastiere non sono un’alternativa ai joystick dei videogiochi: la ripetizione troppo frequente della pressione su uno stesso comando è quindi impropria.

Molti apparecchi sono waterproof, ma evitare di versare caffè o altri liquidi è sempre consigliabile. «Soprattutto, mai lasciare appoggiati pesi sui tasti per ore: è proprio così che l’apparecchio perde elasticità. E non dimenticare che il peggior nemico della tastiera è la sabbia. Ecco perché quelle attrezzate per resistervi, utilizzate in alcuni reparti militari, costano circa 500 euro» conclude De Salvo.

Maria Spezia, Millionaire 1/2009

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