Rivoluzioni e stranezze nel mondo dei distributori automatici

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Pausa caffè.

Ti avvicini al distributore automatico attaccato ad una delle pareti del tuo ufficio. Di fronte a te uno spettacolo di tentazioni: snack di ogni dimensioni e gusto: barrette di cioccolato bianco e al latte, merendine alla crema e alla frutta, patatine, noccioline, taralli.

Provi a pigiare sul tasto del caffè espresso che avevi programmato di prendere ma le tue dita acquistano una loro autonomia. E non riesci a controllarle mentre pigiano il codice di uno dei tanti snack ipercalorici in vetrina.

C’è da scommettere che scene simili accadano in ogni ufficio, università o posto pubblico in cui ormai sono sempre più diffusi i distributori automatici.

Quello del vending (nome che sta per distributore automatico di bevande e alimenti) rappresenta, infatti, un business che si difende molto bene nella crisi che investe il settore della ristorazione.

I numeri del vending: 2.750 milioni di euro nel 2013

Il business del vending (distributori automatici) è in espansione. Lo dimostrano i dati del fatturato pubblicati da “Il Sole24ore:

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  •  2,580 milioni di euro nel 2010;
  • 2,637 milioni di euro nel 2011;
  • 2,650 nell’anno in corso.
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Con una stima di crescita nel prossimo anno per la quale il ricavato dell’attività raggiungerà quota 2,750 milioni di euro.

I dati dell’obesità in Italia

Anche se non esiste un dato che leghi in modo inequivocabile la diffusione dei distributori di cibi e bevande alla crescita dell’obesità in Italia, c’è da scommettere che i due fenomeni abbiano più di un punto di contatto.

All’aumento del fatturato del vending, corrisponde la crescita del fenomeno dell’obesità nel nostro paese. Secondo la Fondazione Italiana per la Lotta all’Obesità Infantile circa il 30% dei bambini italiani è in sovrappeso. Mentre secondo ADI (Associazione Dietetica Italiana) nel 2025 soffriranno di obesità circa 20 milioni di italiani.

Business e responsabilità sociale: l’idea di Fresh Vending

Gli imprenditori avveduti e coraggiosi sanno che esistono modi per coniugare i vantaggi di un business in espansione alle esigenze della collettività. La rivoluzione salutare nel mondo del vending è rappresentata da Jim Reed, un imprenditore dell’ Alabama, che ha pensato bene di legare i distributori automatici alla cura della salute e alla salvaguardia dell’ambiente.

Dalla sua idea è nata, la Fresh Healthy Vending, un’azienda che vende distributori automatici di cibo naturale: come latte di soia, yogurt, frappé, barrette di cereali e acque naturali.

“Ero stufo di vedere cibo di scarsa qualità e pieno di calorie offerto nelle scuole e negli uffici. La mia idea è nata per dare ai bambini la possibilità di mangiare in modo naturale, garantendo, al contempo, la convenienza e la comodità di un distributore automatico.” Ha dichiarato Reed ai giornali.

Lanciata la prima volta a Birmingham in Alabama, l’azienda ha ora distributori sparsi in circa 1.700 località americane, in uffici, campus, centri commerciali, ospedali ecc. Con 170 franchise all’attivo.

Dalla Cina con furore: i pazzi distributori che vengono dall’Est

Quella di Reed non è l’unica idea originale ad aver trasformato il mondo del vending. Progetti bizzarri e stravaganti corrono sulla rete. Si va dal distributore automatico di esche per la pesca (vermi), a quello di crostacei. Da quello delle cravatte, degli ombrelli, a quello degli slip usati, pensati per soddisfare le esigenze di un pubblico di feticisti.

Vediamo insieme alcune delle idee più strambe che vengono dall’Oriente:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hai qualche idea altrettanta bizzarra legata al business dei distributori automatici?

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Giancarlo Donadio

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