Quelli che arrotondano online

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Si chiama Adsense. È un programma di Google che permette di pubblicare sul proprio sito inserzioni e di guadagnare. In Italia l’hanno già fatto in 10mila. C’è chi porta a casa anche 1.000 euro al mese

Che cos’è

AdSense (Ad sta per advertising) è il programma pubblicitario ideato da Google che permette a chi ha un sito o un blog di inserire un banner o una inserzione pubblicitaria e ottenere così dei ricavi in base ai click dei visitatori. È uno strumento alla portata di tutti, che non richiede conoscenze informatiche. Permette di arrotondare lo stipendio. «È un modo di guadagnare che negli ultimi anni si è trasformato in fenomeno, attenuando in parte la crisi pubblicitaria che ha colpito il mondo di Internet durante i primi anni del 2000» spiega Marco De Carlo, esperto del settore e autore dell’e-book La Torre di Adsense (Giacomo Bruno Editore).

Come funziona?

Il webmaster o il blogger copia e incolla un codice fornito da Google sul proprio sito o sul blog. Questo codice permette di visualizzare annunci pubblicitari legati al contenuto del sito. In altre parole, un sito che parla di sport pubblicherà annunci su prodotti sportivi, che potrebbero attirare l’attenzione del visitatore. La pubblicità arriva in automatico da Google. Tanto più sarà cliccata dai visitatori del sito, quanto più Google riconoscerà al webmaster una percentuale.

 

Quanto si guadagna?

Sull’argomento il dibattito è aperto. Le statistiche dimostrano che in realtà solo il 40% degli editori di siti affiliati ad Adsense guadagna più di 400 dollari Usa al mese. Questa è la prova che per ottenere risultati importanti occorre anche sul Web tanto impegno. Come sottolinea Luigi Di Salvo (www.luigidisalvo.it), formatore attento al web marketing: «In realtà per guadagnare bene con Adsense devi investire molte risorse (tempo, soldi per il posizionamento del sito, pubblicità) per generare tanto traffico al sito. Google catalizza circa l’80% delle ricerche fatte on line, ma oltre Adsense esistono altri programmi di pay-per-advertising come per esempio l’innovativo Linklift (www.linklift.com) che prevede di pagare i webmaster per la pubblicazione di link testuali o quelli di altri motori come Yahoo».

Tutti i siti possono affiliarsi?

Tutti i siti si possono affiliare ad Adsense e non ci sono particolari preclusioni a meno che non si tratti di siti illegali o che infrangano valori etico/morali. (siti pornografici, violenti ecc.).

Dove vengono posizionati gli annunci ?

Gli annunci pubblicitari possono essere posizionati a piacimento dal webmaster e questo consente di dare spazio alla propria creatività. Si possono personalizzare anche il testo e la grafica in modo da renderli più accattivanti e suscitare così l’interesse nel visitatore.

Se il sistema di Adsense si basa sui click che vengono effettuati sulle inserzioni, chi controlla che questi siano opera dei visitatori del sito?

Il problema dei click fasulli esiste e Google, per scongiurare il fenomeno, usa software in grado di controllare la regolarità dei click e tutelarsi da eventuali truffe.

È necessario infatti che i click non vengano effettuati dallo stesso webmaster o da programmi software appositamente studiati. Pena l’espulsione dal sistema e  il  blocco di tutti i pagamenti fino a quel momento maturati che non verranno quindi più pagati. Ma, a detta del popolo della Rete, non sempre questo sistema è infallibile. «Il mio sito è stato espulso da Google, che ha ritenuto che i click provenienti dalla mia pagina web fossero irregolari. E questa è una condanna a vita: Google ti esclude automaticamente e per sempre, ma io sono in buona fede» spiega a Millionaire Andrea, giornalista di un blog della piattaforma di blogger.com. «La colpa potrebbe anche essere di qualche visitatore che clicca compulsivamente sugli annunci. In questo sistema sembrano cosi mancare meccanismi di chiarezza e trasparenza: perché Google non invia un messaggio di avviso che qualcosa di anomalo sta succedendo sul proprio sito con consigli per verificare la regolarità del funzionamento?» si chiede Andrea.

Cosa risponde Google a chi si lamenta di essere stato “bannato”?

«Abbiamo sviluppato sistemi estremamente sofisticati, in grado di verificare la correttezza dei click effettuati su ciascun annuncio pubblicitario» dice Alessandro Magrini, country manager di Google Italia. «Quando il sistema segnala la presenza di click ripetuti e strutturati in modo tale da essere imputati a meccanismi automatici o fraudolenti, vengono fatte immediatamente delle verifiche volte a tutelare sia l’inserzionista sia il publisher. Nel caso in cui le ricerche diano esito positivo, i click sono invalidati e così pure il loro addebito agli inserzionisti e l’accredito ai publisher. Nel caso in cui questi click dovessero provenire dallo stesso publisher, dopo un immediato richiamo, questo viene espulso dal programma. Tutti possono affiliarsi al sistema Adsense. Ma, oltre alla correttezza, per fare soldi con questo sistema bisogna produrre contenuti di qualità. La Rete permette a chiunque di esprimersi liberamente, ma chiede anche tanto impegno per emergere e poi competere» conclude Magrini.

INFO: www.google.com/adsense

Testimonianze

«Porto a casa  1.000 euro al mese»

«Da quando ho introdotto gli annunci di Adsense ho ricevuto subito compensi interessanti, nell’ordine di qualche centinaia di euro, che mi hanno consentito di trasformare pian piano un sito amatoriale dedicato alla matematica in un progetto editoriale più complesso. Ho così migliorato anche la grafica e gli aspetti più tecnici del sito utilizzando professionisti di esperienza. Sono passato da un sito sviluppato in pagine html a uno dinamico, e ho inserito gli annunci in tutte le pagine, in posizione più visibile per gli utenti, aumentando in maniera considerevole gli utili. Ora guadagno circa 1.000 euro al mese. Lo scorso anno ho aperto la partita Iva, acquistato un server dedicato al sito e banda a sufficienza. Negli ultimi tempi ho potuto permettermi delle collaborazioni continuative di giovani studenti appassionati di matematica, che con piccoli compensi hanno migliorato la qualità dei contenuti. Se non avessi avuto la spinta economica iniziale da parte degli annunci di Adsense, il sito sarebbe rimasto a livello amatoriale. Ora oltre a fare l’insegnante, che è la mia professione principale, cerco di creare una piccola casa editrice specializzata sulla matematica».

«Se il sito è utile e originale, arrivano traffico e compensi»

«Amsterdamtour.it è nato per gioco, dall’unione delle mie due grandi passioni: Internet e Paesi Bassi. Col tempo ho cercato di renderlo un sito utile e originale, ricevendo molti apprezzamenti da parte degli utenti. Ho così deciso di aderire ad Adsense. Il vantaggio? La pubblicità è inerente al contesto dove è pubblicata. Si offre un servizio o un prodotto a tema che corrisponde alle aspettative di chi sta navigando sul sito. Nel mio caso, il successo sopraggiunto inaspettatamente mi ha costretto a emigrare su uno spazio che consentisse il traffico di un numero maggiore di utenti, ma per fare questo occorreva pagare alcuni servizi che sono riuscito a mantenere proprio grazie a Google Adsense. Questo però vuol dire impegno e dedizione, ma soprattutto passione, entusiasmo nel produrre qualcosa che può essere utile agli altri».

Paolo Butera, Millionaire 4/2009

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